{"id":910,"date":"2013-12-13T15:44:58","date_gmt":"2013-12-13T15:44:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=910"},"modified":"2016-01-22T09:47:12","modified_gmt":"2016-01-22T09:47:12","slug":"il-volontariato-non-basta-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2013\/12\/il-volontariato-non-basta-piu\/","title":{"rendered":"Il Volontariato non basta pi\u00f9"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/copertina-22.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-911\" alt=\"copertina-22\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/copertina-22-300x241.jpg\" width=\"300\" height=\"241\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/copertina-22-300x241.jpg 300w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/copertina-22-1024x825.jpg 1024w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/copertina-22.jpg 1148w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Solo una ventina d&#8217;anni fa \u00e8 iniziata la riflessione sistematica e &#8220;scientifica&#8221; sul volontariato. Esattamente quando, anche in Europa e in Italia, le risposte sociali ai &#8220;diritti&#8221; all&#8217;assistenza, all&#8217;accompagno, all&#8217;inserimento di categorie svantaggiate sono diventate &#8220;welfare&#8221;, un sistema pubblico, con forti componenti private e volontaristiche. Superata definitivamente la fase del volontariato &#8220;pietoso&#8221;, quale risposta possibile e volonterosa ai disagi, \u00e8 andata sempre pi\u00f9 emergendo la necessit\u00e0 di definire &#8220;il luogo&#8221; della risposta volontaria, nel quadro complessivo dei doveri dello Stato verso i cittadini in stato di bisogno.<\/p>\n<p><!--more-->Alla fine degli anni &#8217;70, l&#8217;Italia \u00e8 stato teatro di una lunga elaborazione di modelli teorici e pratici per definire compiti e impegni delle amministrazioni pubbliche e del volontariato. Una seconda ondata di riflessioni e di modelli concreti si \u00e8 avuta alla fine degli anni &#8217;80, quando a fianco del volontariato sono comparse forme, ora consolidate, di impegno sociale chiamate &#8220;no profit&#8221; e\/o imprese sociali. Mentre la caratteristica dell&#8217;essere volontari \u00e8 quella della gratuit\u00e0, le organizzazioni no profit gestiscono veri e propri servizi, distinguendosi dalle imprese sociali, solamente per l&#8217;esclusione dei profitti dalla loro azione. Non \u00e8 sempre facile distinguere, nel concreto, le varie forme di organizzazione, in quanto l&#8217;azione volontaria spesso si interseca nelle iniziative concrete, ma certamente c&#8217;\u00e8 una specificit\u00e0 propria del volontariato che lo fa distinguere da altre forme di intervento.<\/p>\n<p>Schematizzando molto, si possono cos\u00ec riassumere le forme di volontariato oggi presenti nel nostro paese. In un primo gruppo possono essere annoverati coloro che, auto-organizzandosi, contribuiscono alla gestione di risorse proprie per dare risposte: tempo libero, sport, interessi particolari etc. Un secondo gruppo di volontariato comprende quanti sono attenti alle necessit\u00e0 di terzi, ma lasciano intatti gli schemi della loro vita personale, economica, sociale. Costoro donano gratuitamente parte del loro tempo e delle risorse a beneficio di altri: terminato il loro impegno, che determinano nei modi e nella quantit\u00e0, ritornano allo schema di vita di tutti i giorni. Il terzo gruppo di volontari costituisce di questo impegno un vero e proprio &#8220;status&#8221;. Organizzano insomma la loro vita nella modalit\u00e0 di essere volontari. Le abitudini, il lavoro, la stessa organizzazione familiare si articolano intorno all&#8217;impegno volontaristico che diventa prioritario e organizzatore della vita, senza alcuna confusione con impegni di lavoro e di professionalit\u00e0. In quest\u2019ultimo caso si pu\u00f2 parlare di stile pi\u00f9 che di contenuto volontaristico. Non mancano nemmeno forme &#8220;no profit&#8221; che, nel mondo cattolico, hanno diretta gestione ecclesiale o che si inspirano ai principi evangelici.<\/p>\n<p>La caratteristica che accomuna ogni forma di volontariato \u00e8 la gratuit\u00e0. \u00c8 la gratuit\u00e0 recuperata in una societ\u00e0 dove i servizi alle persone tendono sempre pi\u00f9 ad essere monetizzati. L&#8217;intervento volontaristico \u00e8 per\u00f2 la calmierazione di un bisogno e di una necessit\u00e0. In altre parole di una mancanza che si esprime nella vita personale e sociale di individui o categorie di persone. Non pu\u00f2 n\u00e9 deve sostituire lavoro e impegno derivanti da convenzioni, accordi e servizi. \u00c8 per questo motivo che il mondo del volontariato si orienta al cambiamento. Non pu\u00f2 che sperare che le cose cambino in meglio. L&#8217;attenzione al sociale, ai fenomeni emarginanti, alle soluzioni pi\u00f9 avanzate sono frutto di esperienza e di speranza. Una speranza che per i cristiani poggia nella fede dell&#8217;unico Padre e dell&#8217;azione salvatrice di Cristo. \u2022<\/p>\n<p>Vinicio Albanesi<\/p>\n<p>Foto di Marialuisa Cortesi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Solo una ventina d&#8217;anni fa \u00e8 iniziata la riflessione sistematica e &#8220;scientifica&#8221; sul volontariato. Esattamente quando, anche in Europa e in Italia, le risposte sociali ai &#8220;diritti&#8221; all&#8217;assistenza, all&#8217;accompagno, all&#8217;inserimento di categorie svantaggiate sono diventate &#8220;welfare&#8221;, un sistema pubblico, con forti componenti private e volontaristiche. 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