{"id":8925,"date":"2021-03-02T10:30:39","date_gmt":"2021-03-02T09:30:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=8925"},"modified":"2021-03-02T11:59:38","modified_gmt":"2021-03-02T10:59:38","slug":"abbiamo-bisogno-di-aiutarci-reciprocamente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2021\/03\/abbiamo-bisogno-di-aiutarci-reciprocamente\/","title":{"rendered":"&#8220;Abbiamo bisogno di aiutarci reciprocamente&#8221;"},"content":{"rendered":"<h2>Madre M. Cecilia: &#8220;Importante recuperare fiducia nel futuro. Ci \u00e8 sempre data un&#8217;opportunit\u00e0, anche di fronte a situazioni devastanti&#8221;<\/h2>\n<p>Altro che parentesi, il Covid continua a parlarci. Insiste nella sua non gradita permanenza in mezzo a noi. Impensabile, dunque, tornare alla societ\u00e0 e alla Chiesa di prima. Ci \u00e8 chiesto di ricostruire, anzi \u00abcostruire sognando\u00bb una nuova societ\u00e0 e una nuova Chiesa. Di certo non possiamo dimenticare tre cose:<\/p>\n<p><strong>La piazza vuota di San Pietro<\/strong><\/p>\n<p>Non possiamo dimenticare Papa Francesco, il \u201cdolce Cristo in terra\u201d -secondo la bellissima espressione di Santa Caterina- attraversare, claudicante, la piazza vuota di San Pietro in una serata di pioggia per pregare per il mondo intero, davanti a quel crocifisso ligneo bagnato di pioggia e all&#8217;icona della Vergine Salus Populi Romani.<br \/>\nIl suo volto sofferente, implorante\u2026 un\u2019aria strana, un silenzio quasi \u201cpesante\u201d.<br \/>\nAppiccicati alla TV, abbiamo seguito \u2013passo passo- quel momento in cui \u201cMos\u00e9\u201d alzava le braccia al cielo e noi con lui, come Cur ed Aronne, a sostenerlo\u2026 a distanza, ma all\u2019unisono nei sentimenti!<\/p>\n<p><strong>Le bare sui carri<\/strong><\/p>\n<p>Come dimenticare l&#8217;angosciante fila di camion piene di bare?<br \/>\nSconcertante scenario!<br \/>\nIl pensiero va ai morti senza un saluto, una carezza; alle famiglie nella morsa della sofferenza che vedono partire il loro congiunto \u201cscomparso\u201d , \u201csottratto\u201d ai loro occhi e al loro affetto!<br \/>\nNon possiamo dimenticare!!!!<\/p>\n<p><strong>La lettera della bambina al virus<\/strong><\/p>\n<p>Folgorante la lettera che una bambina- pi\u00f9 matura degli adulti- ha scritto al virus.<\/p>\n<p><em>\u201cCaro virus, per colpa tua non ho pi\u00f9 visto il mio amico del cuore, i miei compagni di classe e il parco.<\/em><br \/>\n<em>Mi hai privato dei giochi all&#8217;aperto, della bici&#8230; della scuola ma non dei compiti. Mi hai tolto la merenda con i miei compagni di classe e la ricreazione&#8230;<\/em><br \/>\n<em>Mi hai letteralmente rinchiusa in casa, mi sono sentita in punizione come quando faccio arrabbiare la mamma&#8230; Ma nonostante ci\u00f2 ti devo ringraziare.<\/em><br \/>\n<em>Mi hai ridato i miei genitori. Adesso faccio colazione con loro, pranziamo e ceniamo insieme.<\/em><br \/>\n<em>La mamma non \u00e8 pi\u00f9 nervosa e pap\u00e0 apparecchia e sparecchia, ed \u00e8 pi\u00f9 affettuoso con la mamma e con me. Adesso facciamo tante cose tutti insieme, e quando ognuno di noi termina i compiti giochiamo con il nostro cane. Anche lui \u00e8 pi\u00f9 felice e non morde pi\u00f9 il telecomando per farci dispetto. lo dormo meglio, non vedo pi\u00f9 i fantasmi e quando sono nervosa non mi scappa pi\u00f9 la pip\u00ec a letto. Se ora vai via, io ti perdono&#8230; Ciao virus.\u201d Lorenza<\/em><\/p>\n<p>Sullo stile della lettera di Lorenza, anche noi, rivolgendoci al virus, potremmo dire: \u201cCaro virus, riusciremo a custodire quello che abbiamo imparato in questo tempo cos\u00ec duro e faticoso? Riusciremo a custodire ci\u00f2 che \u00e8 essenziale, a distinguere tra ci\u00f2 che ci disumanizza e quello che ci affratella, come veri figli di Dio? Se sar\u00e0 cos\u00ec, se per noi non sar\u00e0 una parentesi, allora insieme con Lorenza forse un giorno, se andrai via, ti potremo perdonare\u201d.