L’opera di Mons. Luigi Valentini in Brasile continua anche dopo la sua morte
Nel 2019, la città di Porto San Giorgio ha proclamato mons. Luigi Valentini Sangiorgese dell’anno, annoverandolo fra i suoi più illustri cittadini. Don Luigi era nato lì nel 1935.
Nel 2016, esattamente il 15 settembre, un’altra città, anzi, una megalopoli: San Paolo, capitale dell’omonimo stato del Brasile, gli aveva conferito la cittadinanza onoraria. Non solo: nell’occasione era stato presentato un libro intervista da me realizzato dal titolo Além do mar, além do Homen. Um sacerdote em missão (Oltre il mare, oltre l’uomo. Un sacerdote in missione). Si trattava della versione in portoghese del volume italiano intitolato Il mio bene sei tu editato dall’Associazione Condividere che proprio il sacerdote aveva fondato per aiutare i favelados del Brasile, Associazione ancora operante in quel Paese. Il libro era stato pubblicato successivamente, con interventi del dr. Domenico Ciliberti e del prof. Alessandro Porto, dall’editore Itaca con un altro titolo; Uno ha quello che dona.
Mons. Valentini è stato missionario in Brasile. In quel Paese tra i più poveri dei poveri, tra gente che abitava su palafitte negli acquitrini, tra sporco, topi, violenza, prostituzione, droga, coinvolgendo tutti coloro che si erano resi disponibili, ha creato un anticipo di paradiso. Spazi dove bambini, ragazzi, adolescenti, mamme violate, sono stati accolti nell’ordine, nella pulizia, nel sorriso e nell’amore «che move il sole e l’altre stelle». Nella lunga intervista che gli feci e da cui venne fuori il libro, don Gigio, come lo chiamavano in Brasile, raccontava gli inizi del suo sacerdozio e quella sorta di scontentezza che lo portava a cercare e cercare.
Nel 1967, si reca in Brasile. Nei 40 giorni in cui resta, incontra alcuni componenti di Gioventù studentesca (più tardi Comunione e Liberazione) che erano andati già in missione nel grande paese americano. Il Brasile lo affascina. Gli riempie il cuore. Vede una terra bisognosa di incontrare il Vangelo.
Tornato in Italia, prima si confronta con don Luigi Giussani, che all’inizio resta freddo per poi cambiare atteggiamento, poi parla con l’arcivescovo di Fermo mons. Norberto Perini. È fatta! L’arcivescovo dice sì. Il 4 agosto del 1970 si parte. Ma don Luigi non è solo, con lui sale in aereo Giancarlo Petrini, che diventerà vescovo in Brasile.
Quattro anni dopo, nel 1974, arriva a San Paolo, dove i nostri vivevano nell’estrema periferia, anche Vando Valentini, sarà sacerdote e docente universitario. In quattro città brasiliane nascono asili nido, giardini d’infanzia, mense, dopo-scuola. Ma non basta. Come avevano fatto a suo tempo San Giovanni Bosco a Torino e don Ernesto Ricci a Fermo, don Luigi comprende la necessità di insegnare un mestiere ai ragazzi. Ecco, allora, la nascita dell’Opera San Josè a San Paolo, un centro educativo e di formazione professionale. Ma non basta ancora. Nasce così a Belo Horizonte Casa Novela per i bambini che i giudici dei minori debbono affidare a qualche struttura. Bambini che, o non hanno genitori, oppure i genitori non sono in condizione di crescerli perché dipendenti da droga, alcol, oppure ristretti in carcere. Nelle scuole-laboratorio imparano a cucinare, a trattare con i computer, a cucire, ad essere bravi artigiani.
«Mons. Luigi Valentini – ha scritto nell’introduzione al libro Giorgio Vittadini – è stato un appassionato educatore. La sua vocazione sacerdotale dalla originaria arcidiocesi di Fermo si è dilatata fino alla missione in Brasile. Qui, per rispondere ai bisogni delle persone incontrate, ha realizzato asili, doposcuola, case di accoglienza, laboratori artigianali di avviamento al lavoro, sostenendo analoghe iniziative anche in Argentina».
Adolfo Leoni
La Voce delle Marche Periodico di informazione e cultura della Diocesi di Fermo fondato nel 1892