{"id":9018,"date":"2021-03-19T11:52:15","date_gmt":"2021-03-19T10:52:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=9018"},"modified":"2021-03-19T11:52:15","modified_gmt":"2021-03-19T10:52:15","slug":"ho-perdonato-quel-papa-che-non-ce-mai-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2021\/03\/ho-perdonato-quel-papa-che-non-ce-mai-stato\/","title":{"rendered":"&#8220;Ho perdonato quel pap\u00e0 che non c&#8217;\u00e8 mai stato&#8221;"},"content":{"rendered":"<h2>I ricordi, l&#8217;amarezza e la speranza di Pietro che non ha mai conosciuto suo padre e racconta la sua storia.<\/h2>\n<p>Ognuno di noi, sente naturalmente quel desiderio e quel bisogno di una figura paterna che gli sia di riferimento. Quei bambini lontani dal padre o non riconosciuti, possono vivere la loro situazione con sensi di colpa pi\u00f9 o meno inconsci che potrebbero condurli persino a ritenersi responsabili dell&#8217;abbandono che vivono.<br \/>\nIl loro ragionamento \u00e8 del tipo: &#8220;Se il mio pap\u00e0 non mi ha voluto, significa che io sono cattivo, che non sono bravo come gli altri che invece un pap\u00e0 ce lo hanno&#8221;. La situazione non \u00e8 sempre identica per tutti, ma \u00e8 bene rassicurare costantemente il bambino sul fatto che comunque un padre ci sia, anche se volutamente distante e che la mamma ama il proprio figlio anche per quel pap\u00e0 assente.<br \/>\nIl rapporto fra i genitori tuttavia andrebbe sempre spiegato ai figli, nel momento in cui siano in grado di capire la situazione, usando magari delle metafore che facciano parte del loro linguaggio e della loro realt\u00e0.<br \/>\nSpesso accade che la figura paterna sia sostituita da quella del nonno e ci\u00f2 rientra nella sfera di quel &#8220;pensiero magico&#8221; che caratterizza la fase evolutiva di ogni figlio. \u00c8 necessario considerare inoltre come quel bambino privo del padre abbia un estremo bisogno di sentirsi simile ai propri coetanei. In realt\u00e0, che accade? La teoria corrisponde sempre alla \u201cpratica\u201d? Il racconto che riporto \u00e8 quello di un uomo che pur avendo oggi una propria famiglia, conserva nel cuore, nella sua anima, nella sua mente, la nostalgia e la ricerca del proprio padre biologico.<\/p>\n<p>Sono figlio di una ragazza madre che, come a volte accade, con l\u2019inganno magari di una promessa di matrimonio, ha dato tutta s\u00e9 stessa all&#8217;uomo che amava e poi \u00e8 stata lasciata durante il fidanzamento.<br \/>\nNon sono in grado di dire quanto dur\u00f2 questo loro percorso d\u2019amore. Un giorno, mia madre disse a colui che doveva diventare mio padre che qualcosa in lei era cambiato ed era in attesa di suo figlio. Da quel momento questo giovane divenne \u201cuccel di bosco\u201d e non si fece pi\u00f9 vedere. La povera mamma si ritrov\u00f2 sola a gestire la maternit\u00e0 e non le fu per niente semplice.<br \/>\nA questa delusione e abbandono bisogna che aggiunga il disprezzo della famiglia in cui viveva, gli insulti di nonno che vedeva nella figlia una poco di buono, il disonore della casa. Questi improperi nei confronti di mamma, avvenivano ogni giorno. Nonno, come molti uomini del suo tempo, si rifugiava talvolta nel vino ed \u00e8 facile immaginare le sofferenze che infliggeva a chi gli fosse vicino in quel momento, fino a quando mia madre, offesa ed umiliata, saltava i pasti per trovare rifugio in camera e piangere. La gestazione non fu n\u00e9 facile n\u00e9 serena tanto da richiedere il ricovero ospedaliero per alcuni giorni. Sono nato il 31 agosto del 1965 all\u2019Ospedale di Porto San Giorgio.