Famiglia Nuova: in terrazza l’aperitivo è il bene comune

L’integrità della persona al centro dell’interessante e partecipata iniziativa

Pensate ad un puzzle. Le prime tessere sono quelle delle colline, dei monti sibillini, del mare Adriatico, delle case disperse nelle campagne e di quelle abbarbicate nei centri storici. Ora, aggiungete altre tessere: come ad esempio una terrazza che domina l’ovest, il sud e l’est della Terra di Marca. Ed ancora e soprattutto un drappello di persone. Il puzzle è completo. Ed è quello che s’è visto martedì 28 luglio, pomeriggio, sul grande balcone dell’Associazione Famiglia Nuova, a Fermo. Ma quello che il puzzle non può evidenziare è qualcosa che sta dentro ai partecipanti. Si può chiamare voglia di stare insieme, di ritrovarsi. Si può definire ricerca di significati e di giudizi. È il bisogno di essere umani, di tornare ad esserlo in un mondo che alcuni vorrebbero portare al transumanesimo e al post umanesimo. Era il primo appuntamento di Aperitivi in Terrazza. Famiglia Nuova ha compiuto mezzo secolo di vita. Ha festeggiato la ricorrenza con una serie di eventi di alto profilo. Ora guarda avanti e, nel suo stile, richiama gente a far comunità.
L’incontro è stato semplice, ed è nato spontaneo dopo che l’associazione ha promosso tempo fa un viaggio a Solomeo, il borgo “cinematografico” di Cucinelli. Quel viaggio è stato lo spunto per interrogarsi sul ruolo delle imprese, degli imprenditori, degli artigiani, ma anche del lavoro quotidiano di ognuno: dalla casalinga, alla nonna, dal dipendente al medico, al sacerdote, al direttore di banca, al pittore, al giornalista. Sino alla politica. Si chiama Bene Comune. Lo ha rimesso al centro Papa Leone XIV nell’ultima enciclica Magnifica Humanitas. Se non si torna a riscoprire il bene comune, quello di tutti, se la società si sfalda e i potenti mirano ad inocularci e abituarci ad una mentalità di guerra, dice il Pontefice, i problemi si faranno sempre più seri.
I presenti si scambiano opinioni. Don Vincenzo Marcucci, il fondatore di Famiglia Nuova, riporta la barra sempre al centro: quello della persona: corpo, psiche, spirito. Tre entità che danno un’integralità. Scinderle è assolutizzare solo un pezzo. Pericoloso. Ma che si può fare? La domanda ricorre sottintendendo anche un senso di impotenza. Allora, senza ricorrere ad ideologie e ad astrazioni emergono fatti, storie, personaggi che sembrano piccoli ma alla fine appaiono giganti. È il buono e il bello che cresce, come quel giovane del maceratese votato ad altro ma ritrovatosi a lavorare in una discarica.
Con gli scarti di una insensata società consumista ha sistemato letti, reti, mobili a disposizione di chi non può permettersi acquisti. È il Potere dei senza Potere. Lo diciamo con il titolo di un illuminante libro di Vaclav Havel. Il buono e bello ci sono, agiscono nel mondo ad opera di gente dalla faccia comune, di cui le cronache non parleranno mai.
Torniamo al puzzle. Il sole è tramontato. Le vivande sono state apprezzate. Lo stare insieme ha riscaldato i cuori, ha dato coraggio. Gli Aperitivi continueranno, «Perché le idee – ha scritto una partecipante – crescono quando trovano una comunità capace di ascoltarle».

Adolfo Leoni

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