{"id":9334,"date":"2021-10-13T15:00:20","date_gmt":"2021-10-13T13:00:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=9334"},"modified":"2021-10-13T11:53:01","modified_gmt":"2021-10-13T09:53:01","slug":"la-forza-di-essere-uomini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2021\/10\/la-forza-di-essere-uomini\/","title":{"rendered":"La forza di essere uomini"},"content":{"rendered":"<h2>Madre M. Cecilia Borrelli: &#8220;Siamo chiamati a custodire le fragilit\u00e0 come luogo di salvezza&#8221;.<\/h2>\n<p>\u201cLa semplicit\u00e0 \u00e8 mettersi nudi davanti agli altri. E noi abbiamo tanta difficolt\u00e0 ad essere veri con gli altri.<br \/>\nAbbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili, di finire alla merc\u00e9 di chi ci sta di fronte. Non ci esponiamo mai. Perch\u00e9 ci manca la forza di essere uomini, quella che ci fa accettare i nostri limiti, che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto.<br \/>\nIo amo la semplicit\u00e0 che si accompagna con l\u2019umilt\u00e0. Mi piacciono i barboni. Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l\u2019anima.<br \/>\nQuelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo. Perch\u00e9 l\u00ec c\u2019\u00e8 verit\u00e0, l\u00ec c\u2019\u00e8 dolcezza, l\u00ec c\u2019\u00e8 sensibilit\u00e0, l\u00ec c\u2019\u00e8 ancora amore\u201d.<br \/>\nAlda Merini<\/p>\n<p>Conoscere i propri limiti \u00e8 il primo passo da fare.<br \/>\nI limiti rappresentano da una parte il confine della nostra \u201czona di sicurezza\u201d e dall\u2019altra, il superamento del confine stesso.<br \/>\n\u00c8 richiesto un equilibrio tra l\u2019accettare ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere cambiato e nello stesso tempo essere dinamici e tendere sempre ad un obiettivo.<br \/>\n\u00c8 il confine di chi siamo e cosa sappiamo fare con consapevolezza, senza subirlo come sconfitta: la nostra vittoria sta nello scoprire appunto le nostre potenzialit\u00e0.<br \/>\nNel nostro contesto socio-culturale delirante e mitomane, accettare i nostri limiti diventa davvero difficile e pu\u00f2 degenerare in una sofferenza psicologica.<br \/>\nBisogna essere sempre belli, in forma, destare interesse per simpatia, competenza: \u00e8 il programma imperante nella nostra epoca.<br \/>\nTutto questo ha ripercussioni sulla propria autostima, creando figli disadattati e complessati, eternamente insoddisfatti e inadeguati con disturbi psicologici come ansia e depressione.<br \/>\nL\u2019uomo \u00e8, nella sua stessa essenza, un \u201cessere-nel-limite\u201d, per cui se non riusciamo a controllare tutto, non dobbiamo n\u00e9 criticarci n\u00e9 colpevolizzarci.<br \/>\nProprio questo atteggiamento ci fa stare sereni con noi stessi, senza competizioni e senza compulsivo bisogno di mostrare quello che non siamo per rispondere alle aspettative degli altri.<br \/>\nUn ostacolo pu\u00f2 essere un banco di prova per scoprire in noi stessi delle possibilit\u00e0 inaspettate. Significativo il racconto che segue.<br \/>\n\u201cUn contadino aveva un vecchio asino, che un giorno cadde in un pozzo ormai secco. L\u2019asino piangeva a dirotto mentre il contadino cercava di tirarlo fuori dal pozzo. Ma, il contadino, non riuscendoci, decise di abbreviare le sofferenze dell\u2019asino coprendolo di terra. Chiese aiuto ad altri contadini e tutti insieme cominciarono a riempire il pozzo.<br \/>\nIl povero asino, vedendo piovere zolle di terra scoppi\u00f2 in un pianto irrefrenabile.<br \/>\nPoi il pianto cess\u00f2 e quando il contadino trov\u00f2 il coraggio di guardare in fondo al pozzo, con grande sorpresa, vide che l\u2019asino era ancora vivo e, scrollandosi di dosso ogni palata di terra, la pressava e la utilizzava come un gradino. A ogni zolla di terra, saliva e si avvicinava al bordo del pozzo, dal quale alla fine riusc\u00ec a uscire con un ultimo balzo.<br \/>\nI contadini, allibiti, restarono a guardarlo mentre riprendeva a trottare felice\u201d.<br \/>\nCome l\u2019asino, quando la vita ci butta in pozzi neri sta a noi cercarne di uscirne fuori utilizzando le stesse disgrazie capitateci. Per dirla con le parole di Nietzsche: \u201cTutto ci\u00f2 che non mi uccide, mi rende pi\u00f9 forte\u201d.<br \/>\nAl di sopra del pensiero psicologico e filosofico, un balzo in avanti con Romano Guardini.<br \/>\n\u201cChi sono io?