{"id":8983,"date":"2021-03-05T10:00:00","date_gmt":"2021-03-05T09:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=8983"},"modified":"2024-11-06T17:22:50","modified_gmt":"2024-11-06T16:22:50","slug":"il-vescovo-il-battesimo-e-lunita-dei-cristiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2021\/03\/il-vescovo-il-battesimo-e-lunita-dei-cristiani\/","title":{"rendered":"Il vescovo, il battesimo e l\u2019unit\u00e0 dei cristiani"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2016, a Lund (Svezia), il 31 ottobre Papa Francesco ha commemorato con i rappresentanti della Federazione Luterana Mondiale due eventi: i 50 anni del dialogo internazionale cattolico-luterano, iniziato ufficialmente all\u2019indomani della conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II (8 dicembre 1965), e i 500 anni della Riforma (31 ottobre 1517 &#8211; 31 ottobre 2017). Proprio in quella stessa citt\u00e0 nel 1952 veniva sancito dalla Conferenza mondiale della Commissione Fede e Costituzione del neonato Consiglio Ecumenico delle Chiese (Amsterdam 1948) un principio decisivo per lo sviluppo del dialogo ecumenico (bilaterale e multilaterale, locale e internazionale), quello stesso principio viene autorevolmente richiamato nel recentissimo Vademecum promulgato dal Pontificio Consiglio per la promozione dell\u2019unit\u00e0 dei cristiani e indirizzato a tutti i vescovi della Chiesa Cattolica: Il vescovo e l\u2019unit\u00e0 dei cristiani: vademecum ecumenico (5 giugno 2020). L\u2019autorevole documento intende mettersi al servizio dell\u2019attuazione di un tratto distintivo del ministero episcopale chiamato ad essere in ogni Chiesa particolare \u00abil principio visibile e il fondamento dell\u2019unit\u00e0\u00bb (LG \u00a7 23; il testo rinvia al celebre assioma attestato da S. Cipriano, \u201cEpiscopus in Ecclesia et Ecclesia in Episcopo\u201d). Andiamo dunque al passaggio saliente del Vademecum:<\/p>\n<p>\u00abLe verit\u00e0 enunciate congiuntamente nel dialogo teologico devono poter trovare un\u2019espressione concreta attraverso un\u2019azione comune nella cura pastorale, nel servizio al mondo e in ambito culturale. Il Direttorio ecumenico afferma che il contributo che i cristiani possono offrire in questi campi della vita umana \u201c\u00e8 pi\u00f9 efficace quando lo danno tutti insieme e quando si vede che sono uniti nell\u2019operare\u201d (\u00a7162). \u201cEssi, quindi\u201d, continua il Direttorio, \u201cdesidereranno compiere insieme tutto ci\u00f2 che \u00e8 consentito dalla loro fede\u201d (\u00a7162). Queste parole fanno eco a un importante principio ecumenico, noto come il principio di Lund, formulato per la prima volta nel 1952 dal Consiglio Ecumenico delle Chiese, secondo il quale i cristiani devono \u201cagire insieme in tutti gli ambiti, eccetto dove profonde differenze di convinzione li obbligano ad agire separatamente\u201d (Terza conferenza mondiale della Commissione Fede e Costituzione). Lavorando insieme, i cattolici iniziano a vivere in profondit\u00e0 e nella fede la comunione che gi\u00e0 sperimentano con gli altri cristiani\u00bb (\u00a7 31).<\/p>\n<p>Il richiamo al principio ecumenico di Lund, recepito dal Decreto Unitatis Redintegratio (1964), dal Direttorio per l\u2019ecumenismo (1993) e ribadito anche dalla Charta Oecumenica per l\u2019Europa (2001), \u00e8 collocato nel paragrafo iniziale della parte del Vademecum dedicata al dialogo della vita per mettere ancora maggiormente in risalto l\u2019ampia e differenziata modalit\u00e0 di attuazione dell\u2019impegno ecumenico nella vita del cristiano e delle Chiese. Nella Prefazione al testo viene ricordato al vescovo che il suo ministero \u00e8 un servizio di unit\u00e0 a tutti i livelli, ivi compreso quello ecumenico. A questo riguardo \u00abil vescovo non pu\u00f2 considerare la promozione della causa ecumenica semplicemente come uno dei tanti compiti del suo ministero diversificato, un compito che potrebbe o dovrebbe essere rimandato davanti ad altre priorit\u00e0, apparentemente pi\u00f9 importanti\u00bb. Ne segue che l\u2019impegno ecumenico del vescovo \u00abnon \u00e8 una dimensione opzionale del suo ministero, bens\u00ec un dovere e un obbligo\u00bb. Che chiarezza! Che responsabilit\u00e0!