Avviata la ricostruzione della chiesa di San Pietro

Ad Amandola al via i lavori che completeranno il recupero post terremoto

Nel mese scorso un nuovo importante cantiere è stato attivato ad Amandola nell’ambito della ricostruzione dei beni religiosi danneggiati dal sisma del 2016, si tratta di quello per la ricostruzione e miglioramento sismico della Chiesa di San Pietro Apostolo. Un tassello molto importante per completare un intervento che ha già visto la riapertura del Monastero di San Lorenzo nel 2024, con il gioioso ritorno delle monache benedettine nel centro storico della cittadina ai piedi dei Sibillini. La chiesa è profondamente legata alla vita del monastero, a cui è annessa tramite sagrestie, portico, sala del coro e libreria. Il sisma di dieci anni fa aveva provocato fessurazioni delle murature, ribaltamento del timpano della facciata, parziale crollo della cella campanaria e danni interni agli stucchi e alla sala del coro.
«A nome dell’arcivescovo Monsignor Pennacchio – ha detto Demetrio Catalini, economo della diocesi di Fermo – esprimo un sentito ringraziamento al Commissario straordinario per la ricostruzione, Guido Castelli, per l’impegno profuso a favore del territorio diocesano. Un riconoscimento particolare all’U.S.R. (Ufficio Speciale Ricostruzione) Marche, alla struttura commissariale e a tutti gli enti coinvolti, per aver rilasciato le autorizzazioni necessarie all’avvio dell’importante intervento di recupero della chiesa di San Pietro Apostolo. I fondi stanziati dal Commissario testimoniano l’attenzione verso la tutela degli edifici di culto che sono anche beni culturali, la cui identità viene preservata anche grazie alla presenza della comunità delle Benedettine».
Soddisfatto anche il sindaco di Amandola, Adolfo Marinangeli: “Continua un lavoro di ricostruzione importante per la comunità religiosa amandolese e per l’intera città in una zona fortemente colpita dal sisma dove quasi tutti gli edifici sono stati dichiarati inagibili. Una chiesa ed un convento molto caro alla città gestito dalle amate Monache Benedettine di clausura che sono, da sempre, una parte importante della nostra comunità religiosa».
“L’avvio di questo cantiere rappresenta un altro passo concreto nel percorso di ricostruzione e restituzione alle comunità dei luoghi che ne custodiscono la storia e l’identità – ha dichiarato a sua volta il Commissario straordinario Guido Castelli –. La ricostruzione degli edifici di culto ha un valore che va oltre il recupero materiale: significa ricomporre un patrimonio storico, artistico e sociale profondamente legato alla vita dei nostri borghi. Ad Amandola interveniamo su un edificio duramente colpito dal sisma, con un progetto che coniuga sicurezza, conservazione e restauro. Il nostro obiettivo è continuare ad accelerare, lavorando insieme all’Arcidiocesi, all’Ufficio Speciale Ricostruzione e a tutti i soggetti coinvolti, affinché questi luoghi possano tornare pienamente a disposizione delle comunità”.
Felici per questo intervento sono naturalmente la badessa Suor Paola e le altre sorelle da più di un anno rientate “a casa” nel centro storico di Amandola, dopo i lavori post sisma.
Oltre alla chiesa di san Pietro ora le suore attendono i lavori che riguardano la foresteria che permetterà loro di recuperare anche spazi per l’ospitalità e la ricettività.

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