{"id":931,"date":"2014-01-30T14:07:35","date_gmt":"2014-01-30T14:07:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=931"},"modified":"2016-01-22T09:47:12","modified_gmt":"2016-01-22T09:47:12","slug":"lesperienza-di-villa-nazareth","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2014\/01\/lesperienza-di-villa-nazareth\/","title":{"rendered":"L&#8217;esperienza di &#8220;Villa Nazareth&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/infografica.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-932\" alt=\"infografica\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/infografica.jpg\" width=\"160\" height=\"97\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/infografica.jpg 1577w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/infografica-1024x612.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 160px) 100vw, 160px\" \/><\/a>L&#8217;INTERVISTA: ENRICO BRANCOZZI e il cammino di fede per separati e divorziati<\/p>\n<p>L\u2019ufficio diocesano di pastorale familiare e Villa Nazareth propongono da alcuni anni un cammino di fede per separati e divorziati\/risposati.<\/p>\n<p><em>Quando \u00e8 nata questa idea?<\/em><\/p>\n<p>L\u2019idea \u00e8 nata nel 2008, dopo la positiva riaffermazione del card. Tettamanzi dell\u2019urgenza pastorale di considerare con occhi diversi le situazioni di chi giunge a nuove nozze.<\/p>\n<p><!--more-->Questo piccolo scritto ha innescato una riflessione nella Chiesa locale che ha condotto ad un percorso mensile fondato sull\u2019ascolto della Parola di Dio e sulla preghiera.<\/p>\n<p><em>C\u2019\u00e8 stato un episodio particolare che ti ha portato a questa riflessione?<\/em><\/p>\n<p>No, non un fatto isolato, ma l\u2019ascolto delle persone. Quando ho iniziato il servizio ministeriale presso Villa Nazareth, ho iniziato quasi subito a incontrare numerose persone che provenivano da un\u2019esperienza di separazione e di divorzio. Il pi\u00f9 delle volte, si trattava di persone abbandonate dal coniuge che vivevano la separazione con estrema sofferenza e con molti problemi collaterali: il ritorno nella casa dei genitori, questioni economiche, uno stato di depressione, a volte addirittura tentativi di suicidio. Alcune di queste persone vivevano una nuova relazione affettiva, con profondi sensi di colpa e con la sensazione di essere escluse dalla comunione ecclesiale. L\u00ec ho toccato con mano che non si trattava pi\u00f9 di situazioni isolate, ma di una realt\u00e0 sistemica, diffusa. E noi non avevamo nulla da offrire come cammino, come percorso.<\/p>\n<p><em>Che cosa hai pensato di proporre?<\/em><\/p>\n<p>A quel punto, ricordo di essere andato da mons. Conti e di avergli chiesto un parere sull\u2019opportunit\u00e0 di aprire un cammino di fede per andare incontro a queste situazioni. Il vescovo manifest\u00f2 subito il suo appoggio e mi disse di prendere contatto con altre esperienze in Italia. Ne conobbi una significativa a Torino. Ricordo di averne parlato con Luca Tosoni e con don Claudio Morganti. Proprio all\u2019interno della pastorale familiare \u00e8 nata la collaborazione con Oscar e Raffaela Sabatini, che hanno accompagnato il gruppo in questi anni.<\/p>\n<p><em>Oggi la discussione sembra essere riaperta da papa Francesco.<\/em><\/p>\n<p>S\u00ec, ma la discussione \u00e8 iniziata gi\u00e0 diversi anni fa. Gi\u00e0 nel 1980, a conclusione del Sinodo dei Vescovi, Giovanni Paolo II affermava: \u00abI padri sinodali esortano i pastori e tutta la comunit\u00e0 cristiana perch\u00e9 aiutino questi fratelli e sorelle a non sentirsi separati dalla Chiesa, non solo, ma in virt\u00f9 del battesimo essi possono e devono partecipare alla vita della Chiesa pregando, ascoltando la parola, assistendo alla celebrazione eucaristica della comunit\u00e0 e promuovendo la carit\u00e0 e la giustizia\u00bb. Qualcosa di simile si dice anche Familiaris consortio: \u00abLa Chiesa, infatti, istituita per condurre a salvezza tutti gli uomini e soprattutto i battezzati, non pu\u00f2 abbandonare a se stessi coloro che \u2013 gi\u00e0 congiunti col vincolo matrimoniale sacramentale \u2013 hanno cercato di passare a nuove nozze. Perci\u00f2 si sforzer\u00e0, senza stancarsi, di mettere a loro disposizione i suoi mezzi di salvezza\u00bb (FC 84). \u00c8 in questo testo che Giovanni Paolo II invitava i pastori a fare in modo \u00abcon sollecita carit\u00e0\u00bb che i divorziati non si considerino separati dalla Chiesa e che il loro itinerario spirituale, proprio perch\u00e9 segnato dalla sofferenza, possa trovare un sostegno ricco di misericordia e di amore. Credo che il cammino futuro debba partire da queste affermazioni. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;INTERVISTA: ENRICO BRANCOZZI e il cammino di fede per separati e divorziati L\u2019ufficio diocesano di pastorale familiare e Villa Nazareth propongono da alcuni anni un cammino di fede per separati e divorziati\/risposati. Quando \u00e8 nata questa idea? L\u2019idea \u00e8 nata nel 2008, dopo la positiva riaffermazione del card. 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