{"id":9047,"date":"2021-03-23T15:00:23","date_gmt":"2021-03-23T14:00:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=9047"},"modified":"2024-11-06T17:25:36","modified_gmt":"2024-11-06T16:25:36","slug":"nascita-e-morte-del-fratello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2021\/03\/nascita-e-morte-del-fratello\/","title":{"rendered":"Nascita e morte del fratello"},"content":{"rendered":"<h2>Ritiro di Quaresima per i Salesiani Cooperatori \u2013 Ispettoria Adriatica. Il codice fraterno nell\u2019Enciclica \u201cFratelli Tutti\u201d.<\/h2>\n<p>\u201cLa chiesa \u00e8 interpellata da questo richiamo: \u00e8 ora il momento favorevole, perch\u00e9 i discepoli di Cristo, abbandonata ogni logica di potere e di grandezza, nella consapevolezza di essere figli e figlie dell\u2019unico padre, costruiscano relazioni fraterne che rendano il Risorto presente al mondo\u201d (Mt. 18). Mussulmani, Ebrei, Cristiani hanno in Abramo un unico padre. In tempo di Covid pi\u00f9 che alle parole dobbiamo dare spazio alle azioni. Se non si realizza questa fraternit\u00e0 universale \u00e8 la morte di tutti. Papa Francesco lo dice chiaramente nei capitoli 32 \u2013 37 dell\u2019Enciclica sociale \u201cFratelli Tutti\u201d. \u00c8 il taglio dato al primo incontro trasmesso, dalle ore 15,30, in diretta streaming su YouTube, domenica 7 marzo 2021, da don Francesco Marcoccio, vicario dell\u2019ispettore dell\u2019Italia Centrale e delegato della Famiglia Salesiana, che ha illustrato solo il codice fraterno del documento.<br \/>\nLa fraternit\u00e0 nella Bibbia non \u00e8 un imperativo morale, religioso, espressione di generosit\u00e0 o invito alla solidariet\u00e0, ma indicazione per divenire persona piena e compiuta. Leggere la Bibbia non significa cercare di trovarvi un messaggio fuori dal tempo, definitivo, ma intraprendere un dialogo con un testo considerato importante, dove non parla solo il testo ma anche chi l\u2019interpreta con tutto ci\u00f2 che \u00e8, con le sue domande, la sua sensibilit\u00e0, la sua cultura (Andr\u00e9 W\u00e9nin). Tutta l\u2019enciclica \u00e8 percorsa da questa idea fondamentale. I venditori del tempio vengono cacciati a frustate da Ges\u00f9. Anche in noi c\u2019\u00e8 una parte del nostro io che si comporta come i mercanti nel tempio.<br \/>\nNella Bibbia ci sono due domande fondamentali: dove sei, uomo e dove \u00e8 tuo fratello. Le domande della Bibbia, che chiedono dove, riguardano sempre una responsabilit\u00e0. Le azioni, non le parole, rivelano dove e come si \u00e8. La domanda dove sei, viene rivolta ad Adamo, dov\u2019\u00e8 tuo fratello \u00e8 rivolta a Caino. Ci sono dentro di noi delle periferie esistenziali che vanno visitate soprattutto in tempo di Quaresima. Si tratta di aprire le porte, che si trovano sempre all\u2019ingresso e non al centro della casa. Elemosina e digiuno non sono parole ma azioni da compiere.<br \/>\nTre sono i peccati generali raccontati nel libro della Genesi, che non significa genericamente inizio, origine, ma anche e soprattutto \u201cin profondit\u00e0\u201d, \u201calla radice\u201d. Questi tre peccati sono i passi falsi che portano l\u2019uomo alla disumanizzazione, all\u2019erranza, ad un cammino di morte. Il primo peccato \u00e8 quello di non accettare il limite, bramare, accaparrare tutto per s\u00e9, darsi la vita da se stessi, sciupare la relazione con gli animali, con la donna, col suolo. Adamo e Eva sono le icone di questa prima disumanizzazione. L\u2019altro cammino di morte \u00e8 quello di lasciarsi dominare dall\u2019invidia, dallo spirito di concorrenza e vedere l\u2019altro come nemico. Caino ne \u00e8 l\u2019esempio. Il terzo peccato \u00e8 quello di cercare di realizzare l\u2019unit\u00e0, negando le differenze. Il risultato \u00e8 la torre di Babele.