{"id":8928,"date":"2021-03-02T11:30:17","date_gmt":"2021-03-02T10:30:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=8928"},"modified":"2021-03-02T11:59:29","modified_gmt":"2021-03-02T10:59:29","slug":"ascolto-e-fragilita-il-monastero-come-grembo-che-accoglie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2021\/03\/ascolto-e-fragilita-il-monastero-come-grembo-che-accoglie\/","title":{"rendered":"Ascolto e fragilit\u00e0, il monastero come &#8220;grembo&#8221; che accoglie"},"content":{"rendered":"<h2>Tante le persone bisognose di dialogo che, nel periodo del Covid, hanno cercato un contatto telefonico con le famiglie monastiche del territorio.<\/h2>\n<p><em>Il poeta tedesco Rilke abit\u00f2 per un certo periodo a Parigi. Per andare all&#8217;Universit\u00e0 percorreva ogni giorno, in compagnia di una sua amica francese, una strada molto frequentata.<\/em><br \/>\n<em>Un angolo di questa via era permanentemente occupato da una mendicante che chiedeva l&#8217;elemosina ai passanti. La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, con la mano tesa e gli occhi fissi al suolo.<\/em><br \/>\n<em>Rilke non le dava mai nulla, mentre la sua compagna le donava spesso qualche moneta.<\/em><br \/>\n<em>Un giorno la giovane francese, meravigliata domand\u00f2 al poeta: \u00abMa perch\u00e9 non dai mai nulla a quella poveretta?\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>\u00abDovremmo regalare qualcosa al suo cuore, non alle sue mani\u00bb, rispose il poeta.<\/em><br \/>\n<em>Il giorno dopo, Rilke arriv\u00f2 con una splendida rosa appena sbocciata, la depose nella mano della mendicante e fece l&#8217;atto di andarsene.<\/em><br \/>\n<em>Allora accadde qualcosa d&#8217;inatteso: la mendicante alz\u00f2 gli occhi, guard\u00f2 il poeta, si sollev\u00f2 a stento da terra, prese la mano dell&#8217;uomo e la baci\u00f2. Poi se ne and\u00f2 stringendo la rosa al seno.<\/em><br \/>\n<em>Per una intera settimana nessuno la vide pi\u00f9. Ma otto giorni dopo, la mendicante era di nuovo seduta nel solito angolo della via. Silenziosa e immobile come sempre.<\/em><br \/>\n<em>\u00abDi che cosa avr\u00e0 vissuto in tutti questi giorni in cui non ha ricevuto nulla?\u00bb, chiese la giovane francese.<\/em><br \/>\n<em>\u00abDella rosa\u00bb, rispose il poeta.<\/em><br \/>\n<em>\u00abEsiste un solo problema, uno solo sulla terra. Come ridare all&#8217;umanit\u00e0 un significato spirituale, suscitare un&#8217;inquietudine dello spirito. \u00c8 necessario che l&#8217;umanit\u00e0 venga irrorata dall&#8217;alto e scenda su di lei qualcosa che assomigli a un canto gregoriano. Vedete, non si pu\u00f2 continuare a vivere occupandosi soltanto di frigoriferi, politica, bilanci e parole crociate. Non \u00e8 possibile andare avanti cos\u00ec\u00bb (Antoine de Saint-Exup\u00e9ry).<\/em><br \/>\n(Bruno Ferrero, L&#8217;importante \u00e8 la rosa)<\/p>\n<p>Significativo il gesto del poeta Rilke pi\u00f9 che mai attuale in questo tempo di pandemia. Profeticamente, il poeta mette in risalto le relazioni che vanno al di l\u00e0 di un bisogno materiale. La rosa ha restituito alla donna dignit\u00e0: solleva il capo, apre gli occhi e guarda l\u2019altro perch\u00e9 la rosa ha sortito l\u2019effetto magico di rendere pari.<br \/>\nLa mendicante non ha pi\u00f9 bisogno di abbassare gli occhi, di nascondersi; si sente persona guardata, amata e vive di rendita per una settimana.<br \/>\nSi potrebbe dare un prosieguo al racconto, fantasticando, immaginando che a turno ci siano persone pronte a regalare la rosa ad una donna dal volto anonimo e renderla felice. Durante la pandemia del 2020, gli italiani sui balconi hanno cercato relazioni- scoprendone il valore ed il bisogno- con una creativit\u00e0 senza pari perch\u00e9 \u00e8 iscritto nel DNA di ogni persona una \u201cfame\u201d di \u201cRELAZIONI\u201d nell\u2019ambito della quale sovvenire- come si pu\u00f2- alle altrui necessit\u00e0, in spirito di vera solidariet\u00e0.<br \/>\nPapa Francesco, fin dall\u2019inizio del suo ministero petrino, ci ha esortato a non avere timore della bont\u00e0, della tenerezza (19 marzo 2013).<br \/>\nNon solo bont\u00e0, non solo amore, anche tenerezza. Che cosa aggiunge la tenerezza all\u2019amore?