{"id":9496,"date":"2022-02-16T19:00:48","date_gmt":"2022-02-16T18:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=9496"},"modified":"2022-02-16T15:07:26","modified_gmt":"2022-02-16T14:07:26","slug":"aria-acqua-suolo-sono-sotto-assedio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2022\/02\/aria-acqua-suolo-sono-sotto-assedio\/","title":{"rendered":"Aria, acqua, suolo sono sotto assedio"},"content":{"rendered":"<h2>Le periferie delle citt\u00e0 cresciute in fretta negli anni del boom quando ancora si pensava poco alla pianificazione dei territori.<\/h2>\n<p>&#8220;Ambiente. Il verbo ambire in latino corrisponde all\u2019italiano circondare. Ambiens, ambiente era ci\u00f2 che stava intorno, il circostante. Non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, ora ambiens, l\u2019ambiente, \u00e8 circondato da noi. Aria, acqua, suolo, sono sotto assedio e si restringono. Circondati, si arrenderanno. Anche il cielo stellato sopra di noi \u00e8 attraversato da satelliti spediti a migliaia. Si fanno largo tra galassie, costellazioni e pianeti. Sono luci artificiali che passano addosso alle stelle come cani da guardia del nostro recinto. Satelliti: anche questa parola viene dal latino. Satellis era lo sgherro messo a protezione del potente. I satelliti sono sbirri del nostro pianeta e allontanano le stelle. Ad affacciarsi sul vocabolario si rischia lo sconforto.<br \/>\nLe persone di fede hanno questa notizia: l\u2019ambiente del creato \u00e8 Dio. Cos\u00ec rompono l\u2019assedio di noi che circondiamo l\u2019ambiente: si fanno circondare dal creatore. Senza appartenere a questo sentimento di fiducia, prima che di fede, cerco nello scroscio della pioggia sopra una discarica, negli occhi di un cane, un resto di piet\u00e0 per noi\u201d (Erri De Luca, Alzaia, pag. 13, Nuova edizione, Feltrinelli Editore, Milano 2004)<br \/>\nTra l\u2019ironico e il divertito, con un linguaggio tagliente, Erri De Luca riscrive nel libro citato quasi un nuovo vocabolario. Di ogni singola parola d\u00e0 la definizione accostandola a citazioni prese a prestito da altri autori o scavando nel proprio mondo interiore e non solo.<br \/>\nIl titolo, Alzaia, \u00e8 una metafora: \u201cAlzaia \u00e8 la fune che serviva a tirare dalla riva di fiumi e canali chiatte e battelli controcorrente. E qui \u00e8 la corda che trascina pensieri, frasi, spunti, accadimenti. Alzaia diventa cos\u00ec un prezioso quaderno di riflessioni, un esercizio per non perdere la memoria. Si procede per voci in ordine alfabetico\u201d (Ibidem, quarta pagine di copertina).<br \/>\nIl marmo di colore bianco rosato, estratto nelle cave di Candoglia, comune di Mergozzo, provincia del Verbano \u2013 Cusio- Ossola, caricato su grandi zattere, scivolava sul Naviglio Grande e giungeva alla Darsena di Milano, zona Porta Ticinese.<br \/>\nDa qui, caricato su carri trainati da cavalli, arrivava nel centro citt\u00e0. Serviva per la costruzione del duomo di Milano. Ai lati del Naviglio Grande, all\u2019altezza dell\u2019abazia di Morimondo, \u00e8 possibile vedere anche oggi due strade in terra battuta, sopraelevate rispetto al naviglio e parallele ad esso.<br \/>\nErano percorse da pi\u00f9 paia di cavalli che trainavano a monte le zattere per prelevare altro marmo. Negli ultimi vent\u2019anni, la darsena e i navigli di Milano, recuperati dopo lunghi lavori di bonifica, sono diventati i luoghi della movida milanese.<br \/>\nI piani di recupero di aree dismesse, un tempo luoghi di grandi fabbriche, hanno dato un nuovo volto alle citt\u00e0. A Civitanova Marche, nelle aree occupate un tempo dalla Cecchetti e dalla Vetreria sono sorti due nuovi quartieri con abitazioni e negozi. Non \u00e8 stato fatto ancora nulla per l\u2019area della fornace Ceccotti, contigua alla ex fabbrica delle bottiglie. La Cecchetti aveva fatto di Civitanova Marche una Company Town, la citt\u00e0 fabbrica al pari di molte citt\u00e0 del nord, con case per operai, mensa, spaccio aziendale, asilo per i figli dei dipendenti, ambulatorio.