{"id":9331,"date":"2021-10-13T14:00:42","date_gmt":"2021-10-13T12:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=9331"},"modified":"2021-10-13T11:51:02","modified_gmt":"2021-10-13T09:51:02","slug":"fragilita-e-nuove-certezze-nel-mondo-della-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2021\/10\/fragilita-e-nuove-certezze-nel-mondo-della-scuola\/","title":{"rendered":"Fragilit\u00e0 e nuove certezze nel mondo della scuola"},"content":{"rendered":"<h2>La ripartenza ed il bilancio dopo un anno difficile. Riflessioni con la professoressa Catiuscia Stizza, docente dell\u2019Istituto Superiore &#8220;Leonardo da Vinci&#8221; di Civitanova.<\/h2>\n<p>&#8220;Fragilit\u00e0 non \u00e8 la debolezza, ma la percezione del senso del limite di ciascun uomo e del bisogno che egli ha dell\u2019altro, di un altro essere umano anch\u2019egli avvolto dai limiti del mistero dell\u2019esserci\u201d (Vittorino Andreoli, Ottant\u2019anni di follia e ancora una gran voglia di vivere, pag.30, Milano, 2020).<\/p>\n<p>CIVIANOVA MARCHE &#8211; A pochi giorni dall\u2019avviato nuovo anno scolastico 2021\/2022 il tema della scuola risulta sicuramente di primo piano sia nei palazzi della politica a Roma sia nei pensieri degli Italiani di tutta la penisola. Ci \u00e8 sembrato, dunque, il caso di parlarne con chi a scuola, fra gli studenti, trascorre buona parte della sua giornata, e cio\u00e8 la prof.ssa Catiuscia Stizza, docente dell\u2019Istituto di Istruzione Superiore \u201cLeonardo da Vinci\u201d di Civitanova Marche. \u00c8 una conoscenza di lunga data la nostra, perch\u00e9 la professoressa Stizza fa parte dei Salesiani Cooperatori della Parrocchia San Marone di Civitanova. Raggiunta prima telefonicamente poi via email, ci ha inviato questa sua testimonianza, che offro all\u2019attenzione di quanti leggono La Voce delle Marche. Abbiamo preso come spunto di riflessione il pensiero di Vittorino Andreoli, insieme ad alcune domande che le abbiamo rivolto.<br \/>\n\u201cIn questo tempo di Covid \u2013 interviene la docente &#8211; per ciascuno di noi \u00e8 di certo auspicabile un rapido ritorno alla normalit\u00e0 e ancor pi\u00f9 si desidera per i propri figli, nipoti o semplicemente per gli studenti di tutte le et\u00e0, la possibilit\u00e0 di tornare a vivere un \u201cvero\u201d anno scolastico, fatto di spiegazioni alla lavagna, di compiti in classe da svolgere in aula, di ricreazioni nei corridoi della propria scuola, di assemblee d\u2019Istituto in presenza e delle tanto sospirate gite. Il mondo della scuola non rinnega la DAD (didattica a distanza) o la DDI (didattica digitale integrata) degli ultimi 18 mesi, ma aspira a riprendere possesso dei propri spazi. Come docente di Liceo, insegnando a studenti che vanno dai 14 ai 19 anni, non posso che avere un\u2019opinione positiva di questa metodologia di insegnamento, assolutamente non perfetta, sicuramente non la panacea ad ogni male, ma neppure orrido spauracchio da demonizzare. La scuola a distanza, che raggiunge attraverso la rete lo studente nella propria casa \u2013 DAD o DDI che dir si voglia &#8211; si \u00e8, agli occhi di tutti, dimostrata in questi nostri tempi l\u2019unico strumento in grado di arginare dal punto di vista scolastico e non solo i danni dell\u2019epidemia Covid. \u00c8 un dato di fatto: l\u2019esperienza di insegnamento\/apprendimento in DAD non ha l\u2019efficacia e la completezza dell\u2019insegnamento in presenza, ma quando in presenza non si pu\u00f2 stare, quando a causa di un virus terribile ed inimmaginabile non solo le scuole ma le attivit\u00e0 umane di tutto il globo si interrompono, ci\u00f2 che conta davvero, didatticamente parlando e non solo, \u00e8 salvare il salvabile. Gli studenti che hanno iniziato il nuovo anno scolastico, magari al momento non conosceranno quanto di Matematica, di Inglese o di qualsiasi altra materia avrebbero dovuto o potuto imparare in altri frangenti, ma non hanno, per\u00f2, perduto tutto, potranno \u2013 volendo \u2013 in buona parte recuperare. Mai come in questi giorni nei nostri Istituti scolastici di ogni grado sono giunti finanziamenti destinati dal Governo al recupero di ci\u00f2 che \u00e8 mancato. Le sigle e le definizioni sono numerose: percorsi PON, docenti fuori organico per il recupero dell\u2019apprendimento, tante iniziative di supporto ad alunni e docenti per dimostrare che \u00e8 il tempo di ripartire con slancio tutti insieme.