{"id":9556,"date":"2022-02-18T14:20:49","date_gmt":"2022-02-18T13:20:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=9556"},"modified":"2022-02-17T09:22:28","modified_gmt":"2022-02-17T08:22:28","slug":"il-volto-e-la-parola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2022\/02\/il-volto-e-la-parola\/","title":{"rendered":"Il volto e la parola"},"content":{"rendered":"<h2>Sempre, nella vita personale come in quella della Chiesa e della societ\u00e0, c\u2019\u00e8 qualcosa di bello e di coraggioso che si pu\u00f2 fare.<\/h2>\n<p>Il volto e la parola. L\u2019evangelista Luca e Isaia, la prima lettura, ci presentano due modi per rispondere alla chiamata di Dio. Il profeta vede il Signore seduto su un alto trono circondato da serafini: quel volto lo cambia, le sue labbra vengono purificate. Luca racconta una storia straordinaria, quella di un giovane che viene da una localit\u00e0 di campagna, Nazareth, un posto di contadini e pastori, per di pi\u00f9 figlio di un falegname, che dice a un vecchio, esperto pescatore di Cafarnao di gettare le reti in acqua.<\/p>\n<p>Immaginiamo la scena. C\u2019\u00e8 una grande folla, anonima nel racconto, e tutto sembra occasionale: la gente, le due barche, il desiderio di parlare. Ges\u00f9, sulla riva del lago di Galilea, individua un volto, vede Simone Pietro, mentre sta sistemando le reti. Una notte di pesca mancata. Ges\u00f9 sale sulla sua barca e gli chiede di allontanarsi un po\u2019 da terra perch\u00e9 vuole parlare alla gente da l\u00ec. Quindi una nuova richiesta: \u201cprendete il largo e gettate le vostre reti per la pesca\u201d, leggiamo in Luca. La barca, \u00e8 una bella immagine anche per noi, dice il Papa all\u2019Angelus: \u201cogni giorno la barca della nostra vita lascia le rive di casa per inoltrarsi nel mare delle attivit\u00e0 quotidiane; ogni giorno cerchiamo di \u2018pescare al largo\u2019, di coltivare sogni, di portare avanti progetti, di vivere l\u2019amore nelle nostre relazioni. Ma spesso, come Pietro, viviamo la \u2018notte delle reti vuote\u2019, la delusione di impegnarci tanto e di non vedere i risultati sperati\u201d.<\/p>\n<p>Pietro sicuramente avr\u00e0 pensato: non sa nulla di pesca questo giovane; non ha nemmeno preso in considerazione l\u2019inutile fatica notturna, le ceste vuote: \u201cmaestro abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla\u201d. Eppure, dalla sua bocca non viene un \u2018no\u2019: \u201csulla tua parola getter\u00f2 le reti\u201d. Cos\u00ec esce, guadagna il largo, e pesca una quantit\u00e0 enorme di pesci. Interessante notare che Simone, prima di questo segno, si rivolge a Ges\u00f9 chiamandolo maestro; dopo, lo chiama Signore: \u201c\u00e8 la pedagogia della chiamata di Dio, che non guarda tanto alle qualit\u00e0 degli eletti, ma alla loro fede\u201d, diceva Benedetto XVI.<\/p>\n<p>Torniamo, allora, alla barca. Gi\u00e0 perch\u00e9 il Signore, afferma Francesco, ama salire sulla \u201cbarca della nostra vita quando non abbiamo nulla da offrirgli; entrare nei nostri vuoti e riempirli con la sua presenza; servirsi della nostra povert\u00e0 per annunciare la sua ricchezza, delle nostre miserie per proclamare la sua misericordia\u201d. Dio non vuole \u201cuna nave da crociera\u201d, gli basta \u201cuna povera barca sgangherata, purch\u00e9 lo accogliamo. Ma noi lo facciamo salire sulla barca della nostra vita? Gli mettiamo a disposizione il poco che abbiamo? \u00c8 il Dio della vicinanza: non cerca perfezionismo, ma accoglienza\u201d.<\/p>\n<p>Il volto e la parola. Il cristiano \u00e8 il popolo della via, dello stare in mezzo alla gente, del volto da cogliere e della parola da ascoltare, parola che entra nella vita dell\u2019uomo, e con essa inizia un dialogo che diventa chiamata, missione. Con Ges\u00f9, dice ancora Francesco, \u201csi naviga nel mare della vita senza paura, senza cedere alla delusione quando non si pesca nulla e senza arrendersi al \u2018non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente da fare\u2019. Sempre, nella vita personale come in quella della Chiesa e della societ\u00e0, c\u2019\u00e8 qualcosa di bello e di coraggioso che si pu\u00f2 fare. Sempre possiamo ricominciare, sempre il Signore ci invita a rimetterci in gioco perch\u00e9 Lui apre nuove possibilit\u00e0\u201d. Scacciamo \u201cil pessimismo e la sfiducia\u201d, afferma il Papa.<\/p>\n<p>Nella domenica di Francesco, domenica in cui la Chiesa italiana celebra la Giornata per la vita, c\u2019\u00e8 l\u2019immagine di un popolo, a Tamrout in Marocco, che \u201csi \u00e8 aggrappato per salvare un bambino\u201d; il piccolo Rayan, purtroppo, non ce l\u2019ha fatta. Ma la mobilitazione di tutti \u00e8 un esempio di cosa vuol dire custodire ogni vita. Un impegno che \u201cvale per tutti\u201d ha detto Francesco: per gli anziani, i malati, i bambini cui \u00e8 impedito di nascere. Per le donne schiave dei trafficanti e per le bambine vittime delle mutilazioni genitali \u201cpratica che umilia la dignit\u00e0 della donna\u201d. Infine, un pensiero per una storia di solidariet\u00e0: un giovane ghanese, John 25 anni, immigrato ben inserito nel mondo del lavoro nel Monferrato, scopre di essere malato di cancro e l\u2019intero paese si mobilita, e gli paga il viaggio per andare a morire tra le braccia del padre. Per il Papa sono \u201ci santi della porta accanto\u201d.\u2022<\/p>\n<p>Fabio Zavattaro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sempre, nella vita personale come in quella della Chiesa e della societ\u00e0, c\u2019\u00e8 qualcosa di bello e di coraggioso che si pu\u00f2 fare. Il volto e la parola. L\u2019evangelista Luca e Isaia, la prima lettura, ci presentano due modi per rispondere alla chiamata di Dio. 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