La prof.ssa Scapolaro: non va persa la bellezza della lettura
Sul rapporto dei giovani con la tecnologia e i social abbiamo voluto sentire anche un’insegnante, la professoressa Stefania Scapolaro.
Quali responsabilità hanno gli adulti verso i giovani in merito a tale fenomeno? Cosa sono chiamati a insegnargli?
“Certamente a non gettarsi irresponsabilmente in qualcosa che non comprendono e di cui non colgono vantaggi e rischiosi svantaggi; al contempo è necessario trasmettere l’importanza di non demonizzare e rifiutare mezzi che se saputi impiegare con coscienza possono portare all’arricchimento e all’abbattimento di barriere. Proprio in quest’ultimo passaggio trovano spazio d’azione l’insegnante e l’educatore che devono accompagnare il giovane in questo mondo di suoni e immagini, entrambi potenti canali evocativi e comunicativi che tuttavia possono risultare vuoti se non saputi interpretare e spiegare correttamente attraverso le parole. È di vitale importanza che i giovani non perdano la facoltà di conoscere e opportunamente impiegare la Parola poichè essa è la lente di cui necessitiamo per vedere e osservare nitidamente la realtà”.
Quale miglior modo della lettura per padroneggiare tale prezioso strumento?
“Emozionarli e coinvolgerli attraverso la parola scritta in una realtà che invece li coinvolge passivamente mediante un frenetico susseguirsi di immagini potrebbe essere una strada alternativa che vale la pena percorrere. Già da diversi anni i programmi di italiano nella nostra scuola prevedono la lettura di un romanzo in aula: ciascun ragazzo durante l’ora di lezione ha la possibilità di avere e sfogliare una copia del testo scelto dall’insegnante, copia fornita dalla scuola e custodita nella biblioteca d’istituto; la lettura è condotta ad alta voce e interpretata; sulle pagine di quel libro vengono svolti i lavori di comprensione del testo, di analisi e commento dei personaggi e soprattutto di riflessione sui temi e i valori presenti.
Particolare attenzione viene riservata all’aspetto emotivo e caratteriale dei personaggi; se in aula i giovani imparano a saper con puntualità e spirito critico descrivere luci e ombre di un personaggio sapranno fare altrettanto con influencer, youtuber e commentatori di post… almeno questo è l’obiettivo!”
La Voce delle Marche Periodico di informazione e cultura della Diocesi di Fermo fondato nel 1892