Pistacchi, vigna e uliveto per fare rifiorire il deserto

Il progetto di Aloe per la Siria e l’amicizia con il monastero di Padre Dall’Oglio

L’idea di costituirci in associazione è stata di Padre Beppe Svanera, missionario della Consolata, a partire dall’esperienza delle giornate missionarie bimensili vissute a Santa Maria a Mare negli anni 1997-1998. L’allora direttore del CMD, Don Francesco Leonardi, aveva aggiornato un elenco di missionari diocesani comprendente 53 persone, operanti allora in 22 nazioni e propose per l’associazione un nome capace di richiamare tutti i continenti: ALOE (A come Asia, Africa, America, L come Latina, O come Oceania ed E come Europa). L’associazione ALOE nasce pertanto, il 30 Ottobre del 1998, come confluenza della tradizione dell’animazione missionaria dei Padri della Consolata di S. Maria a Mare con quella del CMD di Fermo.
Partita da un freddo elenco di nomi di persone fermane operanti negli angoli più sperduti del mondo, ALOE ha cercato negli anni di renderli vivi, attraverso un rapporto duraturo, nel loro territorio di provenienza. Ne è nata una storia che dura da circa trenta anni e la sensazione di appartenere ad una fraternità universale radicata nel territorio. Quel freddo elenco di nomi è diventato negli anni l’espressione di una grande famiglia di persone vive e propositive, capaci di metterci in relazione con le tante realtà del mondo dove operano. Dal Bangladesh all’Indonesia, alle Filippine e alla Siria in Asia; dall’Egitto, all’Etiopia, la Tanzania, lo Zambia, il Congo, il Camerun, il Togo, il Benin in Africa; dal Brasile, al Perù, la Colombia, l’Ecuador e la Bolivia in America atina. L’obiettivo di Aloe è stato in primo luogo quello di far conoscere questi missionari fermani – Lucidio Ceci, p. Vincenzo Carletti, p. Ilario Trobbiani, p. Giuseppe Cruciani, p. Beppe Svanera, Suor Angela Fratini, Ermelinda Sergolini, suor Luciana Maulo, p. Remo Villa, p. Stefano Camerlengo, p. Vincenzo Febi, p. Angelo Antolini, p. Mario Bartolini, e tanti altri – e di appoggiarli attraverso raccolte fondi per finanziare Micro Progetti da loro realizzati nelle loro missioni.
Abbiamo raccolto nei due volumi intitolati “La ricchezza nascosta. Dal territorio di Fermo ai territori del mondo .. e ritorno” tutte le nostre Lettere di collegamento in 25 anni di storia. Sulle pagine di questi volumi può essere colta la sensazione della grande fraternità universale che abbiamo vissuto in tutti questi anni.

Progetto
Il progetto che proponiamoinquesto momento è “Facciamo rifiorire il deserto” con i Monaci di Mar Musa in Siria. Il nostro rapporto con la Siria ci fu suggerito dal vescovo Mons. Franceschetti che ci chiese di sostenere un piccolo caseificio in un villaggio cristiano vicino ad Aleppo. Da quel primo rapporto, è nata l’amicizia con il Monastero fondato da Padre Paolo Dall’Oglio che abbiamo avuto l’onore di ospitare a Fermo appena due mesi prima della sua scomparsa a Raqqa. L’esperienza di Mar Musa è forse la più importante esperienza di dialogo fra Islam e Cristianesimo.
Il Monastero si trova arroccato in una valle semidesertica. Il nostro appoggio riguarda un progetto ambientale, “Facciamo rifiorire il deserto”, (www.aloemission.org) con il quale ripristinare la vegetazione nella valle. Sino ad oggi abbiamo realizzato una vigna ed un uliveto. Ora stiamo procedendo alla implementazione di una piantagione di pistacchi. Questo progetto ha molteplici aspetti: oltre a costituire una possibile entrata per la vita della comunità, costituisce un’occasione di lavoro per la gente del posto e serve a combattere la desertificazione. Una volontaria di Aloe partirà a metà ottobre per condividere due mesi di vita con i monaci e le monache i Mar Musa.

Franco Pignotti – Associazione missionaria Aloe

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