<\/p>\n<p>Lorenza, ci ha insegnato a vedere il positivo nel caos di questi giorni: l\u2019alfabeto degli affetti a casa sua!<br \/>\nAvere cura degli altri, in primis nel proprio ambiente familiare dal quale tante volte si scappa : lo abbiamo imparato? Ci guardiamo di pi\u00f9 negli occhi? Ci accorgiamo della presenza degli altri di casa e del loro valore? Ci sorridiamo? Ci sono gesti di affetto e di premura?<br \/>\n\u00c8 il momento di ripensare la vita e la morte, prenderci cura di noi e degli altri,<br \/>\nprendersi cura della casa, del corpo, degli affetti.<br \/>\nSiamo stati invece abitati dall\u2019ansia di essere stati deprivati&#8230; non so di che. Un vuoto diventato insopportabile. Nei nostri ambienti ecclesiali si \u00e8 parlato spesso di \u00abclausura forzata\u00bb e raramente di \u00abtempo di grazia\u00bb, anche se nel dolore. Non siamo stati migliori degli altri. Deprivati, abbiamo cercato di riempire. Siamo passati dall&#8217;ansia di tanti impegni all\u2019angoscia di giorni da \u201cdisoccupati\u201d.<br \/>\nEcco allora \u201cpacchetti\u201d in streaming e presenza sui social: celebrazioni, incontri e via dicendo, riempiendo gli spazi vuoti con dei pieni virtuali e non siamo stati capaci di stare davanti a noi stessi, misurandoci con il vuoto che ci invitava a fare verit\u00e0 su chi siamo, su quale Chiesa vogliamo essere, su cosa il Signore voglia dirci.<br \/>\nAnche noi siamo chiamati a discernere i segni dei tempi, a cogliere quale appello dello Spirito ci viene rivolto.<br \/>\nQuale trasloco profetico siamo costretti a fare? In cosa consiste l\u2019essenziale che si riassume nella \u00abParola\u00bb? Non \u00e8 forse l\u2019AMORE, l&#8217;unica cosa che conta nella vita?<br \/>\nUna parola tanto banalizzata, ora improvvisamente importante e fondamentale in questo tempo di lutto degli affetti! Senza questa \u00abParola\u00bb non c&#8217;\u00e8 vita, non c&#8217;\u00e8 fede, non c&#8217;\u00e8 speranza.<\/p>\n<p><em>\u201cQuando la tempesta sar\u00e0 finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c\u2019\u00e8 dubbio. Ed \u00e8 che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi \u00e8 entrato.\u201d<\/em><br \/>\nHaruki Murakami<\/p>\n<p>Siamo una societ\u00e0 senza speranza. Allora, occorre innanzitutto la fiducia.<br \/>\nDare fiducia alla vita nasce soprattutto dalla fiducia in Dio!<\/p>\n<p><em>&#8220;Siate lieti nella speranza,<\/em><br \/>\n<em>costanti nella tribolazione,<\/em><br \/>\n<em>perseveranti nella preghiera&#8221;<\/em><br \/>\nRm 12,12<\/p>\n<p>Le precedenti societ\u00e0, anche quella precedente la nostra della guerra e del dopo-guerra, vivevano il futuro come una promessa, come un&#8217;opportunit\u00e0; pur avendo vissuto una crisi tremenda, si sperava in una rinascita, si aveva fiducia nel futuro.<br \/>\nNoi gi\u00e0 prima del Covid non avevamo pi\u00f9 fiducia nel futuro, anzi lo vedevamo come una minaccia.<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno di aiutarci reciprocamente a recuperare fiducia nel futuro: ci \u00e8 sempre data un&#8217;opportunit\u00e0, anche di fronte a situazioni devastanti.<br \/>\nDobbiamo essere \u201ccontagiatori di fiducia, di gioia e speranza\u201d: oggi pi\u00f9 che mai ne abbiamo bisogno.<\/p>\n<p>Diffondere ci\u00f2 che Papa Francesco ama chiamare \u00abil contagio della speranza\u00bb (Messaggio Urbi et Orbi, 12 aprile 2020) con gesti di cura, affetto, gentilezza e compassione, pi\u00f9 contagiosi dello stesso coronavirus.<\/p>\n<p>A questo siamo chiamati oggi, per essere all&#8217;altezza dei nostri tempi.<br \/>\nUna persona \u00e8 pensabile solo in relazione; e le relazioni sono vitali, non secondarie; non sono un optional, sono essenziali per vivere: siamo stati creati per essere in comunione!