{"id":978,"date":"2014-02-21T17:11:05","date_gmt":"2014-02-21T17:11:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=978"},"modified":"2024-11-06T16:31:29","modified_gmt":"2024-11-06T15:31:29","slug":"il-cuore-cura-una-mente-ferita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2014\/02\/il-cuore-cura-una-mente-ferita\/","title":{"rendered":"Il cuore cura una mente ferita"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/maria-pia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-979\" alt=\"maria pia\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/maria-pia-300x232.jpg\" width=\"253\" height=\"199\" \/><\/a>Festeggiata da tutta la comunit\u00e0 di Capodarco di Roma, lo scorso 21 dicembre, Maria Pia Alfieri ha compiuto 50 anni. Ai pi\u00f9 la notizia apparir\u00e0 certamente di nessun conto. Non lo \u00e8 per\u00f2 per chi conosce Maria Pia e la sua storia. \u00c8 una storia toccante, emozionante, che Marisa Galli, fondatrice insieme a don Franco Monterubbianesi della Comunit\u00e0 di Capodarco, ha raccontato pochi anni fa nel libro <em>Una storia unica<\/em> (Redattore Sociale edizioni). <!--more--><\/p>\n<p>Ero un giovane obiettore di coscienza in servizio presso la Comunit\u00e0 di Roma quando conobbi Maria Pia. Una bella ragazza quindicenne, marchiata dalla terribile diagnosi di schizofrenia. Era l\u2019ennesimo caso che zelanti assistenti sociali tentavano di parcheggiare in Comunit\u00e0. Ricordo che avrebbe dovuto stare in Comunit\u00e0 per poco tempo, giusto il periodo delle ferie estive. Fu accolta con tante riserve, e con tanti timori di non poterla gestire e accudire adeguatamente. Sorprendentemente fu Marisa Galli a coinvolgersi maggiormente, a farle da riferimento affettivo, ad assumersi la responsabilit\u00e0 diretta del suo caso.<\/p>\n<p>A questo punto bisogna spiegare, per chi non la conosce, che Marisa Galli \u00e8 s\u00ec una donna eccezionale. \u00c8 infatti portatrice, sin dalla nascita, avvenuta nel lontano 1931 in una contrada rurale nel territorio di Servigliano, di una grave forma di handicap fisico. Si trattava di un contesto e di un\u2019epoca in cui gi\u00e0 essere donna non era propriamente un vantaggio, in pi\u00f9 essere portatrice di handicap comportava una vera e propria morte sociale.<\/p>\n<p>Marisa non frequent\u00f2 la scuola. Impar\u00f2 a leggere e scrivere giocando con i cuginetti, che a scuola ci andavano. Fu, la sua, una vita di reclusa. Visse relegata fuori dal mondo, fino a quando, con gli zii, con i quali sua madre, rimasta vedova giovanissima, viveva, si trasfer\u00ec in paese a Servigliano. Marisa aveva gi\u00e0 25 anni, e solo allora il mondo inizi\u00f2 a mostrarsi per lei in tutto il suo fascino. Aveva finalmente l\u2019opportunit\u00e0 di diventare protagonista della propria vita.<\/p>\n<p>Dapprima, insieme ai giovani della parrocchia, e anche attraverso i viaggi organizzati dall\u2019Unitalsi. Poi, dopo l\u2019incontro con don Franco, con il sogno della Comunit\u00e0 e la sua realizzazione nella Villa di Capodarco. Ma, come si dice, questa \u00e8 un\u2019altra storia. Torniamo invece alla storia di Maria Pia. Accadde infatti l\u2019imponderabile. Quella che inizialmente, da parte di Marisa, fu una generosa disponibilit\u00e0, si trasform\u00f2 poco a poco in amore materno.<\/p>\n<p>Colei che ogni mattina aveva bisogno di qualcuno che la aiutasse a svolgere le proprie attivit\u00e0 quotidiane prese Maria Pia con s\u00e9, e da allora furono madre e figlia. A questo punto sarebbe bello poter scrivere come nelle fiabe: \u201cE vissero felici e contenti\u201d. Ma la vita reale non \u00e8 una fiaba, e la schizofrenia non \u00e8 una malattia con cui si possa scherzare. Il vero miracolo, se miracolo possiamo chiamarlo, fu quello dell\u2019amore, un amore che non fa calcoli, che sa essere generoso. Con Maria Pia non poteva essere altrimenti, tanto complicati e faticosi sono stati l\u2019evolversi della sua malattia e le manifestazioni del suo disagio.