{"id":8919,"date":"2021-03-02T08:36:23","date_gmt":"2021-03-02T07:36:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=8919"},"modified":"2024-11-06T16:46:19","modified_gmt":"2024-11-06T15:46:19","slug":"il-vaccino-del-cuore-la-cura-del-prossimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2021\/03\/il-vaccino-del-cuore-la-cura-del-prossimo\/","title":{"rendered":"Il vaccino del cuore? La cura del prossimo"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019ultima Enciclica Fratelli Tutti, papa Francesco pone la parabola del buon Samaritano come \u00abicona illuminante\u00bb capace di discernere il nostro agire e di rappresentare, allo stesso tempo, un importante modello sociale e civile per la ricostruzione di una rinnovata vita sociale e personale. Nell\u2019agire caritatevole del buon Samaritano, il pontefice ritrova alcuni movimenti esistenziali necessari per dare vita ad un agire morale e sociale improntato sulla cura e sul prendersi cura. Essi sono rappresenti dall\u2019\u00abuscita da se stessi\u00bb, dall\u2019\u00abincontro con il \u201cvolto\u201d dell\u2019altro\u00bb, e, infine, dalla prassi del \u00abprendersi cura\u00bb di chi \u00e8 malato e nel bisogno. Tuttavia, tale movimento esistenziale si scontra, secondo il pontefice, con una cultura contemporanea dominata purtroppo da un \u00abanalfabetismo della cura\u00bb, dove si \u00e8 incapaci di \u00abuscire da se stessi\u00bb e dedicare tempo e cura a chi soffre. \u00abDiciamolo \u2013 si legge in Fratelli Tutti al n. 64 \u2013 siamo cresciuti in tanti aspetti, ma siamo analfabeti nell\u2019accompagnare, curare e sostenere i pi\u00f9 fragili e deboli delle nostre societ\u00e0 sviluppate\u00bb. Il progresso tecno-scientifico ha certamente allargato molteplici spazi di libert\u00e0 e ha ampliato le fonti della nostra conoscenza, ma, forse, non ci ha permesso di migliorare il linguaggio e la prassi del \u00abcurare e prendersi cura\u00bb.<br \/>\nLa celebrazione della XXIX Giornata Mondiale del Malato, che si \u00e8 tenuta l&#8217;11 febbraio 2021, \u00e8 l\u2019occasione opportuna per riflettere sul valore del \u00abprendersi cura del sofferente e del malato\u00bb e, allo stesso tempo, per recuperare il senso profondo dell\u2019esistenza umana. A tale scopo, la presente riflessione si muove, dapprima, nel considerare il valore antropologico e filosofico della cura, per poi determinare la \u00abdifferenza cristiana della cura proximi\u00bb, e concludere con alcune considerazioni sul rapporto tra cura e prendersi cura nel contesto della cura medica.<\/p>\n<p><strong>Il mito di \u00abCura\u00bb<\/strong><br \/>\nNel suo Liber Fabularum il mitografo Igino, un autore latino del secondo secolo dopo Cristo, tramanda un racconto che merita di essere riportato per intero, poich\u00e9 permette, a nostro avviso, di ripensare in profondit\u00e0 il senso e il valore dell\u2019atto del curare.<\/p>\n<p><em>La \u00abCura\u00bb, mentre stava attraversando un fiume, scorse del fango cretoso; pensierosa, ne raccolse un po\u2019 e incominci\u00f2 a dargli forma. Mentre \u00e8 intenta a stabilire che cosa avesse fatto, interviene Giove. La \u00abCura\u00bb lo prega di infondere lo spirito a quello che aveva formato. Giove acconsente volentieri. Ma quando la \u00abCura\u00bb pretese di imporre il suo nome a ci\u00f2 che ave- va formato, Giove glielo proib\u00ec e pretendeva che fosse imposto il proprio. Mentre la \u00abCura\u00bb e Giove disputavano sul nome, intervenne anche la Terra, reclamando che a ci\u00f2 che era stato formato fosse imposto il proprio nome, perch\u00e9 gli aveva dato una parte del proprio corpo. I disputanti elessero Saturno a giudice. Il quale comunic\u00f2 loro la seguente equa decisione: \u00abTu, Giove, poich\u00e9 hai dato lo spirito, alla morte riceverai lo spirito; tu, Terra, poich\u00e9 hai dato il corpo, riceverai il corpo. Ma poich\u00e9 fu la Cura che per prima diede forma a questo essere, fintanto che esso vivr\u00e0 lo possieda la Cura. Poich\u00e9 per\u00f2 la controversia riguarda il suo nome, si chiami homo poich\u00e9 \u00e8 fatto di humus (Terra).