{"id":9252,"date":"2021-08-10T19:20:49","date_gmt":"2021-08-10T17:20:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=9252"},"modified":"2021-08-10T15:40:11","modified_gmt":"2021-08-10T13:40:11","slug":"supporto-psicologico-per-chi-cura-in-casa-un-malato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2021\/08\/supporto-psicologico-per-chi-cura-in-casa-un-malato\/","title":{"rendered":"Supporto psicologico per chi cura in casa un malato"},"content":{"rendered":"<h2>L&#8217;opinione della psicoterapeuta Silvia Miandro sull&#8217;importanza di &#8216;aiutare chi aiuta&#8217;.<\/h2>\n<p>Si \u00e8 sentito parlare di malattia molto spesso negli ultimi tempi, forse anche troppo. Si discute sui sintomi, sulle possibili cure e sulla loro efficacia. Tuttavia, il concetto di malattia \u00e8 qualcosa che pu\u00f2 interessare molti aspetti.<br \/>\nOltre ad un singolo individuo che mostra dei sintomi negativi per la sua salute, la malattia di una persona influisce anche sulle vite di chi sta intorno al malato, specialmente quando si trattano di malattie oncologiche e degenerative. Nello spiegare al meglio quest\u2019ultimo concetto, abbiamo voluto sentire l\u2019opinione della dottoressa Silvia Miandro, una psicoterapeuta che si occupa prevalentemente di formare dei volontari che offrono il loro servizio in associazioni quali \u201cL\u2019abbraccio\u201d e in diversi hospice.<\/p>\n<p><em>Quanto pu\u00f2 influire il supporto psicologico sulle persone che hanno un parente malato in casa?<\/em><br \/>\nDecisamente il supporto psicologico di familiari che hanno un parente malato in casa pu\u00f2 essere utile. Utile per trovare uno spazio all\u2019interno del quale poter riconoscere e dare valore a quello che si prova ad essere il marito, la moglie, il figlio, il fratello, il padre, la madre di una persona cara che sta male, di una persona che si vorrebbe aiutare ma di fronte alla quale spesso ci si sente un po&#8217; a disagio perch\u00e9 non si sa bene come aiutarla, un po\u2019 impotenti, un po&#8217; responsabili, un po&#8217; stanchi, in colpa, un po&#8217; frustrati e a volte anche un po&#8217; arrabbiati. Il supporto psicologico pu\u00f2 allora servire per portare fuori da s\u00e9 quello che il familiare vive internamente e che a volte si impedisce di condividere con gli altri per non \u201cappesantirli\u201d. Attraverso il supporto psicologico al familiare si d\u00e0 la possibilit\u00e0 di prendersi cura di s\u00e9 \u201cper essere pi\u00f9 disponibile\u201d a prendersi cura del proprio caro.<\/p>\n<p><em>In questi due anni, molte persone hanno avuto a che fare con un familiare costretto a rimanere chiuso in una stanza per evitare eventuali contagi. Parlando proprio del Corona Virus, come hanno vissuto una situazione del genere i pazienti?<\/em><br \/>\nIl Covid \u00e8 stato e continua ad essere un\u2019esperienza che ha messo alla prova non solo i singoli individui ma anche le relazioni tra le persone. C\u2019\u00e8 chi si \u00e8 sentito spaventato tanto da chiudersi in casa e da fare fatica e ri-uscire, c\u2019\u00e8 chi si \u00e8 sentito impotente e fuori controllo, chi si \u00e8 sentito molto solo pur stando in famiglia e chi al contrario si \u00e8 sentito circondato di affetto. L\u2019impatto dunque che il Covid ha avuto sia a livello personale che relazionale \u00e8 stato del tutto soggettivo. Avendo ascoltato e sostenuto familiari che si sono trovati a vivere in casa con un caro chiuso in una stanza perch\u00e9 positivo al virus, spesso ho sentito dire che paradossalmente \u201cgrazie\u201d alla malattia il legame si \u00e8 rafforzato, molti hanno sperimentato come familiari la mancanza del proprio caro, la frustrazione del non poter avere un contatto fisico e di non potergli \u201cstare vicino\u201d come avrebbero voluto, nonostante fosse nella stanza accanto. Oltre a ci\u00f2, sentivano il desiderio di essere di supporto e di prendersi cura dell\u2019altro insieme alla paura che la situazione potesse improvvisamente peggiorare e dunque alla paura di perdere quella persona. Il tempo di malattia \u00e8 stato utilizzato diverse volte per \u201critrovarsi\u201d, per parlarsi di pi\u00f9, per occuparsi dell\u2019altro ed essere attenti alle sue esigenze, per essere pi\u00f9 vicini nonostante la distanza fisica imposta dalla malattia.