<\/p>\n<p>\u201cIn realt\u00e0 &#8211; afferma la professoressa Stizzi &#8211; all\u2019insegnamento a distanza non vanno imputati meriti esclusivamente didattici: le ore di scuola davanti al pc hanno permesso sia a noi adulti \u2013 docenti e genitori \u2013 sia ai ragazzi di mantenere quella saldezza interiore e quella speranza nel futuro che in certi recenti momenti \u00e8 sembrata venir completamente meno. Una crisi di tale portata, quale quella che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo, ha evidenziato i delicati meccanismi propri dell\u2019animo umano: tutti noi \u2013 adulti, adolescenti, bambini ed anziani &#8211; abbiamo avuto paura, quanto mai prima, di non farcela, di non uscirne fuori\u201d.<\/p>\n<p>\u201cGli adulti hanno smarrito in pochi attimi tutte le loro sicurezze: in primo luogo la certezza di avere soluzioni per ogni problema, di poter far fronte da soli ad ogni difficolt\u00e0. Il mito dell\u2019autosufficienza e dell\u2019autoreferenzialit\u00e0, alle fondamenta della nostra epoca, \u00e8 miseramente crollato, svelandoci a pieno la nostra fragilit\u00e0. Bambini e ragazzi, come sempre, si sono rivelati il riflesso delle paure dei grandi: \u00e8 difficile restare tranquilli, quando le certezze dei tuoi genitori, dei tuoi docenti, di coloro che dovrebbero essere i punti saldi della tua esistenza, vacillano. Le incertezze e le insicurezze che caratterizzano da sempre l\u2019adolescenza possono allora \u2013 in qualche caso \u2013 acuirsi a dismisura e sembrare fuori controllo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cProprio per questo, nella mia personale esperienza, la possibilit\u00e0 di comunicare ogni mattina con gli studenti in rete \u00e8 stata un bene prezioso: fare l\u2019appello, scambiare un paio di battute scherzose prima o durante la lezione, mantenere in piedi quel nostro mondo che sembrava inabissarsi, ha rassicurato tutti noi e ci ha permesso di sopportare le inquietudini e i disagi che ci tormentavano, ricordandoci provvidenzialmente che nel bene e nel male l\u2019uomo resta un animale sociale: delle gioie della vita si pu\u00f2 godere o al pericolo si pu\u00f2 sfuggire con pi\u00f9 efficacia non da soli, ma restando insieme ai propri simili\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSiamo fragili noi esseri umani, grandi e piccoli, ciascuno a modo proprio, anche se come rammenta l\u2019illustre psichiatra Vittorino Andreoli fragilit\u00e0 non \u00e8 un semplice sinonimo di debolezza, quanto la consapevole percezione del senso del limite di ciascun noi e del bisogno che egli ha dell\u2019altro\u201d.<br \/>\n\u201c\u00c8 una verit\u00e0 questa &#8211; conclude la docente &#8211; che tutti gli esseri umani nella loro infanzia e fanciullezza conoscono bene, ma di cui nell\u2019et\u00e0 adulta sembra poi smarrirsi la coscienza: una lezione che l\u2019attuale emergenza sanitaria ha riproposto con forza a noi grandi e che dobbiamo assolutamente mantenere viva in noi stessi e nei nostri ragazzi, se abbiamo davvero intenzione di cambiare e salvare il nostro mondo, non limitandoci sempre alle solite trite parole.\u201d \u2022<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ripartenza ed il bilancio dopo un anno difficile. 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