{"id":9179,"date":"2021-07-01T18:00:23","date_gmt":"2021-07-01T16:00:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=9179"},"modified":"2021-06-29T15:36:42","modified_gmt":"2021-06-29T13:36:42","slug":"gesu-dorme-per-provocare-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2021\/07\/gesu-dorme-per-provocare-noi\/","title":{"rendered":"Ges\u00f9 dorme per provocare noi"},"content":{"rendered":"<h2>Ges\u00f9 dorme nella barca. Dorme, quando non siamo pi\u00f9 capaci di farci interrogare dalla sua parola, dorme per la nostra inerzia.<\/h2>\n<p>La scena si svolge sul lago di Tiberiade. Ges\u00f9 ha appena terminato di raccontare, con due parabole, il mistero del Regno di Dio e l\u2019importanza dell\u2019ascolto della parola. Ai suoi chiede di passare all\u2019altra riva.<br \/>\nLa barca attraversa il mare di Galilea, immagine della vita e invito a passare assieme al Signore all\u2019altra riva, cio\u00e8 andare oltre noi stessi, i nostri orizzonti ristretti.<br \/>\nE come nella vita, nelle nostre vite, c\u2019\u00e8 il momento della tempesta: il tempo difficile in cui ci sentiamo smarriti, il tempo della malattia, della privazione dell\u2019essenziale; il tempo delle difficolt\u00e0 e della paura. Il maestro ha chiesto ai suoi di mettere in acqua la barca e di navigare, e loro hanno obbedito anche se l\u2019ora \u00e8 tarda; improvvisamente arriva la tempesta. E Ges\u00f9? \u201cSe ne stava a poppa, sul cuscino e dormiva\u201d, scrive l\u2019evangelista.<\/p>\n<p>Quante volte, siamo assaliti dalla paura, dai problemi della vita che si fanno cos\u00ec grandi che sembrano impossibili da risolvere, quasi acque impetuose di un mare in tempesta. Come gli apostoli \u201cabbiamo gridato al Signore: perch\u00e9 resti silenzio e non fai nulla per me? Soprattutto quando ci sembra di affondare \u2013 dice papa Francesco all\u2019Angelus \u2013 perch\u00e9 l\u2019amore o il progetto nel quale avevamo riposto grandi speranze svanisce; o quando siamo in balia delle onde inesistenti dell\u2019ansia\u201d.<\/p>\n<p>Come giudicare quel dormire del Signore? Ges\u00f9 \u00e8 nella barca, in mezzo ai suoi, nella tempesta che si \u00e8 improvvisamente scatenata; ma, dice Francesco, \u201canche se dorme, Ges\u00f9 c\u2019\u00e8 e condivide con i suoi tutto quello che sta accadendo. Il suo sonno, se da una parte ci stupisce, dall\u2019altra ci mette alla prova\u201d. Riflettiamo sul racconto di Marco, che scrive: Ges\u00f9 stava a poppa. Come dire, il luogo in cui il pilota si trova per governare la barca, e dorme su un cuscino. Insomma, non \u00e8 proprio il luogo giusto per riposare, per di pi\u00f9 con il rischio di creare problemi a chi tiene il timone.<\/p>\n<p>Angelus in una piazza San Pietro che torna a accogliere fedeli e turisti, che ascoltano l\u2019appello del Papa sulla situazione del Myanmar, dove migliaia di persone stanno morendo di fame; per questo Francesco chiede corridoi umanitari per aiutare queste persone, e chiede che chiese, pagode, monasteri, moschee, templi, come scuole e ospedali siano rispettati come luoghi neutrali di rifugio. L\u2019appello \u00e8 al termine della preghiera mariana, nella giornata dedicata dall\u2019Onu ai rifugiati: \u201ctanti che vengono in barconi e nel momento di annegare gridano: salvaci. Anche nella nostra vita succede lo stesso: Signore, salvaci, e la preghiera diventa un grido\u201d.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 dorme nella barca. Dorme, quando non siamo pi\u00f9 capaci di farci interrogare dalla sua parola, dorme per la nostra inerzia. Il Signore, dice Francesco, attende che noi lo coinvolgiamo, invochiamo, che lo mettiamo \u201cal centro di quello che viviamo. Il suo sonno provoca noi a svegliarci. Perch\u00e9, per essere discepoli di Ges\u00f9, non basta credere che Dio c\u2019\u00e8, che esiste, ma bisogna mettersi in gioco con lui, bisogna anche alzare la voce con lui\u201d.<\/p>\n<p>Chiede il Papa: \u201cquali sono i venti che si abbattono sulla mia vita, quali sono le onde che ostacolano la mia navigazione e mettono in pericolo la mia vita spirituale, la mia vita di famiglia, la mia vita psichica pure?\u201d Ges\u00f9 desidera, \u201cvuole che ci aggrappiamo a lui per trovare riparo contro le onde anomale della vita\u201d.<\/p>\n<p>Cosa fanno allora i discepoli, si avvicinano a Ges\u00f9, lo svegliano: \u201cnon ti importa che siamo perduti?\u201d, come leggiamo in Marco. \u201cEcco l\u2019inizio della nostra fede: riconoscere che da soli non siamo in grado di stare a galla, che abbiamo bisogno di Ges\u00f9 come i marinai delle stelle per trovare la rotta. La fede comincia dal credere che non bastiamo a noi stessi, dal sentirci bisognosi di Dio\u201d.<br \/>\nLa risposta che da Ges\u00f9 ai suoi \u2013 \u201cperch\u00e9 avete ancora paura, non avete ancora fede?\u201d \u2013 ci deve far riflettere; i discepoli hanno avuto paura \u201cperch\u00e9 erano rimasti a fissare le onde pi\u00f9 che guardare Ges\u00f9\u201d. Quante volte \u201crestiamo a fissare i problemi anzich\u00e9 andare dal Signore e gettare in lui i nostri affanni\u201d; quante volte, dice ancora il Papa, \u201clasciamo il Signore in un angolo, in fondo alla barca della vita, per svegliarlo solo nel momento del bisogno!\u201d \u2022<\/p>\n<p>Fabio Zavattaro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ges\u00f9 dorme nella barca. Dorme, quando non siamo pi\u00f9 capaci di farci interrogare dalla sua parola, dorme per la nostra inerzia. La scena si svolge sul lago di Tiberiade. 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