<\/p>\n<p><em>Immagino che il supporto psicologico vada di pari passo con la situazione del malato. Nel caso del Corona Virus c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di guarigione, mentre per le malattie oncologiche spesso i sintomi vanno peggiorando fino alla morte. Dal momento che queste malattie \u201cannunciano\u201d gi\u00e0 la prematura morte del malato, i familiari sembrano pi\u00f9 pronti alla sua dipartita o si tratta di qualcosa a cui non si \u00e8 mai preparati abbastanza?<\/em><br \/>\nIo, in qualit\u00e0 di psicologa, mi chiedo spesso cosa significhi essere preparati ad un evento cos\u00ec significativo quale pu\u00f2 essere la malattia oncologica e la morte di un proprio caro. Sinceramente ancora non ho la risposta! Quello che ho osservato, attraverso il mio lavoro, \u00e8 che la malattia, pi\u00f9 o meno prolungata, pu\u00f2 essere vissuta come un tempo di \u201cpreparazione\u201d al distacco finale o meno. Quello che dal mio punto di osservazione ho visto fare la differenza \u00e8 il \u201ccome\u201d, sia il familiare che il malato, utilizzano quel tempo che hanno a disposizione. Se il tempo di malattia viene vissuto solo come un tempo di condanna che anticipa e in parte gi\u00e0 rappresenta la morte, allora sar\u00e0 difficile per quella famiglia prepararsi, salutarsi e \u201caccompagnarsi\u201d reciprocamente a separarsi. Se quel tempo viene vissuto anche come \u201cun\u2019opportunit\u00e0\u201d di dirsi quello che fino a quel momento ci si era trattenuti dal dire e di riconoscersi reciprocamente nell\u2019importanza e nel valore del legame costruito in vita, allora quel tempo pu\u00f2 essere non solo \u201cdi preparazione\u201d ma anche un tempo prezioso perch\u00e9 autentico, di vicinanza affettiva, di riconoscimento reciproco e dunque un tempo di vita.<\/p>\n<p><em>Si sono sempre pi\u00f9 diffuse associazioni che raccolgono persone accomunate dal bisogno di supporto psicologico. Pu\u00f2 essere d\u2019aiuto per una persona far parte di queste associazioni?<\/em><br \/>\nIn generale, credo che entrare a far parte di associazioni che accolgono e supportano i familiari di persone malate possa essere molto utile. Innanzitutto per essere ascoltati e ascoltare la propria storia e quella degli altri mettendole in condivisione. L\u2019effetto di questo \u00e8 che le persone si sentono un po&#8217; meno sole rispetto a quello che vivono, a volte un po&#8217; meno \u201caliene\u201d, pi\u00f9 normali. A questo riguardo mi \u00e8 capitato spesso sentir dire dai familiari che avevano deciso di far parte di un gruppo di sostegno: \u201cAllora non sono l\u2019unico a provare questa cosa, non sono l\u2019unico a sentirmi cos\u00ec inadeguato, a disagio e cos\u00ec sbagliato per non aver detto o fatto questo o quello\u201d. Per qualcuno entrare a far parte di associazioni di supporto significa darsi la possibilit\u00e0 di entrare in contatto e di creare legami con persone che in parte, seppur con sfumature diverse, condividono l\u2019esperienza della malattia e della morte di una persona cara. Dunque ci si pu\u00f2 sentire pi\u00f9 compresi, meno soli, pi\u00f9 liberi di parlare di aspetti che magari le persone all\u2019esterno, che non hanno vissuto questa stessa esperienza, non comprenderebbero fino in fondo; riscoprendo a mano a mano il desiderio di condividere, di conoscere la storia e dunque la vita di altre persone cos\u00ec come di raccontare la propria e perch\u00e9 no, anche di sorridere insieme, nonostante la tristezza e la sofferenza vissute e che ancora si provano.<\/p>\n<p>Nessuna parola, riflessione, pensiero o discorso pu\u00f2 dirsi definitivo sul tema della sofferenza. Quello che pu\u00f2 allora confortarci \u00e8 lo stile di condivisione che possiamo mettere in atto. Attraverso questa esperienza ognuno ha la possibilit\u00e0 di maturare una coscienza capace di reggere il colpo e in grado di scoprire un senso autentico dell\u2019esistenza. \u2022<\/p>\n<p>Arianna Fioretti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;opinione della psicoterapeuta Silvia Miandro sull&#8217;importanza di &#8216;aiutare chi aiuta&#8217;. Si \u00e8 sentito parlare di malattia molto spesso negli ultimi tempi, forse anche troppo. Si discute sui sintomi, sulle possibili cure e sulla loro efficacia. Tuttavia, il concetto di malattia \u00e8 qualcosa che pu\u00f2 interessare molti aspetti. 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