{"id":972,"date":"2014-02-21T17:02:21","date_gmt":"2014-02-21T17:02:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=972"},"modified":"2024-11-06T16:51:49","modified_gmt":"2024-11-06T15:51:49","slug":"intrecciare-generazioni-bellezza-spiritualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2014\/02\/intrecciare-generazioni-bellezza-spiritualita\/","title":{"rendered":"Intrecciare generazioni, bellezza, spiritualit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/fermano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-973\" alt=\"fermano\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/fermano-223x300.jpg\" width=\"223\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/fermano-223x300.jpg 223w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/fermano.jpg 530w\" sizes=\"auto, (max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/><\/a>Tre estati fa. Un\u2019idea accarezzata da tempo. Compiere un viaggio. Da Fermo ad Assisi. Sulle tracce di tre santi: san Francesco, san Benedetto, san Jacopo. Convinco solo due persone: mio fratello Aroldo e mio nipote Andrea. Gli altri nicchiano, e poi declinano. Ci sono 150-160 km da compiere\u2026 a piedi. S\u00ec, perch\u00e9 a piedi si andr\u00e0, su strade non pi\u00f9 praticate da tempo. Sotto le insegne della Confraternita di san Jacopo, che ci ha fornito le \u201cpatenti\u201d; spinto dal genio benedettino, che ha \u201ccostruito\u201d la nostra Terra di Marca; con l\u2019obiettivo di visitare i punti maggiori del francescanesimo; con questa convinzione sono partito alla volta della citt\u00e0 del \u201cgioioso mendicante\u201d. Un\u2019avventura stupenda!<\/p>\n<p><!--more-->Che ho raccontato in un volumetto intitolato \u201cVerso Assisi. Con tre Santi che spingono\u201d. \u00c8 da l\u00ec che parte l\u2019idea, a lungo covata, dell\u2019associazione Antichi Sentieri &#8211; Nuovi Cammini. Dopo tre anni l\u2019ho realizzata con Anna, Aroldo, Emanuele, Marco e Michele. Si va a piedi, si propongono itinerari sconosciuti, si attraversano colline, campagne, fiumi. Si raduna gente marchigiana e non. Si compie s\u00ec un gesto fisico (sportivo e salutare) e geografico. Ma anche storico. Perch\u00e9 narro le vicende di quei luoghi, di quelle donne e di quegli uomini che vi hanno vissuto e gioito, faticato e sorriso. Intrecciando di nuovo \u2013 questo \u00e8 anche l\u2019obiettivo \u2013 generazione a generazione (quel che \u00e8 stato, quel che fu), riscoprendo \u201cpietre\u201d che parlano e che tento di far parlare.<\/p>\n<p>Come a Montegiorgio. Estate scorsa, una serata d\u2019eccezione. Parco del Pincio: i Sibillini sono blu cobalto alle ore 21 di una domenica agostana. Il tempio di san Francesco (chiesa non pi\u00f9 officiata) ha qualcosa di incantevole nella sua povert\u00e0. Non pi\u00f9 arredi, non pi\u00f9 &#8211; se non segni &#8211; altari laterali. Libera l\u2019intera navata. Spoglia. Altissima la volta. A terra, travi dipinte e lunghe decine di metri, ammonticchiate le une sulle altre. Piccole fiaccole a illuminare un edificio incredibilmente affascinante. Ho scritto un racconto. Parla di Elena, la madre dell\u2019imperatore Costantino, colei che \u2013 la leggenda vuole \u2013 abbia ritrovato la croce di Cristo sul Golgota scomparso. La interpreto con accanto mio fratello Lelio che per l\u2019occasione suona al flicorno musiche sue. Immagino Elena giunta dalle terre dei druidi: Elena la britanna, Elena la romana; immagino la cruenta battaglia con Massenzio al Ponte Milvio; immagino l\u2019invio in Terra Santa: lo scetticismo, la paura, la fede. Infine, il ritrovamento. La Croce.<\/p>\n<p>Quella in cui fu inchiodato il Giusto. Non sono io a parlare, a leggere, a interpretare. \u00c8 il pittore che dipinse secoli fa la Cappella farfense. \u00c8 l\u00ec, lungo i costoloni che colpirono Vittorio Sgarbi, che \u00e8 raffigurata la madre di Costantino nella Terra di Ges\u00f9. Ho voluto ridar voce a quelle immagini in una notte di vacanza.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come con una pattuglia di camminatori sono giunto qualche giorno dopo nei pressi della \u201cRocca maledetta\u201d. Tagliata la campagna, siamo arrivati alle falde del colle di santa Susanna. L\u00ec s\u2019ergeva il castelletto di Rinaldo da Monteverde, della famiglia dei Brunforte. I Domini Contadini, di schiatta longobarda. L\u00ec, dice la leggenda, il diavolo apr\u00ec la terra per schiantare mura e impadronirsi di tesori. L\u00ec, invece, racconta la storia, i montegiorgesi appiccarono il fuoco dopo che il capitano di ventura e tiranno di Fermo era stato ucciso per decapitazione (insieme ai figli) ed esposto a pubblico ludibrio. Restano mozziconi di mura. Ma arrampicandosi alle falde, si trovano ancora i pertugi. Da giovani percorrevamo quei cunicoli, da adulti ce ne siamo ben guardati. Oggi al posto della rocca sorge una villa. Il proprietario \u00e8 gentile. Ha piantato viti intorno alla casa. Ma il fascino storico resta immutato. E anche la memoria. \u2022<\/p>\n<p>Adolfo Leoni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre estati fa. Un\u2019idea accarezzata da tempo. Compiere un viaggio. Da Fermo ad Assisi. Sulle tracce di tre santi: san Francesco, san Benedetto, san Jacopo. Convinco solo due persone: mio fratello Aroldo e mio nipote Andrea. Gli altri nicchiano, e poi declinano. Ci sono 150-160 km da compiere\u2026 a piedi. 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