<br \/>\nAl Battesimo mi posero il nome di Pietro, lo stesso nome del nonno e questo serv\u00ec a far cessare almeno in parte i rimproveri verso mia madre. In quel tempo vivevamo in campagna, avevamo un piccolo podere che non era sufficiente al sostentamento della famiglia. Abitava con noi anche una zia nubile. Lei e la mamma, andavano a \u201cgiornata\u201d per guadagnarsi da vivere ed io rimanevo in casa con il nonno. Ho giocato sempre da solo con quel poco che raccattavo attorno casa e in un mondo che mi inventavo.<br \/>\nNonno non partecipava n\u00e9 si interessava a quello che facevo, perch\u00e9 anche se un po\u2019 rabbonito, mi ha sempre visto e considerato come \u201cil figlio della colpa\u201d. La mamma, dal canto suo, mi ha taciuto il nome di colui che l\u2019aveva resa madre, portando con s\u00e9 nella tomba questo segreto, temendo chiss\u00e0 quale reazione da parte mia. Personalmente non mi sono mai permesso di farle alcuna domanda sull&#8217;argomento&#8221; padre&#8221;. Avevo il timore di riaprire una dolorosa ferita forse rimarginata.<br \/>\nGli anni di Scuola li ho trascorsi bene, in serenit\u00e0. I miei compagni pur sapendo che non avevo un padre presente nella mia vita, non mi hanno fatto pesare il mio stato.<br \/>\nQuando ho ricevuto, come tutti, i sacramenti della Cresima e della Prima Comunione, mi sono sentito un po\u2019 amareggiato. Osservavo gli altri bambini della mia stessa et\u00e0, attorniati dai parenti, dalle loro mamme e dai loro pap\u00e0. Io ero da solo con mia madre anche se i miei buoni padrini, cercavano di darmi forza e consolazione. Ma al cuor non si comanda. Terminata la scuola dell\u2019obbligo ho pensato bene di imparare un buon mestiere che mi qualificasse e che mi rendesse economicamente autonomo. Scelsi un\u2019officina per la lavorazione a mano del ferro battuto ed infissi in alluminio, gestita da valenti artigiani, famosi nel territorio e non solo. Mi trovai subito bene e ad oggi sono ancora con loro dopo quarant\u2019anni di attivit\u00e0.<br \/>\nNel frattempo mi sono sposato felicemente con Elena. Era il 16 aprile del 1994 e il 12 febbraio del 1996 la nostra famiglia \u00e8 stata allietata dall\u2019arrivo di due splendidi maschietti: Luca e Matteo. Diventare padre mi ha fatto provare una gioia indescrivibile che mi ha ripagato di tante sofferenze ed ancora oggi non riesco a comprendere come mio padre abbia potuto rinunciare alla felicit\u00e0 e alla grazia di un figlio nella propria vita.<br \/>\nMamma mi lasci\u00f2 nel dicembre del 1992 all\u2019et\u00e0 di 65 anni mentre la carissima zia, molto pi\u00f9 giovane di lei, \u00e8 nata al Cielo nel 2014 all\u2019et\u00e0 di 76 anni. Spesso i miei figli, conoscendo la mia storia, hanno chiesto alla zia se sapesse chi fosse mio padre, fino a quando un giorno, spontaneamente, lei stessa decise di rivelar quel segreto taciuto per tanti anni.<br \/>\nFinalmente seppero nome cognome del loro nonno. Passarono pochi giorni e zia Maria se ne and\u00f2 all\u2019improvviso. Come poteva la zia sapere? Aveva forse ricevuto in segreto le confidenze di mamma? Quel nome lo avrebbe ricevuto per vie traverse e da chi? I miei figli in seguito, mi riferirono ogni cosa e da quel momento non ebbi pi\u00f9 pace.<br \/>\nQuel padre tante volte immaginato e desiderato, avrei voluto incontrarlo, parlarci, capire il perch\u00e9 della sua scelta per me incomprensibile. Non \u00e8 stato semplice. In un primo momento ho cercato notizie da alcune persone che avrebbero potuto anticiparmi risposte e cos\u00ec attraverso di esse sono giunto alla verit\u00e0. Una foto di mio padre mi \u00e8 stata di conferma. Guardandola, con profonda emozione, ho rivisto i miei lineamenti nei suoi. Non avevo pi\u00f9 dubbi.