{"id":9487,"date":"2022-02-16T17:30:53","date_gmt":"2022-02-16T16:30:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=9487"},"modified":"2022-02-16T15:01:19","modified_gmt":"2022-02-16T14:01:19","slug":"ambiente-le-best-practice-della-sicilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2022\/02\/ambiente-le-best-practice-della-sicilia\/","title":{"rendered":"Ambiente: le best-practice della Sicilia"},"content":{"rendered":"<h2>\u201cUn nuovo modo di abitare la terra non pu\u00f2 prescindere da un ardente coltivazione della spiritualit\u00e0\u201d.<\/h2>\n<p>Un esempio concreto di best-practice sulla gestione integrata del territorio quella raccontata nella pubblica-zione che raccoglie gli atti del convegno di Penna San Giovanni da Antonio Lo Bello, Presidente del \u201cComi-tato Fa\u2019 la Cosa Giusta! Sicilia\u201d a.p.s. che dal 2009 ha creato una rete di 12 realt\u00e0 del territorio isolano, pro-muove la costruzione di \u201caltre economie\u201d (circolare, sociale e solidale, dei beni comuni, ..) perseguendo principi di legalita\u0300, di solidarieta\u0300, di rispetto per l\u2019ambiente, sostenendo lo sviluppo di filiere corte e mercati locali, della piccola agricoltura contadina, di distretti di economia solidale, di energie alternative, di gestioni efficienti dell\u2019acqua, la trasformazione dei rifiuti in risorse, la mobilita\u0300 sostenibile e la logistica orizzontale, il microcredito. Nel documento vengono racchiusi i valori e le esperienze locali di gestione integrata del territo-rio, testimoni di economia trasformativa in Sicilia.Una rete regionale che si muove sulla base di concetti sem-plici: il rispetto della vita, la conoscenza del suolo e delle risorse, la cura della terra e della persona e una equa condivisione dei frutti.<br \/>\nNel documento vengono racchiusi i valori e le esperienze locali di gestione integrata del territorio, testimoni di economia trasformativa in Sicilia. Pubblichiamo alcuni passaggi importanti della relazione.<\/p>\n<p>\u201cIn sintonia con le altre esperienze del Network italiano delle Fiere di Fa\u2019 la Cosa Giusta! , abbiamo gi\u00e0 organizzato gi\u00e0 5 edizioni a Palermo di Fa\u2019 la Cosa Giusta! &#8211; Fiera del consumo Critico e degli stili di vita sostenibili.<br \/>\n\u201cAvidi di guadagno, &#8211; si legge nel documento &#8211; ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo perseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato.\u201d (Marzo 2020)<\/p>\n<p>\u201cLa crisi ecologica non pu\u00f2 essere interpretata solo come fatto tecnico, ma rimanda ad una crisi pi\u00f9 profonda dove la radice \u00e8 una smisurata volont\u00e0 di dominio e una crescita intesa esclusivamente in termini quantitativi\u201d.<br \/>\n\u201cIl concetto di ecologia integrale ci dice che non c\u2019\u00e8 attivismo ambientalista senza attivismo sociale e che non \u00e8 possibile affrontare le questioni di salvaguardia ambientale se non le connettiamo strettamente alla questione della diseguaglianza sociale ed economica. Per molto tempo (eredit\u00e0 del pensiero illuminista) abbiamo pensato che l\u2019uomo potesse essere guidato solamente del progresso tecnologico, dalla scienza, dalla mera ragione, ma la costruzione di un nuovo umanesimo, di un nuovo modo di abitare la terra non pu\u00f2 prescindere da un ardente coltivazione della spiritualit\u00e0 (spesso confusa con la religione), perch\u00e9 solo approfondendo la connessione dell\u2019individuo con il mondo, possiamo percepire l\u2019importanza di realizzare la rivoluzione sociale ed umana di cui abbiamo bisogno. Si parla di ecologia integrale, di biodiversit\u00e0 culturale, un approccio basato su equilibrio e ciclicit\u00e0, su sobriet\u00e0 e condivisione. Domandarsi come, cosa, dove e per chi produrre non pu\u00f2 pi\u00f9 essere lasciato ai liberi spostamenti di capitali finanziari in cerca di fare migliori investimenti, ma consegnato a comunit\u00e0 consapevoli che non sono solo consumatori. Comunit\u00e0 umane che devono ritrovare valori, collegamenti con il territorio, con la sua storia e memoria, perch\u00e9 identit\u00e0 \u00e8 avere appartenenza.