<br \/>\nGenesi \u00e8 il libro scritto dopo quello dell\u2019Esodo, per cui richiama tutte quelle realt\u00e0 che il popolo ebraico rilegge alla luce di ci\u00f2 che \u00e8 successo prima e nel presente. La logica che disumanizza e rende l\u2019uomo preda della sua animalit\u00e0 \u00e8 la bramosia, il desiderio incapace di acconsentire al limite, alla mancanza che lo struttura. \u00c8 il peccato di Adamo. Siamo creati fragili ma non vogliamo ammetterlo. Le origini della fraternit\u00e0 sono ampiamente sviluppate nell\u2019episodio che ha per protagonisti Caino e Abele, al capitolo 4\u00b0 della Genesi. Nel racconto, il termine fratello \u00e8 presente per ben sette volte, indicando con ci\u00f2 che ne \u00e8 il tema centrale.<br \/>\nCaino \u00e8 i primogenito di Adamo e Eva. Abele \u00e8 il secondogenito. Nella cultura ebraica e non solo, al primogenito tocca tutta l\u2019eredit\u00e0, al secondo non tocca nulla. Caino (kanah, acquistare dall\u2019ebraico) \u00e8 l\u2019uomo acquistato, ma anche colui che acquista, compratore, proprietario \/ possessore. Nella narrazione biblica \u00e8 la persona attiva, forte. Nasce prima di tutti fa per primo il sacrificio a Dio, solo lui \u00e8 interrogato da Dio e parla a Dio. Abele (h\u00e4v\u00e4l, in Ebraico significa respiro, soffio, niente, vanit\u00e0). \u00c8 sempre al secondo posto, cio\u00e8 dietro o sotto Caino. Se Caino pu\u00f2 essere considerato forte e possessore, Abele \u00e8 debole e non possidente. Caino offre il sacrificio a Dio, i frutti della terra, in quanto agricoltore.<br \/>\nAbele offre a Dio i primogeniti del proprio gregge, perch\u00e9 pratica la pastorizia. Adonai sceglie Abele che instaura la fraternit\u00e0 e spezza l\u2019illusione di Caino di essere al centro del mondo e di possedere tutto. Dio guarda con benevolenza al pi\u00f9 debole e vuole che Caino guardi suo fratello Abele con il suo stesso sguardo che non \u00e8 indifferente: \u201cHo visto il dolore del mio popolo, ho udito il suo lamento e sono sceso a liberarlo\u201d (Es. 3).<br \/>\nQuello di Dio \u00e8 lo sguardo di chi si contrae, per fare spazio agli altri. Vede le differenze e le benedice, mette parola. Caino rifiuta di guardare Abele con lo stesso sguardo di Adonai. A Caino gli si incendia il volto. L\u2019invidia di Caino \u00e8 la stessa di chi \u00e8 felice per un bene che possiede solo per se stesso e infelice per la felicit\u00e0 degli altri.<br \/>\nLa rabbia di Caino non \u00e8 n\u00e9 negata n\u00e9 condannata. Dio invita a dominarla. Caino invece \u00e8 prigioniero di se stesso, cattivo (captivus, posseduto). Dice: \u201cSono forse io il custode di mio fratello\u201d? Uccidendo Abele, maledice se stesso, incapace di portare vita. \u00c8 segnato solo dalla morte. Erra per il territorio e va in cerca di se stesso, perch\u00e9 senza l\u2019altro non sa nemmeno chi sia. Questa \u00e8 la sua tragedia.<br \/>\nL\u2019essere maledetti, portatori di morte si declina in tanti modi: in\u2013 differenza, in\u2013 vidia, violenza, esclusione, de\u2013 responsabilit\u00e0, incuria. Il fratello \u00e8 l\u2019altro, il differente che non ho scelto. Sono le pratiche che lo rendono mio fratello.