\u201d<br \/>\nGuardini c\u2019invita a considerare il mio \u201cio\u201d non solo come unico \u201cdato\u201d su cui basare qualsiasi pretesa di conoscenza certa (il fondamento della filosofia cartesiana), ma anche come \u201cdato\u201d da Dio, da Colui che, creandoci a sua immagine e somiglianza, ha impresso in noi il sigillo divino che ci pone al di sopra del dramma del divenire, come asserisce anche San Giovanni Paolo II ricordando come l\u2019amore del tutto speciale che il Creatore ha per ogni essere umano \u00abgli conferisce una dignit\u00e0 infinita \u00bb.<br \/>\nIl Creatore pu\u00f2 dire a ciascuno di noi: \u00abPrima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto\u00bb (Ger 1,5) (cfr Papa Francesco, Enciclica Laudato Sii, n. 65)<br \/>\nRecuperare il rapporto con la propria origine \u00e8 l\u2019unica possibilit\u00e0 per ovviare all\u2019angoscia esistenziale.<br \/>\nLa pretesa di non essere pi\u00f9 immagine, bens\u00ec archetipo, ha fatto s\u00ec che la fiducia si trasformasse in hybris, la presunzione, il mito della propria potenza, sempre in agguato \u201cnei corsi e ricorsi storici\u201d, in cui siamo attualmente coinvolti.<br \/>\nCos\u00ec, \u201cl\u2019ampiezza smisurata del possibile divenne assenza di luogo\u201d afferma Guardini.<br \/>\nL\u2019armonia tra il Creatore, l\u2019umanit\u00e0 e tutto il creato \u00e8 stata distrutta per avere noi preteso di prendere il posto di Dio, rifiutando di riconoscerci come creature limitate.<br \/>\nIn questo consiste il \u201cPeccato originale\u201d, che trova nuove forme espressive nella filosofia moderna.<br \/>\nOccorre, quindi, accettare se stessi, nel bene e nel male della nostra esperienza: mai uscire da noi stessi!<br \/>\nDobbiamo imparare a vivere il pentimento come \u201cuna delle pi\u00f9 potenti forme di espressione della nostra libert\u00e0\u201d. (Guardini)<br \/>\nAttraverso la Redenzione, accade un nuovo inizio, una seconda creazione: una salvezza operata da Dio, ma che si realizza attraverso la libert\u00e0 dell\u2019uomo, del suo volere ed operare nella sua fede.<br \/>\nPerch\u00e9 il Creatore ci ha lasciati liberi?<br \/>\nDio vuole vedere l\u2019uomo lottare proprio perch\u00e9 l\u2019ha creato a Sua immagine: non un essere creato come marionetta, uno che riceve comandi in modo passivo, ma come un essere libero e forte per vivere, creare ci\u00f2 che serve alla propria vita.<br \/>\nDio provoca l\u2019uomo ad \u201caccettare s\u00e9 stesso\u201d, ad accettare una crescita verso la grandezza, ad accettare la lotta con la propria origine: la lotta di Giacobbe con Dio dalla quale esce \u201csfiancato\u201d, ma con una pienezza dentro che colma il vuoto e che libera dalla paura del limite.<br \/>\nSiamo chiamati a custodire le fragilit\u00e0 come luogo di salvezza perch\u00e9 esse manifestano la nostra verit\u00e0, sono occasione per purificare la nostra fede e ci rendono aperti a lasciarci educare da Dio.<br \/>\nChiamiamo per nome tutto ci\u00f2 che abita la nostra mente e il nostro cuore in questo momento: ansie, gioie, dolori, affetti, rancori, progetti e delusioni, timori, desideri, verit\u00e0 ed errori, amore, egoismi, fedelt\u00e0 e peccato, nostalgie, rimpianti e via dicendo.<br \/>\nParliamo serenamente di tutto questo con il Padre nostro: scopriremo che lo Spirito Santo e la Parola di Dio attraversano proprio ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 vivo in noi e troveremo pace, consolazione e forza nel cammino di vita.<br \/>\nEffet\u00e0, apriti in aramaico, nel dialetto di casa: apriti, come una porta all\u2019ospite, una finestra al sole, le braccia all\u2019amore.<br \/>\nApriamoci agli altri e a Dio, anche con le nostre ferite, dalle quali la vita esce ed entra.<br \/>\nForse non ascoltiamo pi\u00f9 Dio e neppure l\u2019 uomo.<br \/>\nSa parlare solo chi sa ascoltare\u2026 dono da chiedere sempre per il sordomuto che \u00e8 in noi: donaci un cuore che ascolta! (Mc 7, 31-37). \u2022<\/p>\n<p>Madre M. Cecilia Borrelli<br \/>\nAbbadessa Monastero Benedettine Fermo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Madre M. Cecilia Borrelli: &#8220;Siamo chiamati a custodire le fragilit\u00e0 come luogo di salvezza&#8221;. \u201cLa semplicit\u00e0 \u00e8 mettersi nudi davanti agli altri. E noi abbiamo tanta difficolt\u00e0 ad essere veri con gli altri. Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili, di finire alla merc\u00e9 di chi ci sta di fronte. 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