{"id":924,"date":"2014-01-03T10:51:23","date_gmt":"2014-01-03T10:51:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=924"},"modified":"2016-01-18T10:44:54","modified_gmt":"2016-01-18T10:44:54","slug":"povera-e-nuda-vai-filosofia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2014\/01\/povera-e-nuda-vai-filosofia\/","title":{"rendered":"Povera e nuda vai filosofia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/atene.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-925\" alt=\"atene\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/atene-300x228.jpg\" width=\"300\" height=\"228\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/atene-300x228.jpg 300w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/atene-1024x781.jpg 1024w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/atene.jpg 1690w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Oltre la religione, la filosofia. Ebbene, ma quale filosofia? Ch\u00e9 se la filosofia fosse davvero filosofia, cio\u00e8 amore autentico per la saggezza, per la conoscenza e, in ultima istanza, per l\u2019interpretazione laboriosa del mondo, non avrei molto da temere da questa di-vagazione. Ho sempre ritenuto che l\u2019imperativo del libro della Genesi \u2013 coltivate la terra e assoggettatela \u2013 possa essere inteso anche come: salite sopra la terra e guardate oltre, dalla sua vetta guardate in alto! Ma per guardare in alto occorre lo sforzo di tutta la persona: con tutto il cuore, con tutta l\u2019anima, con tutta la mente, con tutte le forze.<\/p>\n<p><!--more--> E senza barare, senza mentire a se stessi, senza ritenere che basti solo la ragione, o lo stesso intelletto, vittime, non di rado, di pulsioni, di volont\u00e0 di apparire, e anche di desiderio di disimpegno: \u201cVoi non andate gi\u00f9 per un sentiero \/ filosofando: tanto vi trasporta \/ l\u2019amor de l\u2019apparenza e il suo pensiero!\u201d (Dante, Par., XXIX, vv 85-87); e anche: \u201cch\u00e9 quelli \u00e8 tra li stolti bene a basso, \/ che sanza distinzione afferma e nega, \/ ne l\u2019un cos\u00ec come ne l\u2019altro passo; \/ perch\u2019elli \u2019ncontra che pi\u00f9 volte piega l\u2019oppinion corrente in falsa parte, \/ e poi l\u2019affetto l\u2019intelletto lega\u201d. (Dante, Par., XIII, vv 118-123). Per la cognizione che ne ho, credo che nella filosofia corrente manchi un atteggiamento di complessiva onest\u00e0 intellettuale, e forse morale; e ci\u00f2 rende la filosofia stessa un pessimo modo di persuasione sofistica al servizio di intenti e di passioni e di orientamenti della pubblica opinione che nessun onore fanno ai titolati protagonisti del dibattito dei giorni e degli anni attuali.<\/p>\n<p>Debbo ancora incontrare un qualche filosofo che, timoroso delle sue conclusioni, cercate in buona fede, entri nel dramma di una nuova faticosa riflessione con conseguente cambiamento di rotta \u2013 e la rettitudine di qualcuno, ad esempio di Flew, non vanifica questa considerazione. Qualcuno, insomma, come il Sigieri di Brabante posto da Dante nel cielo del sole, che, angosciato dagli \u201cinvidiosi veri\u201d ai quali lo conducevano i suoi sillogismi, non rinneg\u00f2 la sua ricerca, ma certo ne dubit\u00f2 e se ne discost\u00f2 quasi turbato (\u201cessa \u00e8 la luce etterna di Sigieri, \/ che, leggendo nel Vico de li Strami, \/ sillogizz\u00f2 invidiosi veri\u201d. Par., X, vv 136-138).