Una ‘Voce’ mite e di speranza

Le guerre che prendono sempre più il sopravvento, i femminicidi troppo frequenti, i giovani che uccidono o accoltellano anche per futili motivi, un malessere individuale crescente: la lancetta del barometro del mondo si sposta sempre più verso il peggio. Eppure qualche “resistenza” ancora si frappone a questo brutto andazzo, qualche parola contraria continua ad essere pronunciata, qualcuno insiste nel provare a vivere seguendo ben altri valori e modelli. Siamo nel pieno delle celebrazioni dedicate agli 800 anni dalla morte di San Francesco e proprio da lui può arrivare la spinta per rompere questa catena del male. Nel mondo odierno della più avanzata tecnologia facciamo fatica anche a scambiare un semplice saluto di buongiorno con i vicini di casa, mentre il Poverello di Assisi è stato il primo grande comunicatore per eccellenza, riusciva a parlare ai cristiani e ai mussulmani, alle persone e agli animali, e nel Creato spargeva una ‘voce’ di pace, amore e letizia. Noi, con la ripresa di questo giornale, siamo pronti a seguire San Francesco e a diffondere una “Voce” mite (come piace al nostro Vescovo Rocco) e di speranza.

Stefano Cesetti

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