Terra devota al Poverello: almeno diciotto conventi

Paesaggio e spiritualità: un cammino per riscoprire il testo dei ‘Fioretti’

Il nascente Cammino francescano nella Terra dei Fioretti trova una delle sue ragioni di essere proprio nel nome. Nell’Arcidiocesi di Fermo, a cavallo tra le provincie di Fermo e Macerata, c’era la Custodia Firmana, il cuore e la sorgente dei Fioretti di San Francesco (la traduzione non integrale di una fonte latina: Actus beati Francisci et sociorum eius) con la presenza di almeno 18 antichi conventi. Il cammino è un anello nella storia dei Fioretti di San francesco che percorre paesaggi e colline, paesi e chiese, che ancora oggi fanno rivivere l’incomparabile bellezza e semplicità di un testo che racconta lo stile di vita e la fede di Francesco e dei suoi frati… i “nostri” frati, visto che moltissimi giovani del territorio si unirono a lui fin dall’inizio della sua avventura. In attesa di farlo realmente, proviamo a “camminare” con la mente, ricordando i “luoghi” francescani dei paesi che si attraversano.
Si parte (e si arriva) a Montegiorgio, paese natale dell’“autore” degli Actus-Fioretti, fra Ugolino da Monte S. Maria in Georgio, appunto l’attuale Montegiorgio. Si parte proprio dalla sommità del colle su cui sorge il paese, dalla Chiesa di S. Francesco (un tempo Santa Maria Grande). A Montegiorgio, anche se abbandonati, ci sono anche il monastero delle Clarisse ed il convento dei Cappuccini. Sul cammino, dopo pochi chilometri, alla sommità di un’altura c’è la Chiesa dei Santi Liberatore e Vitale, di San Liberato e Vito, luogo di confine e di incontro (con una fiera attiva fino alla metà del secolo scorso).
A Falerone va ricordata una presenza francescana fin dai primordi, con i beati Pellegrino e Jacopo da Falerone, anch’essi ricordati nei Fioretti. Fino alla soppressione del 1800 oltre ai Francescani erano presenti anche le Clarisse. Non c’entrano con San Francesco, ma a Falerone c’è una Pala di Vittore Crivelli e, sul cammino, si incontrano e vanno visitati, la chiesa di San Paolino, di origine longobarda, e a Piane di Falerone, il teatro romano, le cisterne, l’anfiteatro.
Anche Servigliano si coglie la presenza francescana con il convento di Santa Maria del Piano, al di fuori del geometrico perimetro urbano, di cui oggi si conserva il lato ovest del chiostro; fu costruito dai Frati Minori Osservanti a fianco dell’antica cappella nella prima metà del XV secolo.
Una Chiesa dedicata a San Francesco si trova anche a Penna S.Giovanni; all’interno c’è un bellissimo coro ligneo del XIII secolo e, soprattutto, il corpo del Beato Giovanni da Penna, anche lui citato nei Fioretti.
Anche a Sant’Angelo in Pontano c’era una antica chiesa e un convento di San Francesco, che ospitavano in passato i frati minori conventuali; sorgeva sull’attuale piazza principale del paese, vicino al monumento ai Caduti.
Loro Piceno è il paese natale di San Liberato. A Loro Piceno i Frati Minori sono stati presenti fino alla fine del 1800. Cose da vedere oggi: Castello Brunforte, Chiesa Corpus Domini, Chiesa S. Maria di Piazza.
Non è segnalata una presenza francescana a Montappone, ma è importante ricordare la presenza del dipinto di Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio, “Madonna con Bambino tra sant’Apollonia, sant’Antonio da Padova, santa Lucia e san Francesco d’Assisi” nella Chiesa parrocchiale. Ovviamente “bisogna” anche visitare il Museo del Cappello.
Nell’antico convento francescano di Massa Fermana, sulla collina vicino al paese, in direzione di Mogliano, sono vissuti il Beato Giovanni da Fermo (più conosciuto come Giovanni della Verna) e il Beato Jacopo da Massa. Passando in paese non perdiamo una visita di Polittico di Carlo e Vittore Crivelli.
I Frati Minori a Mogliano vivevano fin dall’inizio nel Convento a S. Colomba, fuori dalle mura della città, luogo delle visioni e delle vicende spirituali dei Fioretti. Nella seconda metà del 1300 si spostarono nel paese alla Chiesa di S. Gregorio con l’annesso Convento di S. Francesco.
L’antico Convento e Chiesa di S. Colomba venne recuperato dalla seconda metà del 1500; dall’unità d’Italia il convento divenne ricovero per gli anziani mentre è rimasta la chiesa a ricordare l’antica presenza dei frati (struttura di accoglienza e chiesa in fase di recupero dopo il terremoto); a Mogliano si ricorda pure la figura del Beato Pietro da Mogliano, grande riformatore.
Il Cammino francescano nella Terra dei Fioretti prosegue incontrando la Chiesa del Crocifisso D’Ete, costruita alla fine del 1500 attorno ad un’edicola sulla cui parete era affrescata una bella immagine del Crocifisso, fino a tornare a Montegiorgio.

Stefano Ricci

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