<br \/>\nLo spazio, un tempo occupato dal tronco ferroviario dove operava il carrello trasbordatore, \u00e8 attraversato oggi dalla strada principale ai cui lati sorgono nuove costruzioni con appartamenti e negozi.<br \/>\nTutta l\u2019area, dove un tempo sorgeva lo zuccherificio di Montecosaro Scalo, \u00e8 ancora da recuperare; \u00e8 contigua alla ferrovia per Macerata \u2013 Albacina \u2013 Fabriano e parallela alla carrareccia, \u00e8 posta all\u2019incrocio della bretella che collega la popolosa frazione alla superstrada per Civitanova Marche \u2013 Foligno, un\u2019altra strada porta direttamente al paese in collina. Il risanamento della vasta superficie e un suo recupero a fini abitativi potrebbe bloccare l\u2019occupazione di suolo agricolo, che \u00e8 stata una costante dagli anni settanta ad oggi. Le periferie dei nostri paesi che si affacciano sulla vallata del Chienti sono tutte uguali, nate in fretta negli anni del boom, quando la pianificazione del territorio non si sapeva che cosa fosse. Oggi ne paghiamo il prezzo quando basta un temporale pi\u00f9 violento del solito per parlare di dissesto idrogeologico e di quant\u2019altro.<br \/>\nNella campagna non ci sono pi\u00f9 contadini, gli abitanti del contado, il territorio attorno al comune medievale, come mi faceva notare ironicamente un collega anni fa, sapendo delle mie origini rurali. Erano le guardie ecologiche del territorio e nemmeno lo sapevano. Sarchiavano, pulivano gli argini dei fossati che delimitavano le diverse propriet\u00e0 agricole. Una volta seminato, aprivano piccoli fossati a spina di pesce, raccordandoli a solchi pi\u00f9 grandi per controllare e irregimentare l\u2019acqua quando pioveva a dirotto. Quel mondo \u00e8 scomparso per sempre. I pochi abitanti che occupano le case di campagna, recuperate come seconda casa, non hanno nulla a che fare con la terra e con il suo mondo. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 una civilt\u00e0 contadina e non ce ne sar\u00e0 un\u2019altra.<br \/>\nChi va a caccia e gira per la campagna attorno alla frazione di Santa Lucia di Morrovalle, spingendosi fino alle Cervare, non riconosce pi\u00f9 il territorio che ha imparato a misurare con i propri passi da sempre fin da piccolo. Avanzano terreni incolti, i fossati del fondovalle sono infestati da rovi, regno di calabroni, terrore per le api la cui moria \u00e8 un allarme per l\u2019ecosistema.<br \/>\nSi organizzano convegni sull\u2019inquinamento dell\u2019acqua, del suolo e dell\u2019aria. E questo basta per mettere tutti d\u2019accordo. Anche le risorgive, le vene d\u2019acqua, come si chiamavano un tempo, dove il contadino portava ad abbeverare le mucche, sono sotto attacco. Si \u00e8 verificato che sono state raggiunte da perforazioni del terreno per la messa in opera di una nuova infrastruttura. L\u2019acqua fuoriusciva in superfice fino a lambire la strada, mescolandosi alla melma.\u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le periferie delle citt\u00e0 cresciute in fretta negli anni del boom quando ancora si pensava poco alla pianificazione dei territori. &#8220;Ambiente. Il verbo ambire in latino corrisponde all\u2019italiano circondare. Ambiens, ambiente era ci\u00f2 che stava intorno, il circostante. Non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, ora ambiens, l\u2019ambiente, \u00e8 circondato da noi. 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