Il Vangelo secondo Matteo riscritto in dialetto fermano

Quando la Parola si fa popolo: originale opera a cura di Renzo Giacobbi

C’è un momento in cui la traduzione cessa di essere un semplice esercizio stilistico per diventare un atto d’amore e di restituzione culturale. È esattamente ciò che accade sfogliando il lbro: “Lu Vangelo secondo San Matteo”. L’opera straordinaria in cui lo scrittore Remo Giacobbi ha intrapreso un’impresa tanto audace quanto feconda: tradurre il Vangelo secondo Matteo nel vernacolo fermano. L’iniziativa non è passata inosservata ai vertici della Chiesa locale. A rimanere favorevolmente colpito e incuriosito dall’opera è stato Monsignor Rocco Pennacchio, Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Fermo, che ha approvato e sostenuto con entusiasmo questo progetto dello scrittore. Un avallo pastorale che riconosce il valore profondo di un’operazione non solo linguistica, ma pienamente spirituale.

Il vernacolo come lingua del cuore
Tradurre i Sacri Testi nel dialetto locale non significa affatto “svilirli” o ridurli a un folklore macchiettistico. Al contrario, come intuisce acutamente il titolo scelto da Giacobbi, significa permettere alla Parola di spogliarsi delle rigidità accademiche per vestire gli abiti quotidiani della gente comune. Il vernacolo fermano con la sua musicalità schietta, la sua immediatezza espressiva e la sua carica umana, diventa qui il veicolo perfetto per riavvicinare il messaggio evangelico alle radici della nostra terra. Nelle pagine curate da Remo Giacobbi, le parabole, i discorsi e i gesti di Cristo ritrovano una risonanza antica eppure incredibilmente nuova, parlata con la stessa voce dei nostri nonni, tra le viuzze dei borghi e le campagne del Fermano.

Un ponte tra fede e identità locale
La forza di questo lavoro risiede nella capacità di raccogliere il Vangelo di Matteo e calarlo nel vissuto della comunità. La scelta delle parole, mai casuale, rispetta la solennità del testo originale senza perdere la freschezza e l’ironia bonaria tipiche del nostro parlato. “Quando la Parola si fa popolo” non è solo un libro da leggere: è un’esperienza da ascoltare con l’orecchio dell’anima. Dimostra che il Vangelo non è una reliquia del passato, ma una materia viva che sa parlare la lingua di chiunque la accolga.
Un plauso sincero va a Remo Giacobbi per il coraggio, il rigore e la passione profusi in questa impresa, e a Monsignor Rocco per aver saputo cogliere la bellezza profonda di un’iniziativa che arricchisce inestimabilmente il patrimonio culturale e spirituale delle Marche. Un’opera che merita di entrare nelle case di tutti i fermani.

Stefania Pasquali

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