Ben 400 km e 17 tappe nei luoghi che conservano le origini dei Frati Minori
Ci sono storie che appartengono a tutti, anche quando pochi ne conoscono le origini. Quella dei Frati Minori Cappuccini è una di queste. Tutti sanno chi sono i Cappuccini: la loro presenza è capillare in Italia e diffusa nel mondo intero. Ma non tutti sanno dove e come è nata questa grande famiglia religiosa. E soprattutto non tutti sanno che la sua storia comincia proprio nelle Marche.
Per raccontarla e farla rivivere è nato il Cammino dei Cappuccini: quasi 400 chilometri, da Fossombrone ad Ascoli Piceno, attraverso la dorsale interna della regione. Un itinerario di 17 tappe e 31 punti sosta che attraversa borghi, colline, boschi, montagne, eremi, monasteri e conventi, ripercorrendo i luoghi che videro nascere, tra il 1525 e il 1528, la riforma francescana da cui ebbe origine l’Ordine dei Cappuccini.
È un viaggio nelle Marche più autentiche e meno conosciute, dove il paesaggio e la storia si incontrano continuamente. Si parte dal convento di Fossombrone, legato alle figure dei primi protagonisti della riforma, e si raggiunge il Santuario di San Serafino da Montegranaro ad Ascoli Piceno. Nel mezzo si incontrano luoghi di straordinaria bellezza e importanza storica: la Gola del Furlo, Fonte Avellana, gli eremi di Pascelupo e dell’Acquarella, Cupramontana, Cingoli, Camerino, i Sibillini, Sarnano, Amandola, Montefalcone Appennino, Offida e molti altri borghi dell’entroterra marchigiano.
Il cuore del Cammino è però Renacavata, presso Camerino. Qui, nel 1528, sorse il primo convento dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini: da questo piccolo luogo, immerso nel silenzio della natura, una storia locale è diventata una storia universale. Da qui i Cappuccini sono partiti per raggiungere, nel corso di cinque secoli, il mondo intero.
Ma il Cammino non è soltanto un viaggio nella storia. È anche un incontro con il presente. Lungo il percorso è infatti possibile conoscere i Cappuccini di oggi, condividere la loro accoglienza e, in alcuni conventi, vivere dall’interno la vita della fraternità. In questo modo il pellegrino non visita semplicemente dei luoghi, ma incontra persone e comunità che continuano a custodire quello stesso ideale di fraternità, semplicità e vicinanza alla gente che animò i primi frati.
Il Cammino si può percorrere a piedi, in bicicletta oppure scegliendo soltanto alcune tappe. È un itinerario impegnativo, perché l’entroterra marchigiano non risparmia salite e dislivelli, ma proprio per questo sa regalare panorami e incontri capaci di ripagare la fatica: montagne selvagge, boschi ricchi di vita, dolci colline coltivate, laghi e, in lontananza, il mare. A rendere l’esperienza ancora più completa ci sono la guida del Cammino, l’app con tutte le informazioni sulle tappe, la credenziale del pellegrino e i timbri artistici che raccontano, passo dopo passo, la storia delle origini cappuccine. Il percorso è inoltre accompagnato dal romanzo storico Lo spirito dei Cappuccini e da podcast spirituali pensati per aiutare il camminatore a vivere la strada anche come occasione di ricerca interiore.
Il Cammino dei Cappuccini rappresenta anche una grande opportunità per le Marche. Mette in rete territori e comunità, valorizza piccoli borghi e attività locali, porta nuovi viaggiatori nelle aree interne e fa conoscere un patrimonio storico, spirituale e paesaggistico di enorme valore.
Alle soglie del 2028, quando ricorreranno i 500 anni dalla nascita dell’Ordine dei Cappuccini, questo itinerario assume un significato ancora più particolare: è un invito a tornare alle sorgenti, a riscoprire una storia nata nelle Marche e a lasciarsi interrogare ancora oggi da una domanda semplice e profonda. Quella che spinse i primi Cappuccini a mettersi in cammino: come ritrovare ciò che è davvero essenziale?
Fra Sergio Lorenzini

La Voce delle Marche Periodico di informazione e cultura della Diocesi di Fermo fondato nel 1892