{"id":987,"date":"2014-02-21T17:22:03","date_gmt":"2014-02-21T17:22:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=987"},"modified":"2016-01-22T09:46:55","modified_gmt":"2016-01-22T09:46:55","slug":"questioni-di-fine-vita-la-biopolitica-e-qui","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2014\/02\/questioni-di-fine-vita-la-biopolitica-e-qui\/","title":{"rendered":"Questioni di fine vita: la biopolitica \u00e8 qui"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/numero-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-988\" alt=\"numero 1\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/numero-1-300x241.jpg\" width=\"300\" height=\"241\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/numero-1-300x241.jpg 300w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/numero-1-1024x824.jpg 1024w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/numero-1.jpg 1467w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Negli ultimi giorni l\u2019istituzione di un Registro Comunale a Fermo che possa accogliere formalmente eventuali Dichiarazioni sulla pianificazione delle cure sanitarie definite, forse in modo precipitoso, come Testamento Biologico, sta animando la vita sociale, politica e culturale della nostra Citt\u00e0. Precisando che la nozione di Testamento Biologico era gi\u00e0 stata considerata non adeguata dal Comitato Nazionale di Bioetica, oltre ad altre incoerenze e perplessit\u00e0 che lascio analizzare ai nostri bioeticisti, crediamo che sia doveroso, come Curia Diocesana offrire una chiara posizione della Chiesa con l\u2019intento di esprimere un sereno e fecondo dialogo.<\/p>\n<p><!--more--> L\u2019imperativo etico che anima la nostra coscienza cristiana \u00e8 che ogni individuo umano debba essere trattato come persona e debba essere tutelato e rispettato dall\u2019inizio alla fine della sua vita. La vita umana \u00e8 sempre, in ogni caso, un bene inviolabile, indisponibile, e la sua dignit\u00e0 non viene meno quali che siano le contingenze o le infermit\u00e0 che possono colpire nel corso di un\u2019esistenza.<\/p>\n<p>Nel rispetto di questo imperativo etico, la Chiesa, non \u00e8 in linea di principio contraria alle Dichiarazione Anticipate di Trattamento. Infatti, alcune Conferenze Episcopali hanno gi\u00e0 istituto, da molti anni, alcuni modelli che offrono un senso cristiano alla morte, alla sofferenza e alle cure terapeutiche, come, ad esempio, la Decleration of life and death negli Stati Uniti, o il Testamento Vital in Spagna o la Christliche Patientenverf\u00fcgung in Germania. Questi documenti ufficiali dei vari Episcopati trovano ispirazione nella \u201cDichiarazione sull\u2019Eutanasia\u201d della Congregazione per la Dottrina della Fede, la quale, precisando la necessaria distinzione tra terapie sanitarie proporzionate e sproporzionate, afferma che nell\u2019imminenza di una morte inevitabile \u00e8 lecito rinunciare a quelle terapie che possono configurarsi come sproporzionate, che procurano, cio\u00e8, un prolungamento precario, oneroso e penoso della vita definito come \u201caccanimento terapeutico\u201d.<\/p>\n<p>Il medesimo documento, inoltre, afferma che non \u00e8 lecito interrompere le cure normali e proporzionate dovute all\u2019ammalato, come, ad esempio, i trattamenti dell\u2019idratazione e dell\u2019alimentazione. In tal senso, terapie come la dialisi, la trasfusione di sangue, gli interventi di chirurgia d\u2019urgenza e la somministrazione di antibiotici, non possono essere oggetto di decisione nelle Dichiarazioni o nel Testamento Biologico. In altri termini, come afferma il Comitato Nazionale di Bioetica nel documento del 30.09.2003, un conto \u00e8 considerare tali documenti come strumenti per migliorare il rapporto medico-paziente in quelle situazioni estreme e di confine in cui non sembra sussistere alcun legame tra la solitudine di chi non pu\u00f2 esprimersi e la solitudine di chi deve decidere; un conto, invece, \u00e8 usarli come strumenti per introdurre l\u2019abbandono terapeutico o, ancora pi\u00f9 grave, forme mascherate di eutanasia o di suicidio assistito.<\/p>\n<p>Il rischio del \u201cpendio scivoloso\u201d va evidenziato nella sua problematicit\u00e0: introdurre, in modo inconsapevole, una visione utilitaristica della vita umana, secondo la quale la stessa \u00e8 considerata degna di essere vissuta solo in determinati casi e solo se in possesso di determinati requisisti fisici o psicologici. Situazioni che hanno avuto una risonanza nazionale, come Piergiorgio Welby e Eluana Englaro, hanno sicuramente aperto un crocevia di questioni che vengono affrontate in maniera pi\u00f9 o meno accurata da specialisti in campo medico, bioetico, giuridico, filosofico e teologico.<\/p>\n<p>Tuttavia \u00e8 raro trovare una riflessione sul senso della morte e anche sul senso della vita; \u00e8 come se esistesse un deficit antropologico. Questa \u00e8 la questione fondamentale che, a nostro avviso, deve essere affrontata prima di ogni appropriazione politica o interpretazione medico-giuridica. La morte rimane certamente un evento naturale, ma, per certi versi, sembra essere diventata innaturale per l\u2019uomo d\u2019oggi, il quale sa che i parametri della fisiologia, della biologia, della medicina non parlano un linguaggio adeguato quando descrivono il morire umano. Non c\u2019\u00e8, infatti, nessuna scienza che possa parlare adeguatamente della morte dell\u2019uomo, perch\u00e9 nessuna forma di sapere oggettivo \u00e8 in grado di costruire una rappresentazione dell\u2019esperienza umana.<\/p>\n<p>La morte resta e rester\u00e0 sempre un\u2019incognita che pu\u00f2 far paura, ma che pu\u00f2 anche essere vissuta nella prospettiva religiosa della speranza della vita ultraterrena, che pu\u00f2 essere accolta nella riconciliazione con il proprio essere finiti, che pu\u00f2 essere sostenuta dalla serenit\u00e0 e dalla cura delle persone che ci stanno accanto. Proprio in virt\u00f9 della laicit\u00e0 del nostro Paese, che permette la coesistenza di tutte le visioni culturali e religiose presenti nel nostro territorio, auspichiamo che si possa attivare, anche nella nostra citt\u00e0, un confronto sereno e capace di riscoprire il senso pieno della vita, a partire dalle questioni nodali veicolate dalla bioetica cio\u00e8, il rapporto tra espansione della tecnica e medicina, le questioni attinenti alla vita terminale e alla sofferenza, le complesse problematiche legate al depotenziamento del corpo. \u2022<\/p>\n<p>Curia diocesana<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi giorni l\u2019istituzione di un Registro Comunale a Fermo che possa accogliere formalmente eventuali Dichiarazioni sulla pianificazione delle cure sanitarie definite, forse in modo precipitoso, come Testamento Biologico, sta animando la vita sociale, politica e culturale della nostra Citt\u00e0. 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