<br \/>\nOccorre, dunque, ridefinire il concetto stesso della ricchezza sociale e decidere collettivamente di quali beni e servizi abbiamo bisogno o desideriamo, cosa e in quali quantit\u00e0 vogliamo produrre, come ci redistribuiamo il lavoro necessario, la ricchezza prodotta, i tempi di vita e di relazione sociale, in quale ambiente vogliamo vivere e come preserviamo i beni per le generazioni future\u201d.<br \/>\n\u201c\u00c8 necessario rifondare il concetto di gestione e pianificazione del territorio e agricoltura. Sembra un progetto lontano, complesso, difficile, meglio vivere il giorno per giorno e tirare a campare. E invece esistono esempi ed esperienze in tal senso anche in Sicilia\u201d.<br \/>\n\u201cIn Sicilia si cerca allora di lavorare per ridisegnare diverse modalit\u00e0 di gestione del territorio per ripristinare, per quanto \u00e8 possibile, la sovranit\u00e0 alimentare e una attivit\u00e0 umana in accordo con il ciclo dell\u2019Acqua e della Terra, attraverso alcuni spazi di convergenza, come ci suggerisce la terminologia del Forum Sociale Mondiale delle Economie Trasformative di Barcellona 2020. Queste esperienze, spazi di convergenza in Sicilia si distinguono non solo per le attivit\u00e0 , ma per i valori fondativi, che sono emersi nelle comunit\u00e0 e che rappresentano il motivo profondo del loro impegno e partecipazione\u201d.<\/p>\n<p>Tra i sette esempi di best-practice di cui parla il relatore Lo Bello nella relazione raccolta negli atti del Convegno di Penna San Giovanni, ci colpisce quello relativo ai Cammini.<\/p>\n<p><strong>Il turismo lento per la valorizzazione delle aree interne: I Cammini.<\/strong><br \/>\n\u201cRispetto al turismo tradizionale delle aree costiere (67% dei turisti in Sicilia), crescono sempre di pi\u00f9 negli ultimi anni le \u201calternative\u201d al turismo di massa, forme diverse di turismo \u201cslow\u201d, ecologico e sostenibile. I \u201cCammini\u201d, l\u2019accoglienza diffusa, le reti di servizi, il turismo della memoria antimafia, il turismo esperienziale, \u2026<br \/>\n\u00c8 il turismo lento dei quattro \u201cCammini francigeni\u201d(La Magna via Francigena, la Palermo-Messina per le montagne, la Via Francigena Fabaria e la via Francigena Mazarense) , per la valorizzazione dei complessi montuosi (Sicani, Madonie ed Iblei), dei Parchi, delle antiche citt\u00e0 Greche e Cretesi (Val di Kam) , delle \u201cVie Sacre\u201d.<br \/>\n\u201cI Cammini sono densi di significati spirituali: personali, di cammino in comune, di incontro e relazione con le persone dei luoghi, di conoscenza dei territori interni.<br \/>\nCostruiscono reti di integrazione tra associazioni, agricoltori. Gestori di accoglienza, piccoli comuni\u201d.<br \/>\n\u201cCreazione di nuove occasioni di lavoro: la Magna via Francigena genera cambiamento positivo, nuove occasioni di lavoro come l\u2019 Impresa recuperata a Milena, in un vecchio capannone, gli amici del Magazzino Culturale \u201cex oleificio\u201d stanno inaugurando il loro spazio gratuito e libero per l\u2019incontro dei pellegrini e della gente del luogo. Ciclisti camminatori, viandanti e pellegrini possono riposare, cucinare, leggere e dialogare per poco o per lungo tempo con i volontari e poi riprendere il loro viaggio o rimanere a dormire; il cambiamento parte da noi. Un luogo del cuore che parla di impegno e di speranza\u201d. \u2022<\/p>\n<p>Antonio Lo Bello presidente del \u201cComitato fa la cosa giusta! Sicilia\u201d, \u00e8 stato dirigente del Dipartimento Acqua e rifiuti della regione Sicilia, R.U.P. del Piano di tutela delle Acque in Sicilia, esperto di pianificazione territoriale . Partecipe nelle reti siciliane dell\u2019Economia trasformativa e della Bioagricoltura sociale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cUn nuovo modo di abitare la terra non pu\u00f2 prescindere da un ardente coltivazione della spiritualit\u00e0\u201d. Un esempio concreto di best-practice sulla gestione integrata del territorio quella raccontata nella pubblica-zione che raccoglie gli atti del convegno di Penna San Giovanni da Antonio Lo Bello, Presidente del \u201cComi-tato Fa\u2019 la Cosa Giusta! 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