{"id":898,"date":"2013-12-13T15:23:50","date_gmt":"2013-12-13T15:23:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=898"},"modified":"2024-11-06T16:32:12","modified_gmt":"2024-11-06T15:32:12","slug":"i-marchigiani-sono-belli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2013\/12\/i-marchigiani-sono-belli\/","title":{"rendered":"I marchigiani sono&#8230; Belli"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/belli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-899\" alt=\"belli\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/belli-300x134.jpg\" width=\"300\" height=\"134\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/belli-300x134.jpg 300w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/belli-1024x460.jpg 1024w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/belli.jpg 1244w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La citt\u00e0 di Morrovalle ha voluto ricordare Gioachino Belli (Roma, 7 settembre 1791 &#8211; Roma, 21 dicembre 1863) con un convegno, tenutosi domenica 13 ottobre 2013, presso il teatro comunale, presente un nutrito gruppo di studiosi, con una presenza di pubblico modesta. Il sindaco dott. Stefano Montemarani ha ricordato che \u00e8 un vanto per la citt\u00e0 di Morrovalle ospitare un Seminario di cos\u00ec alto profilo e dopo il convegno dedicato al Cardinale Giovanni Minio, ancora una volta, la cittadina marchigiana \u00e8 al centro di un evento culturale di ampia risonanza. <!--more--><\/p>\n<p>L\u2019evento, organizzato dal locale Archeoclub d\u2019Italia nella persona dell\u2019infaticabile dott. ssa Nazzarena Acquaroli Cerone, \u00e8 stato inserito tra le iniziative nazionali volte a ricordare i cento cinquanta anni della morte del poeta chiamato da qualche studioso il \u201cDante di Roma\u201d per aver rappresentato anche se in vernacolo personaggi nobili e gente del popolo con rara efficacia descrittiva. Giuseppe Gioachino Belli era molto legato alle Marche ed in particolar modo a Morrovalle per l\u2019amicizia con la marchesa Vincenza Roberti alla quale dedic\u00f2 numerosi sonetti ed alla quale indirizz\u00f2 molte lettere, oggetto di una graziosa mostra allestita dalla sezione locale dell\u2019Archeoclub d\u2019Italia, presso il palazzo Lazzarini, mostra che \u00e8 possibile visitare dalle ore 16,00 alle 19.00, sabato e domenica, dal 13 al 31 ottobre 2013. A Morrovalle, Belli aveva molti amici e quando poteva vi ritornava, anche per recuperare serenit\u00e0 in un periodo nel quale soffriva di ipocondria.<\/p>\n<p>A Manlio Baleani \u00e8 toccato il compito di illustrare il tema \u201cBelli e le Marche\u201d, oggetto per altro di un interessante libro dello studioso In viaggio nelle Marche con Giuseppe Gioachino Belli. Il poeta romano aveva molti motivi per venire nelle Marche. Aveva sposato Maria Conti, vedova del conte Picchi, di Ancona, che aveva nella Marca estese propriet\u00e0 di terre. Belli vi ritornava spesso per recuperare i crediti e nei suoi viaggi attraversava molte localit\u00e0, ben ventidue che vanno dal Piceno alle cittadine lungo la antica via Flaminia, senza tralasciare i luoghi della Marca maceratese e anconetana. Nel Piceno andava a trovare l\u2019amico Giuseppe Neroni Cancelli (Ripatransone, 19 dicembre 1784 &#8211; San Benedetto del Tronto, 5 marzo 1858), amicizia ricordata da Manuela Martellini nella sua relazione \u201cBelli e Giuseppe Neroni Cancelli\u201d, nel corso del Convegno.<\/p>\n<p>Ogni volta che Belli doveva andare al Nord attraversava sempre la Marca. Teneva un Journal du voyage ed in ogni luogo visitato descriveva ci\u00f2 che mangiava: ad Acqualagna, maccheroni con burro e cacio, a Villa Potenza, la frittata con le salsicce. Viaggiava su carrozze scomode, riempite fino all\u2019inverosimile da vetturali privi di scrupoli, come quelli di oraziana memoria, su strade disastrate, su ponti che, durante la stagione invernale o comunque quando pioveva un po\u2019 pi\u00f9 del solito, crollavano o venivano spazzati via dalle inondazioni dei fiumi. Una volta venne costretto a rimanere per pi\u00f9 giorni in casa di una famiglia di contadini e mangiare quel che c\u2019era perch\u00e9 alle Cervare, una localit\u00e0 di campagna profonda ieri come oggi, tra Morrovalle e Macerata, era crollato il ponte sul Trodica.