Presiede il Comitato che distribuisce le offerte dell’8xmille
L’auditorium di Villa Nazareth, a Fermo, mercoledì 30 settembre ha ospitato un interessante incontro su ‘IL ruolo della Chiesa nelle sfide contemporanee in Asia’ voluto dal Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli della Cei presieduto da Mons. Rocco Pennacchio, arcivescovo di Fermo. Sono intervenuti i membri di questo organismo che hanno ascoltato le relazioni di esperti di prim’ordine, quali la professoressa Simona Beretta, Ordinario di Politica economica alla Facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e il professor Gian Battista Parigi, professore di Chirurgia pediatrica all’Ircss San Matteo, mentre Attilio Ascani, direttore del Centro missionario diocesano, ha curato il coordinamento della serata.
Monsignor Rocco Pennacchio, di che cosa si occupa il Cicsp?
“Il Comitato per gli Interventi Caritativi per lo Sviluppo dei Popoli è un organismo della CEI che assolve a quanto previsto dalla legge che istituì l’otto per mille, la quale disponeva che parte delle somme venissero destinate ad interventi caritativi in Italia e nel Terzo Mondo. Ogni anno viene decisa la somma da destinare a tali interventi, da qualche anno è di 80 milioni di euro.”
Come si inserisce questo Servizio nel più vasto mondo missionario?
“I fondi, erogati sulla base di progetti che vengono analizzati e valutati dai membri del Comitato dopo una prima istruttoria svolta dal Servizio (un Ufficio CEI che si occupa solo di questo), raggiungono Diocesi, Congregazioni, Caritas, Associazioni e organizzazioni della società civile. Questi fondi, perciò, costituiscono una consistente boccata d’ossigeno nell’articolato panorama che coinvolge il mondo missionario e la cooperazione internazionale. Solo negli ultimi dieci anni sono stati approvati 5.322 progetti, per 926,3 milioni di finanziamenti, destinati a 112 Paesi diversi”.
Quanti progetti sono in fase di attuazione?
“Attualmente, ci sono circa 1200 progetti in corso. Si tenga conto che diversi durano anche più anni”.
Ne avete altri in cantiere?
“I progetti pervenuti sono 360 e verranno esaminati dal Comitato nel corso delle prossime riunioni. Ogni anno ci sono sei riunioni di Comitato che durano due giorni”.
Lei stesso ha visitato i luoghi dove si stanno realizzando alcuni di questi progetti: dal
vivo, che impressione ha avuto?
“Anche a ragione degli impegni in diocesi non ho potuto, in questi anni, visitare molti luoghi. Sono stato in Etiopia e andrò a breve in Tanzania; tuttavia, il monitoraggio dei progetti avviene in modo costante e sono certo che tali risorse siano un reale sostegno alla promozione umana e allo sviluppo dei popoli, specialmente in Africa, dove arrivano, in proporzione, le risorse maggiori. Si può ragionevolmente affermare che tantissime scuole, ospedali e ambulatori, aziende agricole, accesso alla formazione delle popolazioni più povere, imprese sociali… non ci sarebbero se gli italiani non continuassero ad apporre la loro firma sull’otto per mille alla chiesa cattolica”.
Secondo lei, nella nostra diocesi qual è il livello della sensibilizzazione missionaria?
“In passato la nostra diocesi è stata molto generosa nell’inviare religiosi e preti diocesani in terre di missione. In tutta Italia ormai assistiamo ad un consistente calo, dovuto anche a minori vocazioni. In compenso sembra crescere la sensibilità dei laici, spesso giovani, che decidono anche per qualche mese di misurarsi con questo impegno. Qualche anno fa due coniugi di Civitanova sono partiti in Etiopia dove vivono in una missione rendendo il loro servizio, che durerà ancora diversi anni. Il tema della missione non può essere periferico per la comunità cristiana, che va richiamata ad essere docile all’invito di Gesù ad evangelizzare tutti i popoli. Ringrazio il nostro CMD – Centro Missionario Diocesano – che svolge un servizio prezioso perché cresca sempre più questa sensibilità”.
La Voce delle Marche Periodico di informazione e cultura della Diocesi di Fermo fondato nel 1892