Videogiochi, inevitabile l’addio al formato fisico

Settore in crisi e l’avanzare dell’intelligenza artificiale può acuire le difficoltà

Non è un periodo estremamente roseo per quello dei videogiochi. Un settore che sta soffrendo per via dei licenziamenti di massa da parte di molte software house, per non parlare dell’inevitabile ingresso dell’Intelligenza Artificiale, che ha fatto emergere molteplici perplessità sul futuro lavorativo di molte persone.
La produzione di un videogioco ha raggiunto dei livelli insostenibili in termini economici, raggiungendo budget addirittura pari o superiori alle grandi produzioni cinematografiche hollywoodiane. Nel tentare di raggiungere il break even point, i prezzi sono diventati sempre più proibitivi, tanto che molti consumatori hanno iniziato a gestire con più parsimonia i propri acquisti,
aspettando il periodo degli sconti sugli store o rivolgendosi al mercato dell’usato. La “crisi” che sta vivendo il mondo videoludico è diventata palese anche agli occhi dei più ottimisti dopo un importante annuncio da parte di Sony: l’addio al formato fisico dei videogiochi a partire dal 2028.
La totale transizione al formato digitale non era qualcosa di inaspettato: da anni, PC e console vengono prodotti senza il lettore CD, ed era solo una questione di tempo prima che il fisico rimanesse un acquisto riservato ai collezionisti. Tuttavia, il comunicato di Sony giunge in un momento in cui il rapporto con il pubblico si è incrinato. Un pubblico che, dopo anni di poche esclusive e prezzi maggiorati, vede quella di Sony come una mossa affatto consumer-friendly.
Questa manovra ha dato il via a una sorta di effetto domino, con notizie sempre più allarmanti per i videogiocatori. Qualche mese più tardi, Sony comunicherà l’interruzione dei rapporti con Hideo Kojima, da molti considerato l’autore vivente più brillante nell’ambito videoludico. Voci di corridoio hanno poi comunicato che Microsoft, storica concorrente di Sony, modificherà il suo servizio di punta, il Game Pass, togliendo molti giochi in uscita al Day One e limitando il servizio di Cloud Gaming.
Una situazione al limite del grottesco, in cui si parla addirittura di un possibile ritorno della pirateria. In uno scenario simile, il mercato raggiungerà un nuovo equilibrio, i cui vincitori saranno gli sviluppatori indipendenti, che danno sfogo alla propria creatività con budget più contenuti. Casi esemplari di buoni rapporti con la clientela arrivano anche da società più grandi come Steam che, pur avendo da anni un mercato videoludico completamente in formato digitale, offre un parco titoli vasto e avvezzo alle scontistiche, una politica di reso trasparente e un servizio clienti che è migliorato nel tempo.
Insomma, il passaggio al formato digitale non è che l’ultima delle tante mosse che inacidisce una clientela rimasta insoddisfatta già da molto tempo. Non è l’addio al formato fisico che preoccupa i videogiocatori: è l’assenza di tutte quelle sicurezze che il formato fisico garantiva, oltre ad un’esperienza videoludica sempre più “a breve termine”. La vera sfida del settore videoludico sarà quella di convincere sempre più utenti a non premere definitivamente il tasto OFF della propria console.

Arianna Fioretti

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