{"id":9468,"date":"2022-02-16T14:38:15","date_gmt":"2022-02-16T13:38:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=9468"},"modified":"2024-11-06T16:46:19","modified_gmt":"2024-11-06T15:46:19","slug":"il-grido-della-terra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2022\/02\/il-grido-della-terra\/","title":{"rendered":"Il grido della Terra"},"content":{"rendered":"<h2>Ristabilire l\u2019alleanza tra uomo e ambiente seguendo come regola di vita l\u2019Enciclica di Papa Francesco &#8220;Laudato Si'&#8221;<\/h2>\n<p>Prodotti a chilometro zero, iniziative di riciclo, mercato dell\u2019usato, economia circolare, eccosostenibilit\u00e0, green style e ecofrendly, sono soltanto alcuni dei concetti che negli ultimi anni sono entrati a far parte delle nostre conversazioni modificando anche le nostre abitudini, i nostri consumi determinando al tempo stesso i punti salienti delle imprese. Diciamolo chiaramente i cambiamenti climatici e le forti pressioni esercitate dalle nuove generazioni pi\u00f9 sensibili alla cura dell\u2019ambiente hanno portato all\u2019elaborazione di un concetto di benessere che non pu\u00f2 pi\u00f9 esimersi dall\u2019attenzione per la natura. Questo interesse ambientale ha reso pertanto il discorso sull\u2019ambiente un terreno affascinante sia per le aziende e sia per i consumatori. Gli italiani sono sempre pi\u00f9 attenti a comprare prodotti salutari.<br \/>\nAnche se il prezzo continua ad essere determinante per la maggior parte dei consumatori, oggi cresce la quota di chi \u00e8 disposto a pagare un sovrapprezzo se l\u2019articolo \u00e8 sostenibile. \u00c8 quanto emerge da uno studio di Deloitte, pubblicato l\u2019anno scorso, in cui si evince che salute e sostenibilit\u00e0 sono i fattori sempre pi\u00f9 determinanti nelle scelte di acquisto di prodotti alimentari da parte dei consumatori italiani ed europei. Il nuovo report \u201cThe Conscious Consumer\u201d, un\u2019analisi che raccoglie il parere di oltre 17.000 consumatori in 15 Paesi europei, evidenzia che la salute \u00e8 un criterio di scelta per l\u201986% dei consumatori e la sostenibilit\u00e0 per il 70%. In particolare, si prediligono i prodotti locali con un maggiore impegno a mangiare pi\u00f9 verdura e lasciare indietro la carne, con il 54% dei consumatori che propende per la preparazione dei pasti a casa e con pi\u00f9 attenzione per la riduzione del packaging (47%). Se questi sono i dati del settore alimentari bisognerebbe introdurre a questi le quote del mercato elettrodomestico, dell\u2019abbigliamento e dell\u2019automobile. In parole semplici non c\u2019\u00e8 un settore ora come ora che trascura il discorso ambiente, esso fa parte ormai della definizione stessa dell\u2019essere cittadino oggi. C\u2019\u00e8 da dire perch\u00e9 che dai discorsi ecofrendly al rischio di greenwashing il passo \u00e8 molto breve. Cos\u2019\u00e8 esattamente il greenwashing e perch\u00e9 questo fenomeno potrebbe interessarci?<br \/>\nIl termine \u00e8 una sincrasi di due parole inglesi green (verde, colore simbolo dell&#8217;ecologismo) e washing (lavare) che richiama il verbo inglese to whitewash (in senso proprio &#8220;imbiancare, dare la calce&#8221;, e per estensione &#8220;coprire, nascondere&#8221;). In italiano potrebbe essere tradotto come &#8220;darsi una patina di credibilit\u00e0 ambientale\u201d o meglio ancora come \u201cecologismo di facciata\u201d. La sua introduzione sembrerebbe risalire all&#8217;ambientalista statunitense Jay Westerveld, che per primo lo utilizz\u00f2 nel 1986 riferendosi alla pratica delle catene alberghiere che facevano leva sull&#8217;impatto ambientale del lavaggio della biancheria per invitare gli utenti a ridurre il consumo di asciugamani, quando, in realt\u00e0, tale invito muoveva prevalentemente da motivazioni economiche.<br \/>\nSolo a partire dagli anni novanta questa pratica si \u00e8 intensificata, alimentata dalla crescita dell&#8217;attenzione dei consumatori ai temi della tutela ambientale. Potremmo quindi definire il \u201cgreenwashing\u201d come una forma di appropriazione indebita di qualit\u00e0 ecosostenibili per conquistare il favore dei consumatori o ancora, nel peggiore dei casi, come una pratica per distrarre dalla propria cattiva reputazione di aziende, le cui attivit\u00e0 compromettono l&#8217;ambiente e\/o le persone o infine come una sorta di lavaggio delle coscienze nell\u2019era della sostenibilit\u00e0. Il concetto non riguarda soltanto le aziende ma anche i consumatori. Sono molte le persone che scelgono con cura i propri alimenti, ad esempio e non applicano lo stesso rigore per il consume energetico o sono addette della fast fashion (la moda istantanea che genera tonnellate di capi sul mercato). Quest\u2019ultima \u00e8 tra i pi\u00f9 grandi settori che inquinano al mondo dopo il petrolio. Ad ogni modo sono moltissime le aziende che si celano dietro i termini di sostenibilit\u00e0 (ambientale e\/o etica) senza per\u00f2 agire in modo concreto per tutelare l&#8217;ambiente e le persone e soprattutto senza modificare concretamente la loro visione aziendale e questo perch\u00e9 intraprendere un vero percorso di sostenibilit\u00e0 \u00e8 molto costoso ed impegnativo, mentre il richiamo alla sostenibilit\u00e0 appare oggi indispensabile per far aumentare il valore di un brand.<br \/>\nCos\u00ec si moltiplicano le iniziative delle imprese per promuovere campagne di marketing che esaltano le caratteristiche \u201cecofriendly\u201d della loro produzione, stilate talvolta con criteri poco credibili o assolutamente parziali. Improvvisamente, tantissimi prodotti sono diventati ecofriendly, anche se sono pochissimi i brand che forniscono informazioni inerenti la tracciabilit\u00e0 dell\u2019intera filiera produttiva. In sintesi, sembra convenire di pi\u00f9 investire per salvare le apparenze, piuttosto che attuare pratiche di business con un minor impatto ambientale, data la complessit\u00e0 e i costi ancora molto elevati di questa transizione, costi di cui nessuno vuol farsi carico. \u2022<\/p>\n<p>Don Lambert Ayssi Ongolo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ristabilire l\u2019alleanza tra uomo e ambiente seguendo come regola di vita l\u2019Enciclica di Papa Francesco &#8220;Laudato Si&#8217;&#8221; Prodotti a chilometro zero, iniziative di riciclo, mercato dell\u2019usato, economia circolare, eccosostenibilit\u00e0, green style e ecofrendly, sono soltanto alcuni dei concetti che negli ultimi anni sono entrati a far parte delle nostre conversazioni modificando anche le nostre abitudini, &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":9469,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[4],"tags":[2368,2366,2369,2367],"class_list":["post-9468","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-primo-piano","tag-ambiente","tag-don-lambert-ayssi-ongolo","tag-la-custodia-del-creato","tag-numero-1-2022"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/copertina.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-2sI","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9468","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9468"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9468\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9470,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9468\/revisions\/9470"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9469"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9468"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9468"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9468"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}