{"id":9438,"date":"2021-12-24T14:37:49","date_gmt":"2021-12-24T13:37:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=9438"},"modified":"2021-12-23T14:38:04","modified_gmt":"2021-12-23T13:38:04","slug":"la-narrazione-fotografica-di-cristian-ribichini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2021\/12\/la-narrazione-fotografica-di-cristian-ribichini\/","title":{"rendered":"La narrazione fotografica di Cristian Ribichini"},"content":{"rendered":"<p>Cristian Ribichini, nasce a Fermo classe 1975 \u00e8 un fotografo che vive e opera a Porto San Giorgio. Si occupa inoltre di grafica pubblicitaria e le sue particolari e originali realizzazioni fotografiche in esposizione, sono fotomontaggi e compositing di grande impatto emozionale. Le immagini hanno la potenza di mille parole e raccontano stati d\u2019animo come fossero \u201cstorie intime\u201d.<br \/>\nNon gli \u00e8 sufficiente inquadrare e scattare cos\u00ec come per lo scrittore non \u00e8 sufficiente mettere insieme una serie di frasi corrette ortograficamente, grammaticalmente e sintatticamente per avere la completezza di un racconto.<br \/>\nIn che senso Cristian Ribichini si racconta? \u201cPer Aristotele, una storia si realizza in tre passaggi: un inizio, un momento centrale e un epilogo.<br \/>\nQuando ci si sposta nel campo della narrazione fotografica, ecco che cominciano gli ostacoli. Una sola immagine, infatti, come pu\u00f2 caratterizzare una storia? L\u2019abilit\u00e0 sta nel saper condensare i tre momenti in un solo sguardo che sappia agganciare l\u2019attenzione di chi vede trasmettendo un messaggio che sappia soprattutto emozionare.<br \/>\nNon vi \u00e8 storia senza protagonista e Cristian nella narrazione fotografica \u00e8 il protagonista di s\u00e9 stesso e con le immagini sa connettersi ed attrarre l\u2019osservatore.<br \/>\nImpossibile non restare catturati dalle sue bellissime foto. Ma cosa vuole intenzionalmente trasmettere Ribichini? Il linguaggio, l\u2019inquadratura che meglio gli si adatta come lo stile e la composizione che lo completa.<br \/>\nDavid duChemin ripeteva spesso \u201cquello che non inquadri non esiste\u201d. Questo per comprendere che la storia \u00e8 quel mondo di quel momento compreso nell\u2019inquadratura e soltanto quello.<br \/>\nIl lockdown in un certo senso \u00e8 stato lo stimolo artistico tradotto in ribellione e rabbia per un tempo sospeso che ci ha chiusi fra quattro mura lasciandoci sognare cieli di nuvole e mezzi per volare magari verso nuove realt\u00e0 desiderate.<br \/>\nC\u2019\u00e8 un\u2019immagine d\u2019immediata lettura e inequivocabile che \u201cracconta\u201d questo disagio interiore dell\u2019artista. Non ha il fine di rappresentare pedissequamente la realt\u00e0 ma la reinterpreta. Ne risulta un prodotto di viva creativit\u00e0, operato da scelte di linguaggio, di tecnica e di composizione che includono ed escludono, di foto in foto, elementi del suo personalissimo mondo artistico. I suoi scatti parlano di lui.<br \/>\nA noi il compito di comprendere che il modo in cui l\u2019artista guarda i propri scatti \u00e8 possibilmente differente da come li vede un altro. Ansel Adams affermava che ci sono sempre due persone in ogni foto: il fotografo e chi guarda. E se Cristian, in una sorta di reciproca empatia, sa raccontare \u201cstorie fotografiche\u201d con successo e riconoscimenti ufficiali importanti, \u00e8 un dettaglio da considerare.<br \/>\nLe fotografie manipolate in originali fotomontaggi non hanno la presunzione di imitare la pittura o la scultura ma indagano la realt\u00e0 esterna ed interiore attraverso i temi della bellezza, del dolore, della vita, mediante un linguaggio autonomo e altrettanto autorevole.<br \/>\nChe differenza c\u2019\u00e8 tra un fotografo \u201cimprovvisato\u201d e un vero artista dell\u2019immagine? Gli smartphone e i tablet consentono a chiunque lo voglia di accedere al mondo della fotografia.<br \/>\n\u00c8 da ricordare che l\u2019atto del fotografare non fa il fotografo, men che meno il grande fotografo. Riflettendo, chiunque pu\u00f2 prendere tela e pennelli e provare a dipingere, senza per questo sentirsi Picasso.