<\/em><\/p>\n<p>Questo piccolo mito, come sostiene Warren Reich, pioniere della bioetica nordamericana, \u00e8 servito, pi\u00f9 di qualunque altra fonte, a plasmare l\u2019idea di cura in psicologia, filosofica, etica. Il linguaggio mitico \u00e8 un linguaggio originario: il mito colpisce per la sua capacit\u00e0 di rimandare ad una verit\u00e0 profonda concernente il senso ultimo delle cose, di farlo in un modo sempre nuovamente interessante, senza cio\u00e8 mai esaurire completamente ci\u00f2 di cui parla, alla maniera di un concetto o di una formula. Come ben suggerisce Paul Ricoeur, i miti continuamente \u00abdanno da pensare\u00bb. In questo senso, il mito di Cura dice qualcosa di fondamentale circa il senso dell\u2019esperienza umana come esperienza del reciproco prendersi cura. Esso riflette infatti una profonda comprensione della natura umana e fornisce, al tempo stesso, una chiave interpretativa della tensione profonda che attraversa l\u2019esistenza. Emerge infatti l\u2019idea che la cura \u00e8, in un certo senso, il punto di contatto fra divino e umano, tra l\u2019elemento corporeo e l\u2019elemento spirituale. Cura, quale principio formante, mantiene l\u2019essere umano fatto di terra e spirito in una unit\u00e0 sempre sfuggente. Nel suo \u00abmantenere la presa\u00bb su entrambi gli elementi costitutivi, Cura guarisce il male radicale dell\u2019uomo, la separazione, e assicura il bene grande, sebbene instabile, dell\u2019unit\u00e0.<br \/>\nIn questo orizzonte, il \u00abcurare\u00bb, inteso come sollecito \u00abprendersi cura di\u00bb, sembra essere qualcosa di pi\u00f9 di un elemento tra gli altri nella descrizione dell\u2019esperienza umana. Esso rappresenta piuttosto una struttura fondamentale, archetipa, dalla quale l\u2019etica spontaneamente sgorga. In questo senso, essere al mondo significa prenderci cura di qualcosa\/qualcuno. Ma ci\u00f2 di cui dobbiamo prenderci cura non \u00e8 soltanto il mondo delle cose. Il destino dell\u2019uomo, la sua vocazione, la natura stessa dell\u2019uomo e della vita \u00e8 la voce che lo chiama a prendersi cura dell\u2019altro, ad essere-per-gli-altri, a riconoscere il volto del sofferente, ad accogliere l\u2019epifania dell\u2019alterit\u00e0 che viene a noi nell\u2019incontro con persone malate, fragili, bisognose.<\/p>\n<p><strong>La differenza cristiana: la \u00abcura proximi\u00bb<\/strong><br \/>\nOltre al piano mitologico e filosofico, la cura ha trovato una sua particolare declinazione nella tradizione cristiana come insieme di pratiche che potremmo raggruppare sotto l\u2019espressione \u00abcura proximi\u00bb. Essa si riferisce essenzialmente alla cura delle persone in difficolt\u00e0 al fine di ritrovare la propria salute spirituale, mentale o fisica. La cura per il prossimo diviene in tal modo la \u00abdifferenza cristiana\u00bb scaturita dalla salvezza operata da Cristo. In effetti, nel mondo classico pagano non vi era nessuno stimolo a vivere uno stile caritatevole. Differentemente dai popoli pagani, il cristianesimo ha invece promosso gesti gratuiti di carit\u00e0 e di cura verso i malati e i bisognosi, trasformando l\u2019assistenza ai malati nell\u2019esperienza della mediazione della tenerezza e della compassione divina. Secondo lo storico della medicina Henry E. Sigerist, la fede cristiana ha affermato:<br \/>\n<em>il pi\u00f9 rivoluzionario e decisivo cambiamento nell\u2019attenzione della societ\u00e0 verso i malati. Il cristianesimo si affacci\u00f2 al mondo come la religione della guarigione, come il gioioso vangelo del Redentore e della Redenzione. Esso si rivolse ai diseredati, ai malati e agli afflitti, promettendo loro guarigione e ristoro sia spirituali che fisici. Visitare gli ammalati e i poveri della comunit\u00e0 divenne un obbligo per il cristiano. Lo status sociale dell\u2019uomo malato divenne totalmente diverso rispetto a quello che occupava prima. Cos\u00ec egli assunse una posizione di rilievo che, da allora in poi, non avrebbe pi\u00f9 cambiato.<\/em><\/p>\n<p>Il fondamento cristologico della cura rintracciabile nei numerosi racconti evangelici di guarigione operati da Ges\u00f9, la feconda circolarit\u00e0 ermeneutica delineata dalle categorie di salute\/salvezza, la dottrina dell\u2019imago Dei, determinano una \u00abdifferenza cristiana\u00bb capace inoltre di dare vita a strutture sanitarie: orfanotrofi, nosocomi, diaconie e xenodochia, nascono accanto a monasteri e residenze episcopali gi\u00e0 nei primi secoli del cristianesimo. L\u2019annuncio del vangelo \u00e8 cos\u00ec strettamente connesso alla cura del prossimo.