<br \/>\nIl tocco del gratuito, un sorriso, una carezza \u2026 Noi siamo creati e guariti dalla tenerezza di Dio che ci abbraccia nella carne umanissima di Ges\u00f9 e siamo inviati come messaggeri\/messaggere della sua tenerezza.<br \/>\n\u201cOggi la gente \u2013 osserva Papa Francesco \u2013 ha bisogno certamente di parole, ma soprattutto che noi testimoniamo la misericordia, la tenerezza del Signore che scalda il cuore, che risveglia la speranza, che attira verso il bene (&#8230;) La diffusione del Vangelo non \u00e8 assicurata n\u00e9 dal numero delle persone (\u2026) ma solo dalla tenerezza e dall\u2019amore di Cristo\u201d (Omelia del 7 luglio 2013)<br \/>\nA partire dal proprio ambiente, dalla cura verso chi ci \u00e8 accanto per poi passare alle relazioni esterne!<br \/>\nPossiamo davvero confermare ci\u00f2 che dice il Papa perch\u00e9 davvero siamo prese \u201cd\u2019assalto\u201d dalle tante telefonate- soprattutto in questo tempo difficile di pandemia- di persone bisognose di ascolto, di dialogo, di consegna dei loro affanni, di richiesta di preghiera. Pur nelle debite restrizioni, non manca la fantasia dello Spirito Santo che ci fa comunicare lo stesso, che fa incontrare dei cuori da un capo all\u2019altro del telefono in un arricchimento reciproco.<br \/>\nIn tempi normali, dialoghi anche \u201cin presenza\u201d o giorni trascorsi in monastero per ritrovarsi e ricaricarsi.<br \/>\nLa vicinanza a tutti, fino ad arrivare ad aprire con la chiave della preghiera e dello scritto le porte del carcere e raggiungere quel fratello in particolare che \u00e8 nel salutare tormento della coscienza.<br \/>\nPer ognuno c\u2019\u00e8 una \u201crosa\u201d da donare , quel buon \u201cprofumo di Cristo\u201d che avvolge nella speranza e risana. Per farsi carico occorre diventare simili a Ges\u00f9 e lasciarci abitare dal suo Spirito per vedere le persone e le cose come le vede Lui, con il suo sguardo luminoso, con il suo fremito di compassione e la sua infinita tenerezza.<br \/>\nIl \u201cfremito\u201d del cuore fa allargare la vista e nel nostro piccolo anche a condividere ci\u00f2 che la Provvidenza ci dona col sorriso che permette all\u2019anima di respirare.<br \/>\nIl Monastero allora diventa \u201cgrembo\u201d che accoglie e testimonia la tenerezza di Dio, come ci \u00e8 stato confermato dai nipoti di una nostra cara consorella che da poco ha compiuto 99 anni.<br \/>\nNel biglietto- pergamena che accompagna una bella pianta come dono, cos\u00ec le hanno scritto: \u201cAlla nostra cara zia Sr. Giustina, buon compleanno(\u2026)<br \/>\nA te che sei nostro faro e che con la vita ci hai fatto comprendere il modo di fare di Dio\u201d. \u2022<\/p>\n<p><strong>La Famiglia monastica Benedettina di Fermo<\/strong><\/p>\n<p>Leggendo le parole di Papa Francesco: &#8220;&#8230;di fronte a una sfida che non conosce confini non si possono erigere barriere. Siamo tutti nella stessa barca. Ogni persona \u00e8 mio fratello. In ciascuno vedo riflesso il volto di Dio e in quanti soffrono scorgo il Signore che chiede il mio aiuto &#8221; (Benedizione Urbi et Orbi, 25\/12\/2020).<br \/>\nCi siamo sentite spronare a vivere con pi\u00f9 intensit\u00e0 in questo lungo tempo di pandemia del Coronavirus. Come comunit\u00e0 monastica dopo un primo momento di smarrimento e di paura di fronte a questa grande tragedia che ha colpito non solo l&#8217;Italia, ma il mondo intero, ci siamo interrogate: che cosa possiamo fare? La parola di Papa Francesco era chiara: non isolamento e chiusura, ma farci carico, prenderci cura nel modo proprio della nostra vocazione. La risposta \u00e8 stata:entriamo in pienezza nella nostra vita! L&#8217;Unione con Dio nella preghiera e in Lui la vicinanza forte con i malati, i medici, gli infermieri, tutto il personale sanitario, i sacerdoti malati e morti, i familiari dei malati, i bambini chiusi in casa&#8230; Abbiamo sentito tutti come fratelli nostri di cui farci carico ad esempio del Buon Samaritano nella parabola di Lc 10; con la preghiera, per chiedere la guarigione di ciascuno; saper dare conforto, forza nella lotta con il Virus. Concretamente abbiamo donato qualche Adorazione Eucaristica comunitaria in pi\u00f9 e nella chiusura totale del lockdown abbiamo sperimentato la vicinanza con tutti i sofferenti e i malati. Alcuni nostri familiari sono stati colpiti dal virus anche in modo grave e ce l&#8217;hanno fatta.