<br \/>\nHo riflettuto a lungo fino alla decisione definitiva e combattuta di volerlo conoscere. La risposta che ho ricevuto da lui, \u00e8 stata incerta ed evasiva.<br \/>\nHa mandato a parlare con me, al proprio posto, un nipote, a lui molto legato. Alla mia richiesta di un possibile incontro, la replica \u00e8 stata del tutto negativa. Il tono di mio cugino era di fastidio, lo sguardo gelido, il sorriso beffardo. Eppure stavo di fronte ad un mio parente, uno della stessa famiglia a cui comunque appartengo. Avr\u00e0 forse pensato che fossi l\u00ec per avanzare eventuali pretese? Non era questo l\u2019intento, grazie a Dio non ho bisogno alcuno, mi sarebbe bastata soltanto una risposta che confermasse la mia certezza.<br \/>\nGuardo oggi con orgoglio alla mia famiglia con due figli diplomati con ottimi risultati e che hanno trovato lavoro. Anche mia moglie \u00e8 occupata, impegnata nel settore calzaturiero. Sono grato al Signore per tutto il bene che ci dona ogni giorno ed oggi posso affermare senza ombra di dubbio di avere una famiglia serena in cui ci si vuole bene. Quel padre che mi ha negato il riconoscimento non \u00e8 pi\u00f9 fra noi da gennaio 2019. Lo affido alla Misericordia di Dio come certamente avr\u00e0 fatto a suo tempo la mia amata mamma. Ho perdonato quel pap\u00e0 che non mi ha consentito di conoscerlo, che mi \u00e8 mancato e per il quale ho tanto sofferto.<br \/>\nCara mamma, tu che sei in un luogo di verit\u00e0, dove l\u2019alba non conosce tramonto, prega per tutti noi che ti ricordiamo sempre con rimpianto.<br \/>\nContinuiamo a volerti un mondo di bene, in modo speciale i tuoi nipoti che saranno coloro che ti ricorderanno pi\u00f9 a lungo insieme alle famiglie che un domani si formeranno. Come vedi, i tuoi sacrifici, le tue pene, le grandi sofferenze che hai saputo affrontare non sono state vane.<br \/>\nUn pensiero affettuoso e riconoscente va anche a zia Maria che rivelando ai nipoti, quel nome fino allora segreto, mi ha permesso il raggiungimento della verit\u00e0 tanto cercata. Chiedo perdono a mia madre se ho dovuto e potuto ricordare questo suo triste passato ma sapere oggi di chi sia figlio, mi fa stare meglio e in pace con me stesso. Ora so di avere dei parenti stretti anche se per loro sono e rimarr\u00f2 come uno sconosciuto.<br \/>\nMi consola il pensiero che un giorno ci ritroveremo tutti nella casa del Padre e nel nome del Padre ci sentiremo tutti amati, abbracciati e consolati all\u2019infinito.<br \/>\nConcludo il racconto di una parte della mia vita con due riflessioni: finch\u00e9 si vive, non ci abbandonano mai lo sguardo di Dio che tutto vede e conosce e il cuore della mamma che sempre ci segue con amore. La sento accanto a me in ogni istante mia madre e continuer\u00f2 ad amarla fino all\u2019ultimo respiro.<\/p>\n<p>Colui che genera un figlio non \u00e8 ancora un padre, un padre \u00e8 colui che genera un figlio e se ne rende degno. (F\u00ebdor Dostoevskij). \u2022<\/p>\n<p>S.P.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I ricordi, l&#8217;amarezza e la speranza di Pietro che non ha mai conosciuto suo padre e racconta la sua storia. Ognuno di noi, sente naturalmente quel desiderio e quel bisogno di una figura paterna che gli sia di riferimento. 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