L’EDITORIALE – Ottobre, mese della mano tesa

Generazioni di fedeli sono cresciute vivendo ottobre come il mese missionario, dove durante la messa della domenica si consegnavano le buste con le offerte più cospiscue del solito e per tutto il periodo si ascoltavano le testimonianze dirette di missionari impegnati in terre lontane. Era come una tradizione e lì, salvo rare eccezioni (qualche invio straordinario di soldi, indumenti e generi alimentari), si esauriva l’argomento ‘missioni’. Poi, nei primi anni Novanta, con gli sbarchi in mare sono iniziati gli arrivi di massa di persone in fuga dalla fame e dalle dittature così le ‘terre di missione’ hanno smesso di essere lontane e sono diventate vicine, molto vicine. Inoltre, per una serie di ragioni (globalizzazione, crisi economica, Covid, guerre) la povertà si sta diffondendo a macchia d’olio anche in Italia che, per certi versi, si è trasformata in ‘terra di missione’. Dal 2016, infine, nelle Marche ottobre è pure il mese del terremoto, che ci ricorda come in questo territorio abbiamo bisogno di aiuti e di sostegni. Missioni (lontane e vicine) e sisma, due facce di una sola verità: c’è sempre più bisogno di aiutare il prossimo.

Stefano Cesetti

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