<\/p>\n<p>Nel corso degli anni ha alternato fasi di mutismo ostinato a fasi in cui \u00e8 stata logorroica fino allo sfinimento. Periodi di bulimia in cui mangiava in maniera smodata, e periodi di anoressia in cui rifiutava totalmente il cibo. Periodi in cui era aggressiva e violenta: una volta colp\u00ec Marisa conficcandole una forchetta in testa. C\u2019erano altri periodi in cui scappava appena la si perdeva di vista, oppure si spogliava completamente in pubblico. Memorabile l\u2019episodio avvenuto durante una vacanza estiva nella casa di campagna a Servigliano dove Marisa \u00e8 nata. Due giovani frati questuanti trovarono Maria Pia completamente nuda sull\u2019aia di casa. Vedendola, forse, avranno pensato aa una delle molteplici metamorfosi di qualche spirito demoniaco.<\/p>\n<p>Un altro episodio buffo, che Marisa racconta nel libro, \u00e8 quello di un\u2019aggressione a una persona in carrozzina. Maria Pia le prese i capelli tirandoli forte, e questi le rimasero in mano fra lo sconcerto generale. La poveretta portava infatti una parrucca. Sono episodi buffi, che, comunque nulla tolgono alla fatica del relazionarsi con Maria Pia e con il suo disagio.<\/p>\n<p>Scrive Marisa nel suo libro: \u201cSi capisce perch\u00e9 le madri hanno assunto dall\u2019inizio il ruolo di amare tanto i figli diversi, coinvolgendosi con loro senza risparmio\u201d. Marisa \u00e8 stata madre con una maternit\u00e0 eroica, che tocca corde profonde nel cuore e nei sentimenti di una donna, sentimenti che, non a tutti, probabilmente, \u00e8 dato conoscere o comprendere. Lei si schernisce quando gli altri la considerano una santa. Ripete che santificandola liquidano lei e il suo problema. Infatti, invece di interrogarsi sul fatto che se una persona in carrozzina riesce a fare certe azioni, ancor pi\u00f9 potrebbe farle una persona sana, se solo si facesse toccare il cuore dalle tante problematiche che la circondano.<\/p>\n<p>Oltre a festeggiare i 50 anni di Maria Pia, Marisa ha voluto ricordare anche i 47 anni di vita comunitaria. 47 anni di gesti quotidiani ripetuti milioni di volte che hanno consentito a entrambe una vita dignitosa. La festa, ha tenuto a dire Marisa, \u00e8 stata per tutti coloro che hanno compiuti quei gesti coinvolgendosi con lei e Maria Pia per periodi pi\u00f9 o meno lunghi.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un\u2019altra chiave di lettura che Marisa offre della propria vita generosa e appassionata. Raccontando la sua storia con Maria Pia che va avanti ormai da 35 anni, e che ai pi\u00f9 potrebbe apparire piena di rinunce e di sacrifici, ha scritto nel suo libro: \u201cSenza la presenza viva di Maria Pia, io non sarei stata capace di resistere in questo contesto neanche per mezza giornata (&#8230;). Per scelta personale ho voluto condividere la vita con quelli pi\u00f9 fragili\u201d. Ecco l\u2019ultimo tesoro segreto dei cuori generosi: donandosi si riceve ancora di pi\u00f9, in una \u201cmisura colma, scossa, traboccante\u201d. \u2022<\/p>\n<p>Pancrazio Tulli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Festeggiata da tutta la comunit\u00e0 di Capodarco di Roma, lo scorso 21 dicembre, Maria Pia Alfieri ha compiuto 50 anni. Ai pi\u00f9 la notizia apparir\u00e0 certamente di nessun conto. 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