<\/p>\n<p><strong>Curare e prendersi cura nella medicina<\/strong><br \/>\nDa alcuni anni, nel contesto medico e assistenziale, si parla dell\u2019importanza di operare il passaggio dal curare al prendersi cura. Con la parola \u00abcura\u00bb si vuole far riferimento all\u2019azione di guarigione, cio\u00e8 di rimozione della causa di un disturbo o di una malattia, attraverso tutti quegli interventi finalizzati alla risoluzione, laddove possibile, della malattia. In questo modo, la cura d\u00e0 al paziente l\u2019opportunit\u00e0 di ripristinare lo stesso stato di salute presente prima dell\u2019insorgere della malattia. L\u2019espressione prendersi cura, invece, esprime il coinvolgimento personale dell\u2019operatore sanitario con la persona che soffre, il \u00abmovimento esistenziale del Buon Samaritano\u00bb che si esprime nell\u2019incontro del volto dell\u2019altro, nella prossimit\u00e0 di cuore, attraverso la compassione, ovvero \u201cpatire con\u201d, nella premura, nell\u2019incoraggiamento e nel sostegno emotivo. Nella storia della assistenza sanitaria il concetto di cura e il concetto del prendersi cura hanno conosciuto vari destini. In questi ultimi tempi, tuttavia, si assiste all\u2019esigenza di integrare i due aspetti dell\u2019assistenza, il curare e il prendersi cura. Nel concetto del prendersi cura sono quindi compresi la competenza professionale e il coinvolgimento personale che porta a centrarsi nella persona del malato, ponendolo al centro del nostro agire: in questo modo, il malato non \u00e8 oggetto, ma soggetto di cura. Per raggiungere questo obiettivo occorre entrare in sintonia con il malato e i suoi familiari con quell\u2019atteggiamento che si chiama ascolto empatico.<\/p>\n<p><strong>Per concludere<\/strong><br \/>\n\u00abNormalmente la prima domanda che facciamo ad una persona, quando la incontriamo per la prima volta, dopo il nome \u00e8: di cosa di occupi? Che lavoro fai? Non le chiediamo: di chi ti occupi? Di chi di prendi cura?\u00bb. Queste domande e questo breve commento riportato da Alessandra Smerilli all\u2019Enciclica Fratelli Tutti potrebbero rappresentare un efficace strumento per attivare un radicale cambiamento culturale incentrato sul prendersi cura del prossimo. \u2022<\/p>\n<p>Sebastiano Serafini, Cappellano del Presidio Ospedaliero \u201cA. Murri\u201d di Fermo, Direttore dell&#8217;Ufficio diocesano per la pastorale della Salute, Vita e Bioetica, Assistente ecclesiastico diocesano dell\u2019Associazione Medici Cattolici Italiani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ultima Enciclica Fratelli Tutti, papa Francesco pone la parabola del buon Samaritano come \u00abicona illuminante\u00bb capace di discernere il nostro agire e di rappresentare, allo stesso tempo, un importante modello sociale e civile per la ricostruzione di una rinnovata vita sociale e personale. Nell\u2019agire caritatevole del buon Samaritano, il pontefice ritrova alcuni movimenti esistenziali necessari &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":8916,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[4],"tags":[1846,2299],"class_list":["post-8919","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-primo-piano","tag-giornata-mondiale-della-pace","tag-numero-1-2021"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/remi-walle-UOwvwZ9Dy6w-unsplash1.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-2jR","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8919","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8919"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8919\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8920,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8919\/revisions\/8920"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8916"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8919"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8919"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8919"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}