<br \/>\nAl dialogo della vita \u00e8 strettamente collegato il dialogo della verit\u00e0. In questo campo il vescovo \u00e8 chiamato a servire l\u2019unit\u00e0 dei fedeli cattolici e a prendersi cura anche degli altri fratelli cristiani in vista di un cammino di riconciliazione che sia autentico risanamento delle ferite del passato e progresso verso una comunione sempre pi\u00f9 piena. Il punto di partenza di questo servizio \u00e8 costituito dal riconoscimento della qualit\u00e0 ecclesiale dei fratelli e sorelle di altre Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali (cf Unitatis Redintegratio cap. III). Questa qualit\u00e0 si fonda come dato basilare sull\u2019unit\u00e0 nel battesimo e nella fede. Da qui il compito del mutuo riconoscimento dello stesso battesimo attraverso il dialogo bilaterale (sia locale come internazionale), giovandosi di quanto gi\u00e0 proposto a livello multilaterale dal BEM o Documento di Lima (1982) proposto dalla Commissione Fede e Costituzione del CEC alla recezione da parte delle singole Chiese. Il Vademecum mette a fuoco questo cammino affermando che il dialogo della verit\u00e0 \u00abcondotto a livello nazionale e diocesano pu\u00f2 svolgere un ruolo particolarmente importante riguardo al significato e alla valida celebrazione del battesimo (cfr. DE \u00a794)\u00bb (\u00a7 29).<br \/>\nIl battesimo \u00e8 il vero fondamento anche dell\u2019altra dimensione del cammino ecumenico, il dialogo della carit\u00e0:<br \/>\n\u00abOgni ecumenismo \u00e8 battesimale. Se i cristiani riconoscono tutti gli esseri umani come fratelli e sorelle in virt\u00f9 del loro Creatore comune, riconoscono un legame molto pi\u00f9 profondo con i battezzati di altre comunit\u00e0 cristiane che sono loro fratelli e sorelle in Cristo, conformemente al Nuovo Testamento e ai Padri della Chiesa. Pertanto, il dialogo della carit\u00e0 attiene non solo alla fratellanza umana, ma anche ai legami di comunione istituiti dal battesimo\u00bb (\u00a7 25).<br \/>\nIl contesto ultimo in cui situare l\u2019impegno ecumenico sia del vescovo come del popolo di Dio a lui affidato \u00e8 costituito dalla sinodalit\u00e0 come metodo e stile tanto del ministero episcopale come della vita pastorale delle singole comunit\u00e0 (cf \u00a7 4). \u2022<\/p>\n<p>Mario Florio<\/p>\n<p>Per il testo del Vademecum:<br \/>\n<a href=\"https:\/\/ecumenismo.chiesacattolica.it\/2020\/12\/03\/conferenza-stampa-di-presentazione-del-documento-il-vescovo-e-lunita-dei-cristiani-vademecum-ecumenico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/ecumenismo.chiesacattolica.it\/2020\/12\/03\/conferenza-stampa-di-presentazione-del-documento-il-vescovo-e-lunita-dei-cristiani-vademecum-ecumenico\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2016, a Lund (Svezia), il 31 ottobre Papa Francesco ha commemorato con i rappresentanti della Federazione Luterana Mondiale due eventi: i 50 anni del dialogo internazionale cattolico-luterano, iniziato ufficialmente all\u2019indomani della conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II (8 dicembre 1965), e i 500 anni della Riforma (31 ottobre 1517 &#8211; 31 ottobre 2017). 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