Padre Antolini, prefetto apostolico di Robe, è missionario dall’età di 26 anni
Mi chiamo Angelo, sono nato a Santa Vittoria in Matenano 73 anni fa. Sono un frate Cappuccino. A 26 anni ho lasciato l’Italia per la missione del Wolaita in Etiopia (Stato dei Popoli del Sud), dove ho vissuto per 27 anni, poi trasferito nello Stato dell’Oromia, sempre in Etiopia, nella missione di Kofale, dove ho vissuto per cinque anni. Nel 2012 Papa Benedetto XIV mi ha nominato Prefetto Apostolico della nuova Prefettura che è nata dallo smembramento del Vicariato di Meki.
Posso dire di aver vissuto due esperienze missionarie totalmente diverse, pur nella stessa nazione dell’Etiopia. La prima nel popolo Wolaita in un contesto prettamente cristiano, prevalentemente protestante ed ortodosso, dove la Chiesa Cattolica, pur minoritaria, aveva ed ha una presenza significativa e storica fin dai primi anni dal Novecento, con molte parrocchie e centinaia di cappelle, sparse in un territorio prettamente agricolo e fertile, ed anche per questo sovrappopolato.
Il lavoro missionario, quindi, era molto concentrato nel curare le comunità che già erano presenti, anche se ho avuto modo, dal 1990 al 1997 di intraprendere un’opera di prima evangelizzazione al di là del fiume Omo, nella zona del Dawro – Konta. Quest’area di lingua e cultura Wolaita, si trovava di fatto nella regione del Kaffa. Una esperienza meravigliosa che ho portato avanti con il sostegno morale, spirituale e materiale della mia parrocchia di Hembeccio, dove sono stato parroco per 23 anni di seguito. Una esperienza di Chiesa missionaria che si fa promotrice di prima evangelizzazione lei stessa. Dopo sette anni di catecumenato abbiamo battezzato 35 adulti. Ora nell’area ci sono più di trenta mila fedeli cattolici. Io non vi sono più tornato, perché il Signore mi dona più la capacità di iniziare la presenza di una Chiesa che quella di portarla avanti nelle strutture che poi necessariamente dovranno seguire.
Forse per questo carisma che lo Spirito mi dona, quando fui trasferito a Kofale, in una area totalmente diversa: un popolo nuovo, gli Ormo, di lingua e cultura cuscita, in un altopiano a 2.700 mslm. con clima piuttosto freddo, popolo di allevatori seminomadi di religione mussulmana al 97%, la Chiesa ha pensato a me per iniziare la nuova Prefettura di Robe. La Prefettura di Robe, che servo, ormai al termine, da 14 anni, ha una superfice di circa 110 mila km quadri (un terzo del territorio dell’Italia) con una popolazione di circa cinque milioni di abitanti, di cui quattro Oromo e uno Somali. In tutto questo vasto territorio tra l’altopiano e il grande deserto che va fino alla Somalia, la Chiesa Cattolica è presente con 1.400 fratelli e sorelle in otto piccole comunità, con nove sacerdoti e undici sorelle consacrate.
Una realtà di Chiesa così piccola numericamente che solo la certezza che la Chiesa è chiamata nel mondo ad essere un pizzico di sale per rendere saporito il cibo e di po’ di lievito nella massa per fare il buon pane, ci dà la gioia di essere presenti in spirito di umiltà e di servizio.
Padre Angelo Antolini – Prefetto Apostolico di Robe (Etiopia)
La Voce delle Marche Periodico di informazione e cultura della Diocesi di Fermo fondato nel 1892