Il Cvm al loro fianco in Africa affinché abbiano finalmente un lavoro dignitoso
Hanno spesso meno di vent’anni, lavorano dall’alba al tramonto nelle case di altre famiglie, e nella maggior parte dei casi nessuno sa esattamente dove si trovino né quali diritti abbiano. In Etiopia e in Tanzania il lavoro domestico è ancora un mestiere ai margini della legge: senza contratti scritti, senza orari regolamentati, spesso chiuso tra le mura di un’abitazione dove abusi e sfruttamento restano invisibili agli occhi di tutti. A occuparsene è il CVM – Comunità Volontari per il Mondo, l’ONG marchigiana fondata nel 1978 con sede a Porto San Giorgio, una delle poche realtà italiane che lavora concretamente al fianco delle lavoratrici domestiche africane. Il CVM è presente su più fronti: dalla prevenzione della tratta alla formazione professionale, dal sostegno alle donne rimpatriate dopo esperienze migratorie fallite fino all’advocacy verso i governi locali perché ratifichino la Convenzione ILO C189, quella che riconosce alle lavoratrici domestiche gli stessi diritti fondamentali di ogni altro lavoratore.
In Tanzania questo impegno ha un nome: “emPoWeReD”, il progetto con cui il CVM promuove lavoro dignitoso, diritti e dignità per le lavoratrici domestiche, rafforzando al tempo tesso il ruolo delle loro organizzazioni sindacali nel dialogo con le istituzioni. Il programma ha sviluppato un curriculum per la formazione professionale che è riconosciuto dal Ministero dell’Educazione ed ora è disponibile in 20 regioni del Paese. Ben 1.300 donne hanno partecipato al mese di formazione che le scuole professionali (VETA) erogano ed i risultati sono tangibili: la totalità delle partecipanti oggi ha un contratto scritto, e circa sette su dieci hanno visto aumentare il proprio salario. Il progetto ha inoltre costituito delle task force, che riuniscono ministeri, sindacati, forze dell’ordine e associazioni datoriali, coinvolgendo direttamente centinaia di persone in azioni di sensibilizzazione e tutela.
Nel giugno 2026 è stata lanciata a Dodoma la seconda fase, Empowered II, che punta a consolidare questi risultati e a spingere per la ratifica della Convenzione ILO 189 entro l’anno, un obiettivo condiviso con il Ministero del Lavoro tanzaniano e con l’impegno personale di alcuni parlamentari. Per ora è stata ottenuto l’approvazione di una Strategia per il Lavoro Domestico 2026-2030 e la definizione di un Salario Minimo per le lavoratrici domestiche.
Dietro ai numeri, però, ci sono storie come quella di una ragazza del distretto di Rufiji. A diciannove anni aveva iniziato a lavorare come domestica lontano da casa, tra orari interminabili e condizioni logoranti. Nell’agosto 2024 ha scelto di cambiare strada, trasferendosi a Bagamoyo, dove ha trovato un ambiente di lavoro più rispettoso e il tempo per coltivare la sua passione per il cucito. Attraverso il programma di formazione VETA ha rafforzato le proprie competenze nella cura dei bambini, nella gestione domestica e nell’organizzazione del tempo: un percorso che le ha permesso di ottenere un contratto scritto e uno stipendio mensile adeguato. Oggi è più consapevole dei propri diritti e sostiene attivamente altre giovani lavoratrici domestiche, diventando lei stessa parte di quel cambiamento che il CVM continua a promuovere.
La Voce delle Marche Periodico di informazione e cultura della Diocesi di Fermo fondato nel 1892