<br \/>\nAltri, amici, conoscenti, sacerdoti non l&#8217;hanno superato. Ci siamo sentite vicine e solidali con tutti, in una maniera unica, molto forte che ci ha fatto sperimentare la vera comunione che viene da Dio. Questa grande e sofferta esperienza ci ha fatto guardare alla nostra vita monastica con occhi nuovi, grate al Signore per il dono di questa vocazione che ci chiama a prenderci cura dei nostri fratelli e sorelle. Egli ci invita a combattere il &#8220;virus&#8221; dell&#8217;individualismo e a mettere al di sopra di tutto la legge dell&#8217;amore l&#8217;unica che ci apre alla speranza che questo sogno si possa avverare.<br \/>\nSe io, tu, noi tutti iniziamo, certamente si avverer\u00e0. \u2022<\/p>\n<p><strong>M. Stefania osb, Monastero &#8220;Santa Caterina v.m.&#8221; &#8211; Monte S. Martino<\/strong><\/p>\n<p>Stiamo vivendo, ormai da diversi mesi, una situazione che non pu\u00f2 non interrogarci. Abbiamo sperimentato la distanza, gli incontri cancellati, la difficolt\u00e0 del ritrovarci, il dover cercare modalit\u00e0 nuove per rimanere in contatto.<br \/>\nAbbiamo incontrato numerosi ostacoli che in un primo tempo ci hanno disorientato, ma poi ci siamo dette che era necessario non lasciarsi bloccare e cercare di superare la distanza che il distanziamento come norma per contrastare il virus imponeva, con un supplemento di \u201dattenzione\u201d.<br \/>\nAttenzione vuole dire accorgersi e farsi carico dei passi, a volte faticosi, di chi vive accanto a noi o di chi incontriamo lungo i sentieri delle nostre giornate.<br \/>\nL\u2019accoglienza, l\u2019ascolto e la vicinanza non possono improvvisarsi, richiedono un cammino personale.<br \/>\nSolo se ci facciamo attenti alla Parola di Dio, ci lasciamo \u201cinvadere\u201d dai sentimenti di Cristo, possiamo entrare in sintonia con lo Spirito che ci suggerisce gesti di unit\u00e0 che ci fanno superare le distanze e che abbattono le barriere.<br \/>\nIn concreto, abbiamo vissuto questo tempo, facendo ancora di pi\u00f9 della preghiera il punto focale e la sorgente per fare in modo che il silenzio e la distanza imposte dalla situazione fossero vissute con la consapevolezza di una vicinanza. Ci siamo sentite in qualche modo parte di tutto il dolore che i nostri fratelli e le nostre sorelle nel mondo hanno dovuto affrontare. Attraverso il telefono abbiamo fatto sentire la nostra presenza ad alcune persone che nella loro carne hanno affrontato il combattimento con questo nemico terribile.<br \/>\nIl virus ha contribuito anche a creare situazioni di povert\u00e0 e di disagio alle quali abbiamo cercato di rispondere, nei limiti delle nostre possibilit\u00e0, donando insieme ai beni di prima necessit\u00e0, una parola di comprensione, uno spazio di ascolto per ridonare speranza e far riprendere il cammino.<br \/>\n\u201cPeggio di questa crisi c\u2019\u00e8 solo il dramma di sprecarla\u201d, \u00e8 il monito di Papa Francesco che vorremmo divenisse la guida per proseguire in questo cammino faticoso. Una certezza ci sostiene: non siamo soli, sulla nostra piccola barca, in mezzo al mare in tempesta, il Signore \u00e8 presente (apparentemente sembra dormire\u2026 ma c\u2019\u00e8!). \u2022<\/p>\n<p><strong>Monastero Benedettine \u201cS. Caterina\u201d S. Vittoria in Matenano<\/strong><\/p>\n<p>Nel nostro Monastero, abbiamo sempre l&#8217;occasione di accogliere la gente che ha bisogno di una parola di incoraggiamento ed anche di preghiere per i loro bisogni ma, dato che c&#8217;\u00e8 in giro questa pandemia cos\u00ec pericolosa, si limitano solo a fare richieste di preghiere e aiuti spirituali per telefono. Anche finora c&#8217;\u00e8 tanta gente affamata con la quale condividiamo quel poco di vitto che abbiamo e vanno via contentissimi. In questo mondo siamo tutti fratelli di un unico padre che \u00e8 nei cieli. \u2022<\/p>\n<p><strong>Monastero Benedettine, Monte San Giusto<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tante le persone bisognose di dialogo che, nel periodo del Covid, hanno cercato un contatto telefonico con le famiglie monastiche del territorio. Il poeta tedesco Rilke abit\u00f2 per un certo periodo a Parigi. Per andare all&#8217;Universit\u00e0 percorreva ogni giorno, in compagnia di una sua amica francese, una strada molto frequentata. 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