<\/p>\n<p>Qualche volta incappava in incidenti che rallentavano il viaggio. La carrozza si ribaltava e lasciava sotto qualche ferito. In vita, Gioachino Belli ebbe il privilegio di conoscere ed avvicinare tre Papi di origini marchigiane: Leone XII di Genga, Pio VIII di Cingoli e Pio IX di Senigallia, sui quali scrisse pi\u00f9 di un sonetto. \u201cI colori dell\u2019amore: le poesie per Vincenza Roberti e i sonetti di Morrovalle\u201d, il tema sviluppato dal prof. Pietro Gibellini, docente alla Ca\u2019 Foscari e da Marialuigia Sipioni. La lettura dei sonetti e delle lettere \u00e8 stata affidata alla voce di due attori professionisti: Stefano Messina e Annalisa Di Nola. Quello di Gioachino Belli \u00e8 un Canzoniere amoroso con qualche venatura da \u201cDolce Stil Novo\u201d: la donna angelo che porta la salvezza. \u201cCencia\u201d, come chiama la marchesa Vincenza Roberti, in Perozzi quando si spos\u00f2, \u00e8 pi\u00f9 che bella, passionale ed intelligente, qui sta la forza della donna che sa accendere la passione amorosa in Gioachino Belli.<\/p>\n<p>I sonetti di Morrovalle, circa un centinaio, sono sconci ed irriverenti. Segnano comunque una tappa importante. A Morrovalle il Belli scopre la grandezza del dialetto. D\u2019ora in poi scriver\u00e0 solo in dialetto romanesco, dopo essere stato alla scuola di Carlo Porta, poeta dialettale milanese che conobbe di persona, di cui lesse tutta la produzione poetica. Manzoni, Carlo Porta, Leopardi sono le fonti alle quali il Belli si abbever\u00f2. Oggetto della sua produzione poetica sar\u00e0 il popolo. Scriveva infatti ad introduzione dei suoi sonetti (2.279 i sonetti del Belli): \u201cIo ho deliberato di lasciare un monumento di quello che oggi \u00e8 la plebe di Roma. In lei sta certo un tipo di originalit\u00e0: e la sua lingua, i suoi concetti, l&#8217;indole, il costume, gli usi, le pratiche, i lumi, la credenza, i pregiudizi, le superstizioni, tutto ci\u00f2 insomma che la riguarda, ritiene un&#8217;impronta che assai per avventura si distingue da qualunque altro carattere di popolo\u201d. Marcello Teodonio, presidente del Centro Studi Gioachino Belli di Roma ha dissertato sul tema \u201cGiuseppe Gioachino Belli e Giacomo Leopardi\u201d.<\/p>\n<p>Scriveva Gioachino Belli: \u201cIo qui ritraggo le idee di una plebe ignorante, comunque in gran parte concettosa ed arguta, e le ritraggo, dir\u00f2, col concorso di un idiotismo continuo, di una favella tutta guasta e corrotta, di una lingua infine non italiana e neppur romana, ma romanesca\u201d. Come non trovare analogie, pur se su una diversa lunghezza d\u2019onda, tra alcuni versi della poesia leopardiana: \u201cMa perch\u00e9 dare al sole,\/ perch\u00e9 reggere in vita\/ chi poi di quella consolar convenga&#8230;\u201d (G. Leopardi, Canto Notturno di un pastore errante nell\u2019Asia), con il sonetto di Gioachino Belli \u201cLa vita dell\u2019Omo\u201d: Nove mesi a la puzza: poi in fassciola\/ tra sbasciucchi, lattime e llagrimoni:\/ poi p\u2019er laccio, in ner crino, e in vesticciola,\/ cor torcolo e l\u2019imbraghe pe ccarzoni. \/\/Poi comincia er tormento de la scola,\/ l\u2019abbecc\u00e8, le frustate, li ggeloni,\/ la rosal\u00eda, la cacca a la ssediola,\/ e un po\u2019 de scarlattina e vvormijjoni\u2026.\u201d (G. Belli, la vita dell\u2019omo). Tutti gli interventi del Convegno sono stati magistralmente orchestrati dal moderatore prof. Diego Poli, docente di Linguistica presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Macerata. \u2022<\/p>\n<p>Raimondo Giustozzi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La citt\u00e0 di Morrovalle ha voluto ricordare Gioachino Belli (Roma, 7 settembre 1791 &#8211; Roma, 21 dicembre 1863) con un convegno, tenutosi domenica 13 ottobre 2013, presso il teatro comunale, presente un nutrito gruppo di studiosi, con una presenza di pubblico modesta. Il sindaco dott. 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