<br \/>\nEssere fratello di un altro \u00e8 sempre una relazione a tre. Nella parabola del figliol prodigo, il maggiore non chiama mai padre n\u00e9 una sola volta usa il termine fratello. Come Caino non \u00e8 d\u2019accordo con la scelta fatta dal padre.<br \/>\nNon riconoscendo il padre come tale, non riconosce nemmeno l\u2019altro come fratello. Se riconosco un padre comune, riconosco anche l\u2019altro come fratello; quando riconosco l\u2019altro come fratello, allora riconosco un padre comune. Siamo Fratelli tutti, figli di uno stesso Padre. Noi non sappiamo che siamo senza l\u2019altro.<br \/>\nLa fraternit\u00e0 \u00e8 accorgersi dell\u2019altro, che non \u00e8 l\u2019inciampo sul nostro cammino ma \u00e8 il mistero che ci interroga, \u00e8 l\u2019appello ad uscire.<br \/>\nIl male compiuto da Caino non si ferma a lui, ma continua nella sua discendenza. La maledizione prosegue mediante strutture di peccato, gruppi di potere che esercitano un grande fascino sull\u2019uomo. Hanno la capacit\u00e0 di catalizzare, rinforzare e strutturare la cattiveria che c\u2019\u00e8 nel cuore. Queste strutture che affliggono la storia d\u2019Israele sono indicate attraverso alcuni nomi: Enoch, Iabal, Iubal, Twalkain, Ada, Zilla, Naama, Matusael e Mekviael Lamech. Enoch \u00e8 il nome della citt\u00e0, ma anche del suo fondatore, il diretto discendente di Caino.<br \/>\nEnoch rappresenta il potere della citt\u00e0, il governo, i soldati, gli esattori, i capi religiosi che diventano segni di oppressione per il popolo, portatori di ingiustizie, di dolore. Iabal \u00e8 il potere del denaro e della ricchezza, struttura di potere maledetta quando \u00e8 usata solo per il proprio tornaconto.<br \/>\nLa marchesa di Barolo, che tanto aiut\u00f2 don Bosco, finanziando tante sue opere, dimostra che la ricchezza in quanto tale non rappresenta il male.<br \/>\nSi trasforma in bene quando chi \u00e8 ricco mette a disposizione di altri quello che pu\u00f2 far nascere il bene sotto ogni sua forma, perch\u00e9 tutti ne traggano vantaggio. La ricchezza va messa al servizio degli altri non per perpetrare l\u2019ingiustizia tra il Nord e il Sud del mondo o per mantenere un sistema iniquo di economia. Iubal rappresenta il potere della cultura che diventa maledetta quando chi possiede la cultura se ne serve per soggiogare chi ne \u00e8 sprovvisto. Azzeccagarbugli, il dottore della legge, ne \u00e8 il simbolo nel romanzo I Promessi Sposi. Il povero Renzo capisce che il suo interlocutore \u00e8 a servizio di don Rodrigo, il prepotente che impedisce il suo matrimonio con Lucia. Twalkain \u00e8 il potere delle armi, struttura di potere maledetta. La conquista, il dominio, la costruzione e il commercio delle armi arrecano morte all\u2019umanit\u00e0.<br \/>\nAda (la graziosa), Zilla (il tintinnio), Naama (la bella) sono tre donne dominate dal potere maschilista. Non hanno nessun diritto di parola. Sono sfruttate per la loro bellezza. Il richiamo alla pornografia \u00e8 forte.<br \/>\nMatusael e Mekviael rappresentano il potere dell\u2019avidit\u00e0. \u00c8 una struttura di potere maledetta perch\u00e9 mira a distruggere Dio che ricorda di restituire il mal tolto.<br \/>\nLamech \u00e8 la violenza senza confine e senza alcun limite, \u00e8 la prepotenza che non ammette legge, che si fa giustizia da s\u00e9. La fraternit\u00e0 invece si declina nella comunit\u00e0, anche sapendo identificare i gruppi e le strutture di potere, denunciandolo.