{"id":965,"date":"2014-02-21T16:46:53","date_gmt":"2014-02-21T16:46:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=965"},"modified":"2016-01-18T10:43:06","modified_gmt":"2016-01-18T10:43:06","slug":"dire-la-buona-novella-a-una-terra-al-plurale-camminare-insieme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2014\/02\/dire-la-buona-novella-a-una-terra-al-plurale-camminare-insieme\/","title":{"rendered":"Dire la buona novella a una terra al plurale: camminare insieme!"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/convegno.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-966\" alt=\"convegno\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/convegno-209x300.jpg\" width=\"209\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/convegno-209x300.jpg 209w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/convegno-716x1024.jpg 716w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/convegno.jpg 1476w\" sizes=\"auto, (max-width: 209px) 100vw, 209px\" \/><\/a>Cosa rimane di una kermesse di tre giorni in cui si sono incontrati pi\u00f9 di 700 persone, marchigiani, cristiani, cattolici, e non solo? La risposta non saprei darla in maniera definita. E forse questo limite potrebbe essere l\u2019incipit di una improbabile serie di punti programmatici che il convegno stesso potrebbe partorire nell\u2019immediato futuro. Partirei innanzitutto dalla fine della domanda: \u201ccattolici, e non solo?\u201d.<\/p>\n<p><!--more--> Sono intervenuti rappresentanti di fede ebraica, islamica e cristiani delle chiese ortodosse e della riforma; alcuni di loro hanno preso parte in modo attivo alle varie sessioni di lavoro del convegno. Ha destato un certo meravigliato entusiasmo vedere alcuni \u201cPope\u201d aggirarsi ed intervenire nei laboratori.<\/p>\n<p>Tuttavia, quel \u201cnon solo\u201d, ritengo sia interpretato anche da altre persone che hanno \u201cgirato\u201d intorno al convegno. In particolare, rilevo tra i saluti iniziali, che in taluni casi sono stati di squisito carattere convenevole e ridondante, spicca l\u2019intervento del Magnifico Rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Ancona che ha sottolineato la necessit\u00e0 di riprendere con impegno e pazienza a lavorare per una cultura attenta alla persona, alle sue necessit\u00e0 e ai suoi desideri, alle sue speranze e alle sue gioie. Con riferimento ai giovani, ha espresso la necessit\u00e0 che non si smetta mai di operare per far crescere in loro la speranza di un mondo nuovo di cui essere protagonisti. Essendo tra i pochissimi a non aver fatto riferimento ad alcuna fede personale e senza specificare aderenze confessionali di alcun genere, ha tuttavia colpito per la genuinit\u00e0 della sua passione verso le nuove generazioni e per l\u2019emozione che ha lasciato trapelare nel parlare di un impegno incondizionato alla ricerca del senso pi\u00f9 profondo dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Significativa \u00e8 stata la battuta del Card. Bagnasco che lo ha definito \u201cquasi un neofita\u201d ed \u00e8 stato immediato il rimando al prossimo Convegno Ecclesiale Nazionale che si svolger\u00e0 a Firenze e che avr\u00e0 per titolo: \u201cIn Ges\u00f9 Cristo il nuovo umanesimo\u201d.<\/p>\n<p>Un secondo aspetto che vale la pena di sottolineare emerge dallo spettacolo che \u00e8 stato proposto la sera del venerd\u00ec al teatro delle Muse di Ancona in cui, pi\u00f9 di 30 giovani provenienti dalle varie diocesi marchigiane, hanno messo in scena uno spettacolo in stile musical dal titolo: \u201cIn memoria di me\u201d. Sulla scorta di una sapiente e competente sceneggiatura hanno interpretato un dialogo tra i vari personaggi del vangelo e i quattro evangelisti in una narrazione di storie personali che tentano di interpretare la figura di Ges\u00f9 a partire dal loro incontro con Lui. La qualit\u00e0 interpretativa denota lungo impegno e costanza nella preparazione. Ammetto una certa meraviglia nel vedere tanta bravura di gruppo e affiatamento per via del fatto che siamo abituati a sentire di un mondo giovanile che si ritira in ambiti sempre pi\u00f9 esclusivi e che non sembra capace di uscire da un\u2019interpretazione individualista della vita. \u00c8 stato certamente un aiuto ed un incoraggiamento ai giovani che hanno preso parte al convegno, anche se non erano tantissimi gli under trenta e forse un po\u2019 intimoriti, ma soprattutto una dimostrazione di vitalit\u00e0 e nuova originalit\u00e0 del mondo giovanile che d\u00e0 speranza anche al mondo adulto.