<br \/>\nCi\u00f2 che rende Ribichini interessante \u00e8 che si fa attraverso le sue opere, testimone del nostro tempo. Le sue immagini diventano coraggiosi reportages quando raccontano un mondo di drammatiche contraddizioni.<br \/>\nLa straordinaria efficacia delle foto mostra un\u2019originale chiave di lettura della verit\u00e0, con una immediatezza maggiore di qualsiasi descrizione verbale o scritta. Di s\u00e9 stesso scrive un significativo \u201cGrazie a voi\u201d che fanno comprendere chi sia umanamente parlando Cristian Ribichini.<br \/>\n\u201cTre settimane di mostre estive tra Porto San Giorgio e Torre di Palme sono passate tra mille incontri e confronti, e ringrazio infinitamente chi ha trovato anche solo dieci minuti del proprio tempo per passare gi\u00e0 solo per un saluto! Grazie perch\u00e9 ho visto che siete rimasti con attenzione a leggere le pagine scritte e le foto del mio progetto &#8220;Quarantena&#8221;. Grazie perch\u00e9 mi avete cercato e avete voluto parlarmi e aprirvi e raccontarmi le vostre esperienze e le vostre sensazioni, anche se eravamo sconosciuti! Grazie per ricordarmi ogni tanto che all&#8217;interno di un vortice di gente aggressiva, insensibile, egoista e priva di ogni forma di energia positiva ed empatica, ci sono ancora delle luci, delle speranze, delle porte aperte verso il bene! Vi aspettiamo per queste ultime tre serate, nelle belle stanze del Palazzetto di Torre di Palme con Multiarte &#8211; Espressione del gesto artistico. Grazie a voi!\u201d.<br \/>\nMa c\u2019\u00e8 altro ancora da trasmettere che emoziona e aiuta a riflettere: \u201cL&#8217;arte di sopravvivere. Spesso bisogna soffrire facendo attenzione a non impazzire; un equilibrio che ti sfianca l&#8217;anima. La mia salvezza \u00e8 vivere con la testa tra le nuvole, saltare da un pensiero all&#8217;altro in maniera confusionaria, dare un calcio ad ogni pallone che incontro e sforzarmi di non crescere troppo dentro, mentre il mio corpo, fuori, invecchia.<br \/>\nMa c\u2019\u00e8 posto anche per la Poesia come quando scrive: I labirinti del pensiero possono condurti ovunque, fino al punto di commettere qualcosa che chi \u00e8 integro non arriver\u00e0 mai a comprendere.<br \/>\nPer questo l&#8217;integrit\u00e0 \u00e8 una delle condizioni pi\u00f9 fortunose che tu possa vivere.<br \/>\nNon voglio semplificare tutto dicendoti che c&#8217;\u00e8 sempre chi sta peggio.<br \/>\nVoglio solo illuminare il possibile, per farti capire che per ognuno di noi esiste un qualcuno,<br \/>\no un qualcosa.<br \/>\nAll&#8217;oscurit\u00e0, preferisci sempre la luce.<br \/>\nAl silenzio, preferisci sempre il disordine.<br \/>\nAl baratro, preferisci sempre un altro passo ancora.<br \/>\nE un altro ancora.<br \/>\nE un altro,<br \/>\nancora.<\/p>\n<p>Infine, poetiche e profonde le parole dedicate alla madre:<br \/>\nMadre<br \/>\nOgni volta che penso ad una buona madre penso alle sue mani e alle sue scarpe,<br \/>\npenso ai suoi trucchi e ai suoi capelli mescolati al vestito buono della festa.<br \/>\nE poi alle notti insonni, ai sogni svaniti e ai sacrifici gratuiti,<br \/>\nal soffio sopra l\u2019acqua ossigenata delle mie ferite e ai suoi sorrisi.<br \/>\nUna buona madre era una bambina.<br \/>\nUna buona madre era tua madre, e lo \u00e8 ancora.<br \/>\nAd una buona madre non si urla nervosamente in faccia,<br \/>\nnon si nega una passeggiata all\u2019aria aperta,<br \/>\nnon si nega un aiuto,<br \/>\nprimo od ultimo che esso sia.<br \/>\nCi sono centinaia di fotografie e di capelli bianchi che dovrebbero fartelo capire,<br \/>\neppure, io continuo a sbagliare, continuo a rimandare,<br \/>\ncontinuo a dimenticare.<br \/>\nSe potessi correggere qualcosa di questa vita correggerei il tempo,<br \/>\nperch\u00e9 senza volerlo continuer\u00e0 nervosamente a sfuggirmi di mano mentre io continuer\u00f2 a sbagliare.<br \/>\nFino all\u2019arrivo di quel giorno in cui travolto dal dolore e soffocato dal senso di smarrimento,<br \/>\nmi accorger\u00f2 che quel dannato tempo, in fondo,<br \/>\nero io.<br \/>\nCristian<\/p>\n<p>Stefania Pasquali<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cristian Ribichini, nasce a Fermo classe 1975 \u00e8 un fotografo che vive e opera a Porto San Giorgio. 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