<br \/>\nMolto si discute se la societ\u00e0 post-Covid sar\u00e0 migliore di quella di prima, se sar\u00e0 tale e quale o forse addirittura peggiore: sta qui la nostra \u201cgrinta\u201d nel vedere ed intraprendere nuove strade, non dettate da rassegnazione, ma viste come svolte.<\/p>\n<p><em>\u201cQuando ci sentiamo affranti e deboli, tutto ci\u00f2 che dobbiamo fare \u00e8 aspettare. La primavera torna, le nevi dell\u2019inverno si sciolgono e la loro acqua ci infonde nuova energia.\u201d<\/em><br \/>\nPaulo Coelho<\/p>\n<p>Aspettare come le vergini prudenti, fornite di olio nella lampada: un\u2019attesa sapiente ed operosa!<br \/>\nLa crisi sicuramente ci ha fatto scoprire che certe cose non erano poi cos\u00ec essenziali, ci ha liberati da certe pretese, ci ha insegnato ad essere pi\u00f9 riconoscenti, ci ha fatto scoprire che nella societ\u00e0 la capacit\u00e0 di relazione si era ridotta perch\u00e9 al primo posto c\u2019erano le cose e non le persone.<br \/>\nEravamo una societ\u00e0 che viveva al di sopra delle proprie possibilit\u00e0, esagerata nel consumo dell&#8217;energia rispetto alle forze del pianeta: siamo chiamati all\u2019essenziale e alla condivisione!<br \/>\nCome ha notato Papa Francesco, \u00abla solidariet\u00e0 oggi \u00e8 la strada da percorrere verso un mondo post-pandemia, verso la guarigione dalle nostre malattie interpersonali e sociali\u00bb \u00e8 \u00abuna strada per uscire migliorati dalla crisi\u00bb (cfr. Udienza Generale, 2 settembre 2020)<\/p>\n<p><em>\u201cSi diventa fratelli quando si avverte che il dolore dell\u2019altro ci tocca nel profondo, tanto da ospitarvi la sua fragilit\u00e0 e la sua speranza\u201d<\/em><br \/>\nI. Punzi<\/p>\n<p>Occorre curare la propria spiritualit\u00e0, che va oltre il semplice \u00abandare a messa\u00bb.<br \/>\nLa spiritualit\u00e0 \u00e8 fatta di interiorit\u00e0, di domande, di pensiero, di silenzio, di stupore. Se non la curiamo, la fede cristiana, pian piano, svanisce. I pozzi che ci nutrono e dissetano, capaci di portare acqua zampillante a tutti sono l&#8217;Eucaristia, la Parola, i fratelli, cio\u00e8 la comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Dobbiamo generare \u00abnon una Chiesa che va in chiesa, ma una Chiesa che va a tutti\u00bb: \u201cUna Chiesa in uscita\u201d, come dice Papa Francesco.<br \/>\nPapa Francesco pi\u00f9 volte ci ha detto, a iniziare dalla Evangelii gaudium, che non bisogna occupare spazi ma creare processi: aiutare le persone a camminare verso obiettivi comuni.<\/p>\n<p>\u201cLa globalizzazione dell&#8217;indifferenza continuer\u00e0 a minacciare e a tentare il nostro cammino&#8230; Che ci trovi gli anticorpi necessari della giustizia, della carit\u00e0 e della solidariet\u00e0\u201d (\u2026) \u201cNon abbiamo paura \u2013 conclude &#8211; di vivere l&#8217;alternativa della civilt\u00e0 dell&#8217;amore, che \u00e8 &#8220;una civilt\u00e0 della speranza: contro l&#8217;angoscia e la paura, la tristezza e lo scoraggiamento, la passivit\u00e0 e la stanchezza&#8221;.<br \/>\nLa civilt\u00e0 dell&#8217;amore si costruisce ogni giorno, ininterrottamente. Richiede l&#8217;impegno di tutti. Essa presuppone, quindi, una comunit\u00e0 impegnata di fratelli\u201d (Documento, Pandemia e fraternit\u00e0 universale)<\/p>\n<p>Andr\u00e0 tutto bene?<br \/>\nSenza l\u2019impegno di tutti e il senso di responsabilit\u00e0 di ognuno, si rischia di non andare da nessuna parte.<br \/>\nDecidiamo allora come vivere in questo tempo, nella certezza che Dio \u00e8 con noi e che- uniti- possiamo vincere! \u2022<\/p>\n<p>Madre M. Cecilia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Madre M. Cecilia: &#8220;Importante recuperare fiducia nel futuro. Ci \u00e8 sempre data un&#8217;opportunit\u00e0, anche di fronte a situazioni devastanti&#8221; Altro che parentesi, il Covid continua a parlarci. Insiste nella sua non gradita permanenza in mezzo a noi. Impensabile, dunque, tornare alla societ\u00e0 e alla Chiesa di prima. 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