<br \/>\nQuesti nomi della Bibbia sono propri di tutti noi. Perch\u00e9 il male non abbia l\u2019ultima parola \u00e8 necessario umanizzare le nostre esistenze. Quando scacceremo dentro di noi i venditori del tempio saremo nuovi. La fraternit\u00e0 \u00e8 il modo elettivo con cui la vita (Dio) entra in quella degli uomini e \u201cfa nuove tutte le cose\u201d.<br \/>\nAl termine dell\u2019incontro, raccolte molte domande, riportate sulla chat del canale YouTube, don Francesco Marcoccio ha ribadito che non sono le parole che contano ma le azioni.<br \/>\nLa conversione si realizza facendo. La sclero- cardia si cura nel vedere l\u2019altro come fratello. Dio non elimina mai la libert\u00e0 della persona. Dio non ha creato Satana. Uno degli antidoti pi\u00f9 forti per superare lo scoramento dato dalla pandemia in atto \u00e8 la Speranza che sa guardare oltre. Una telefonata, per raggiungere anche solo con la voce chi non si pu\u00f2 frequentare per le limitazioni imposte, allunga la vita.<br \/>\nLa fraternit\u00e0 abita la concretezza del quotidiano. \u00c8 in atto un cambiamento d\u2019epoca e non di mentalit\u00e0. La pandemia ha acuito ci\u00f2 che gi\u00e0 c\u2019era prima di questo tempo.<br \/>\nLa soluzione, per superare la depressione di tanti giovani e lo sconforto di tutti, non \u00e8 immediata, occorre il contributo di tutti per uscirne. \u2022<\/p>\n<h3>Sette mesi presso la Marchesa di Barolo<\/h3>\n<p>Mentre l\u2019oratorio di don Bosco nuove i suoi primi passi (Dicembre 1841- ottobre 1844), Torino si avvia a diventare una citt\u00e0 europea.<br \/>\nViene raddoppiata la rete dei canali (1833- 1843), sono costruite tre importanti ferrovie ed \u00e8 autorizzata la Genova \u2013 Novara.<br \/>\nIl progetto pi\u00f9 ambizioso \u00e8 il traforo del Fr\u00e9jus, che avrebbe collegato la citt\u00e0 piemontese all\u2019Europa. L\u201911 aprile 1842 il principe ereditario Vittorio Emanuele, 22 anni, convola a nozze con Maria Adelaide, figlia di Ranieri, vicer\u00e9 austriaco della Lombardia. Al matrimonio viene invitato anche il maresciallo austriaco Radetzky.<br \/>\nLa marchesa Giulia Viturnia Francesca Colbert, vedova Faletti di Barolo, convinta di dover scontare tutti i privilegi degli avi, di origine francese, ghigliottinati ai tempi della rivoluzione, decide di impegnare il suo immenso patrimonio nella costruzione di opere a favore del popolo pi\u00f9 bisognoso.<br \/>\nAccanto al Cottolengo, costruisce il \u201cRifugio\u201d, un istituto che accoglie le donne di strada, apre la casa delle \u201cMaddaleine\u201d, per le ragazze pericolanti, nel 1844 costruisce l\u2019istituto \u2019\u201dOspedaletto di Santa Filomena\u201d per le bambine ammalate e storpie.<br \/>\nDon Giuseppe Cafasso, nell\u2019autunno del 1844, chiama don Bosco e lo manda da don Giovanni Borel, una personalit\u00e0 nella Torino di quel tempo, direttore del Rifugio. Don Bosco e don Borel si conoscevano da tempo. Don Cafasso vuole che don Bosco, mettendosi al servizio della marchesa di Barolo, abbia un lavoro ed uno stipendio, garantiti dalla Marchesa.<br \/>\nDon Bosco rimarr\u00e0 ai servizi della marchesa per sette mesi, occupandosi dei ragazzi e delle tre opere caritative messe in piedi dalla marchesa. Traslocher\u00e0 quando si rende conto che la convivenza tra i suoi ragazzi scalmanati e la marchesa di Barolo non pu\u00f2 durare. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ritiro di Quaresima per i Salesiani Cooperatori \u2013 Ispettoria Adriatica. 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