<\/p>\n<p>Ma il peggio non \u00e8 questo. Il peggio \u00e8 che le peggiori filosofie \u2013 e sono le pi\u00f9 rappresentate, le pi\u00f9 pubblicate, le pi\u00f9 pubblicizzate, le pi\u00f9 riverite, le pi\u00f9 analizzate senza contrasto, le pi\u00f9 sponsorizzate, le pi\u00f9 patinate, le pi\u00f9 ascoltate \u2013 non si battono alla pari nei loro alti certami, magari un po\u2019 aulici e accademici, con le buone filosofie. No, oggi vanno a colonizzare, in modo disinvolto e dissoluto, l\u2019analfabetismo non pi\u00f9 illetterato che sta dilagando. Un analfabetismo assai pi\u00f9 greve e pericoloso di quello illetterato contro il quale si \u00e8 combattuto nell\u2019ultimo secolo, auspicando, forse troppo ingenuamente, di poter trasformare una societ\u00e0 di analfabeti in una societ\u00e0 di saggi. Indagini sociologiche recenti, pubblicate qualche tempo fa da La Civilt\u00e0 Cattolica, indicano che ormai solo circa un terzo della popolazione riesce a comprendere un testo di media difficolt\u00e0. Alle prese con qualche pi\u00f9 impegnativa proposta che fa questo terzo? E ancora, che oltre settanta persone su cento hanno problemi a esprimersi in modo sufficientemente corretto.<\/p>\n<p>Un\u2019 \u201cignoranza attiva\u201d, come dice Goethe, che si fa sempre pi\u00f9 agguerrita e pervadente, complici scaltri e interessati i mezzi di informazione, diventati ormai solo strumenti di disinformazione e di pubblicit\u00e0; e complice, soprattutto, la rete, la quale, utilizzata sempre pi\u00f9 a sproposito e \u201csenza rete\u201d, sta facendo terra bruciata di ogni buon intento culturale e morale. \u00c8 ovvio che non \u00e8 la rete in s\u00e9 il male, ch\u00e9 nella rete si trova anche molto di buono, ancorch\u00e9 nascosto, ancorch\u00e9 di non facile ricerca: il male \u00e8 che \u00e8 in mano ad analfabeti, come un\u2019automobile in mano a chi non sa distinguere quasi nulla. Di qui la necessit\u00e0 di un nuovo monachesimo, di un nuovo silenzio, di un nuovo Ora et labora; di un nuovo tentativo di alfabetizzazione e di conservazione del buono ben pi\u00f9 impegnativo di quello profuso dal monachesimo che fece seguito alla caduta dell\u2019impero romano. In questa temperie di dissolvimento generale, la filosofia, generalmente pronta a trasferire nel proprio ambito i risultati contingentemente provvisori e metodologicamente limitati della scienza, e trasformata in chiacchiera mediatica indistinta, anche in virt\u00f9 dell\u2019ostentata preferenza per una razionalit\u00e0 opzionale e procedurale, assunta cio\u00e8 qual puro gioco logico e logico sviluppo di posizioni assiomatiche indistinguibili nella loro legittimit\u00e0, viene incontro insidiosissimamente al desiderio, sempre esistito, ma ora fattosi patologico, di scegliere di pensare come pi\u00f9 aggrada, e altrettanto di fare.<\/p>\n<p>\u00c8 una falsa libert\u00e0, una falsa autonomia, ma tant\u2019\u00e8. Ne sia d\u2019esempio tutta quell\u2019imperante pseudo-filosofia che ormai governa incontrastata le opinioni circa il significato da dare alle acquisizioni della scienza biologica e alle relazioni umane fondamentali. Va da s\u00e9 che la religione, che impegna l\u2019essere umano nell\u2019ambito del limite di una sana dipendenza da qualcosa che lo supera, che lo impegna con tutto il cuore, con tutta l\u2019anima, con tutta la mente, con tutta l\u2019intelligenza, con tutta la ragione, insomma con tutta la vita, si trovi in difficolt\u00e0 a proporsi e a raccogliere convinte sequele.<\/p>\n<p>Ma l\u2019uomo \u00e8 sempre uomo, e da sempre; il suo desiderio d\u2019infinito non sar\u00e0 certo riempito dalle chiacchiere vacue e dalla ricerca continua di soddisfazioni sempre pi\u00f9 insoddisfacenti. Quello di cui c\u2019\u00e8 bisogno \u00e8 forse la testimonianza di un modo nuovo di offrirsi; un modo che sia pi\u00f9 attento alla vita e meno alla chiacchiera, pi\u00f9 amante del silenzio (come va ripetendo Pierangelo Sequeri) che del dibattito, pi\u00f9 affascinato dalla mistica che dal ragionamento, pi\u00f9 aperto alla teologia della bellezza che alla bellezza della teologia. \u2022<\/p>\n<p>Giovanni Zamponi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre la religione, la filosofia. Ebbene, ma quale filosofia? Ch\u00e9 se la filosofia fosse davvero filosofia, cio\u00e8 amore autentico per la saggezza, per la conoscenza e, in ultima istanza, per l\u2019interpretazione laboriosa del mondo, non avrei molto da temere da questa di-vagazione. 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