<\/p>\n<p>Un terzo aspetto saliente da rilevare \u00e8 lo stile del convegno che, di fatto, \u00e8 iniziato da pi\u00f9 di un anno, con il lavoro del comitato preparatorio, a cui hanno fatto seguito i percorsi di analisi e sintesi, che hanno condotto allo studio delle prospettive, fatti dalle singole Diocesi marchigiane. Ed infine la preparazione e lo svolgimento del convegno vero e proprio. Il filo rosso che ha percorso questo tempo \u00e8 stato quello del \u201ccamminare insieme\u201d di tutti gli attori. Dai vescovi fino ai laici, dai presbiteri ai religiosi, dalla Conferenza Episcopale Marchigiana al Consiglio pastorale della pi\u00f9 piccola parrocchia, tutti hanno avuto l\u2019occasione di fare insieme un tratto di strada, pi\u00f9 o meno consapevoli che su questa strada avrebbero incontrato Qualcuno che avrebbe infiammato ancora i loro cuori.<\/p>\n<p>La dinamica, dall\u2019incontro orizzontale tra i vari livelli della lunga fase preparatoria, si \u00e8 evoluta man mano al rapporto verticale che ha raggiunto il culmine nei tre giorni di Loreto dove abbiamo vissuto un\u2019esperienza di dialogo reciproco tutti, Vescovi e delegati, giovani e adulti, laici e ordinati. La fatica dei ritmi serrati di lavoro \u00e8 stata certamente ripagata dalla gioia provata nel vivere insieme tutti i momenti del convegno. Anche l\u2019esiguit\u00e0 del tempo, che ha compresso il desiderio di poter portare contributi di natura pi\u00f9 ampia e circostanziata, \u00e8 stata accolta con spirito costruttivo. Infatti in quasi tutti i laboratori (ventiquattro in totale) \u00e8 emersa la necessit\u00e0 di non far cadere la ricchezza dell\u2019incontro e del lavoro svolto. In qualcuno di essi si \u00e8 anche proposto di costituire una commissione regionale permanente per approfondire lo studio, la conoscenza e il confronto sul tema di lavoro per poter creare degli strumenti utili a tutti attraverso una comunicazione efficace e partecipata.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo aspetto su cui vorrei soffermare l\u2019attenzione \u00e8 quello di un salto di qualit\u00e0, di una crescita e maturazione dello spirito ecclesiale che \u00e8 avvenuto, quasi accaduto, in questi tre giorni. Uno spirito caratterizzato da un inizio con tante individualit\u00e0 che hanno teso a sottolineare la peculiarit\u00e0 della propria storia e della propria geografia e da un accadimento sulla via che ha fatto vivere l\u2019esperienza di essere una cosa sola, tanto bella per la molteplicit\u00e0 delle forme della fede vissuta, quanto bisognosa di legarsi reciprocamente nella sostanza per essere ancora generativa di quella fede. Nei laboratori abbiamo sperimentato, proprio a partire dalla difficolt\u00e0 di arrivare ad una sintesi, dalla fatica di stare nei tempi, dai limiti delle nostre capacit\u00e0 e possibilit\u00e0, la bellezza della necessit\u00e0 di una carit\u00e0 reciproca. Siamo arrivati tutti con la convinzione di fare un percorso di con-divisione (in cui eravamo disposti a mettere insieme un po\u2019 del nostro) e ci siamo accorti, cammin facendo, che ci stavamo chiedendo di pi\u00f9. Stavamo vivendo la necessit\u00e0 della comunione.<\/p>\n<p>La bellezza di questo momento, la gratitudine nel sopportarci a vicenda, la ricchezza scoperta nella storia altrui, ci rivelava la preziosit\u00e0 di un Pane spezzato che ancora una volta ci viene donato gratuitamente. Di fronte alla disillusione e all\u2019abbrutimento del pensiero dominante che \u00e8 capace di rapire quotidianamente i nostri fragili pensieri \u00e8, forse, questa l\u2019unica Speranza che ha il potere di salvarci. \u2022<\/p>\n<p>Francesco Fioretti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa rimane di una kermesse di tre giorni in cui si sono incontrati pi\u00f9 di 700 persone, marchigiani, cristiani, cattolici, e non solo? La risposta non saprei darla in maniera definita. E forse questo limite potrebbe essere l\u2019incipit di una improbabile serie di punti programmatici che il convegno stesso potrebbe partorire nell\u2019immediato futuro. 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