La Chiesa morirà per colpa dell’intelligenza artificiale?

Un pericolo per molti, ma c’è il precedente di quando venne scoperta la stampa

Quando si parla di Intelligenza Artificiale, si percepisce negli occhi delle persone uno sguardo simile a quello di qualcuno che ha appena sentito una parolaccia, o una bestemmia, o anche entrambi.
Nonostante qualcuno adotti dei toni rassicuranti, alla fine la preoccupazione per quello che verrà è abbastanza latente. Per trovare una definizione più calzante, l’Intelligenza Artificiale è diventata un vero e proprio spauracchio. E se invece questo spauracchio fosse uno strumento utile per riscoprire ciò che è veramente importante?
Ogni novità o progresso tecnologico ha sempre ricevuto inizialmente un’impressione negativa. Basti fare un passo indietro con un romanzo del 1831: “Notre-Dame de Paris”.
Victor Hugo decide di ambientare una storia nel 1482 per parlare della cattedrale, un’opera architettonica, simbolo della città di Parigi, ormai completamente sostituita dal libro.
La stampa a caratteri mobili di Gutenberg viene vista con sospetto, come una novità che avrebbe inferto il colpo fatale sulla casa di Dio. “Il libro ucciderà l’edificio” dice l’arcidiacono Claude Frollo. Ed è proprio a partire da questa sentenza che Hugo decide di ampliare il discorso.
Dietro alla frase catastrofista del prete, non si intende semplicemente mettere in luce l’avanzamento tecnologico che avrebbe portato la stampa dopo l’architettura.
In “Notre-Dame de Paris” Hugo parla più volte della cattedrale come l’opera di un popolo, in cui il popolo stesso si riconosce. Allo stesso tempo, critica come col tempo l’opera sia stata trascurata e abbandonata. In questo caso si fa riferimento a ristrutturazioni fatte da persone incompetenti, ma anche al numero di fedeli e visitatori sempre più in diminuzione.
Quando parla di “morte” della Chiesa causata dalla stampa, Hugo sottintende il grande impatto della Riforma protestante.
La diffusione della dottrina luterana, ma soprattutto la stampa della Bibbia in volgare ha fatto sì che i fedeli si approcciassero direttamente alle Sacre Scritture, senza intermediari, e che elaborassero una propria interpretazione. Può essere considerato questo un allontanamento dalla Fede oppure un cambiamento nel modo di vivere il proprio rapporto con Dio? Hugo non risponde a questa domanda: lascia che sia il lettore a trarre le proprie conclusioni. Alla fine, la Storia ha dimostrato come lo spauracchio della stampa abbia segnato un cambiamento piuttosto che una morte nella Chiesa.
A questo punto, fare un parallelismo con la situazione odierna e l’Intelligenza Artificiale sembra sia l’inevitabile prossimo passo.
Proprio come la stampa, l’AI sta cambiando la nostra quotidianità, ma non significa che stia causando il suo annichilimento, tantomeno quello della Chiesa, un’istituzione ancora solida nonostante scismi e cattività papali.
Come la cattedrale, anche la Chiesa è l’opera di un popolo, che si regge in piedi grazie allo spirito collaborativo tra presbiterio e laicato.
Un’unione che si è evoluta nel tempo e che trae la sua forza dalla coesistenza di due elementi che si sostengono l’un l’altra, proprio come le pietre che sorreggono il peso degli archi a sesto acuto.
E se bastasse davvero un prompt ad abbattere la nostra cattedrale, allora forse dovremmo cominciare a costruire delle fondamenta più solide.

Arianna Fioretti

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