{"id":8789,"date":"2020-12-09T13:30:24","date_gmt":"2020-12-09T12:30:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=8789"},"modified":"2020-12-10T10:02:05","modified_gmt":"2020-12-10T09:02:05","slug":"platee-vuote-ed-incertezze-sul-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2020\/12\/platee-vuote-ed-incertezze-sul-futuro\/","title":{"rendered":"Platee vuote ed incertezze sul futuro"},"content":{"rendered":"<h2>Il presidente dell\u2019Amat Gino Troli fotografa la situazione del teatro, della danza, della musica e del circo contemporaneo.<\/h2>\n<p>Una brusca battuta d\u2019arresto per il mondo dello spettacolo con le misure anti-Covid che si sono alternate dal mese di marzo ad oggi. A tracciare un bilancio sulla situazione Gino Troli, presidente dell\u2019Amat, l\u2019Associazione Marchigiana Attivit\u00e0 Teatrali che da anni circuita a livello regionale tutte le pi\u00f9 importanti produzioni italiane e locali nel mondo del teatro, della musica, della danza e del circo contemporaneo.<br \/>\nSolo con il primo lockdown nelle Marche sono stati cancellati ben 317 eventi tra quelli programmati. Una piccola boccata d\u2019ossigeno solo in estate fra il 15 giugno ed il 25 ottobre quando sono stati riproposti 204 spettacoli fra recuperi e nuove programmazioni. Il primo evento in assoluto a riaccendere i riflettori in Italia dopo la riapertura \u00e8 stato quello di Ascanio Celestini a Pesaro, a mezzanotte e un minuto del 15 giugno. Nel secondo lockdown, fra il 26 ottobre ed il 4 dicembre, sono state sospese 51 repliche fra nuove proposte e recuperi di titoli fissati.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Amat \u00e8 da sempre uno dei motori culturali della regione. Dal suo osservatorio privilegiato ci pu\u00f2 delineare un quadro di ci\u00f2 che sta vivendo il mondo del teatro e dello spettacolo in generale?<\/strong><br \/>\nL\u2019Amat \u00e8 un osservatorio privilegiato perch\u00e9 \u00e8 un circuito multidisciplinare riconosciuto dal Ministero. Ci occupiamo di settori dello spettacolo: il teatro che \u00e8 quello storico, la musica, la danza e poi il circo contemporaneo. Quindi certamente abbiamo seguito in tutto questo tempo tutto ci\u00f2 che ha significato per lo spettacolo il covid. Non c\u2019\u00e8 un settore che ha potuto resistere alla diminuzione degli spazi o all\u2019impossibilit\u00e0 di fare spettacoli nelle zone diverse delle Marche, da quelle costiere a quelle collinari. La regione ha una notevole diversit\u00e0 di strutture e possibilit\u00e0 alternative. Alcune potevano essere adatte, proprio per le loro caratteristiche meno pericolose dal punto di vista del rapporto con il pubblico, sia per il fatto che nei piccoli centri, la diffusione del virus magari era meno complicata per la questione sicurezza degli spettatori. Diciamo che le misure nazionali hanno toccato una regione che sicuramente ha riscontrato grandi problemi, ma problemi che si sono verificati soprattutto nelle grandi citt\u00e0.<br \/>\nIl sistema delle Marche in fondo \u00e8 fatto di piccoli centri ed anche di piccoli teatri, nonostante tutto, anche la nostra regione come le altre ha dovuto fermare tutte le attivit\u00e0 per attenersi alle disposizioni. Fortunatamente siamo riusciti a portare avanti le date estive e nei nostri territori, lo spettacolo \u00e8 ripartito, per un periodo. Abbiamo rimesso in piedi alcune stagioni estive, alcuni eventi all\u2019aperto, chiaramente con tutte le misure di sicurezza necessarie: distanziamenti, spazi adeguati all\u2019esterno, etc.<br \/>\nQuindi qualche evento \u00e8 stato riprogrammato, ma dopo l\u2019estate con la seconda ondata siamo ritornati alle condizioni precedenti. Quindi oggi le Marche sono una grande regione di spettacolo, per\u00f2 fermo. Da marzo ad oggi, abbiamo dovuto annullare centinaia di eventi che non abbiamo nemmeno recuperato. Tra l\u2019altro non \u00e8 un problema solo di chi gli eventi li presenta al pubblico. In realt\u00e0 molte compagnie non hanno neanche ripreso gli spettacoli che avevano interrotto e presentato magari in pochissime piazze. C\u2019\u00e8 stata proprio una forte crisi della produzione. Quindi era comunque difficile avere abbastanza allestimenti per poter fare teatro. Questo vale anche per la danza. Anzi, mondo che ha riscontrato molte pi\u00f9 difficolt\u00e0 per il problema delle distanze.<\/p>\n<p><strong>La crisi spesso diventa anche opportunit\u00e0. In questo clima di precariet\u00e0 come state ripensando al mondo di fare intrattenimento? Come le attivit\u00e0 teatrali si stanno riorganizzando?<\/strong><br \/>\nAbbiamo attivato, nuove strade come lo streaming quando \u00e8 stato possibile. Queste esperienze on line fatte nei vari modi sia con nuovi mezzi come wattshapp, spettacoli al telefono per monologhi, eventi davvero innovativi con nuove forme di sperimentazione.<br \/>\nCi sono anche aspetti positivi, perch\u00e9 in questo modo alternativo di proporre gli eventi lo spettacolo non diventa pi\u00f9 effimero, ma per il pubblico rimane al possibilit\u00e0 di usufruire anche nelle volte successive magari su piattaforme come you tube, di qualcosa che \u00e8 gi\u00e0 avvenuto. Metodi che allargano in qualche modo anche la fascia del pubblico. Gente che magari a teatro non andava oggi pu\u00f2 assistere a delle performance a casa propria e questo \u00e8 un pubblico che pu\u00f2 essere non solo locale ma anche nazionale o internazionale. Si allarga in questo modo la platea.<\/p>\n<p><strong>Come immagina lo spettacolo dal vivo nell\u2019era post Covid?<\/strong><br \/>\nLo spettacolo dal vivo non sar\u00e0 pi\u00f9 come prima, partir\u00e0 prima o poi ma ci vorr\u00e0 tempo. C\u2019\u00e8 anche un problema che riguarda chi vive di spettacolo. Anche noi viviamo di spettacolo in fondo. L\u2019Amat ha pi\u00f9 di venti persone che lavorano, impiegati pubblici di un\u2019associazione, ma siamo un\u2019associazione di comuni. \u00c8 chiaro che noi non abbiamo licenziato nessuno e tutti lavorano per\u00f2 nel mondo dello spettacolo c\u2019\u00e8 chi non \u00e8 a stipendio fisso e deve contare solo sulla vendita di ci\u00f2 che produce. Attori, danzatori, tecnici, questo \u00e8 un mondo che oggi non lavora. Chi sta dietro le quinte \u00e8 in numero superiore rispetto ai protagonisti.<br \/>\nQuesto \u00e8 un mondo che ritorner\u00e0 certo ad essere attivo quando si ritorner\u00e0 a fare spettacolo dal vivo. Penso anche che la memoria di quello che \u00e8 successo rimarr\u00e0 e sar\u00e0 difficile far ripartire tutto. Ci vorr\u00e0 tempo e gradualit\u00e0 per rimettere in moto la macchina dello spettacolo. Magari mesi, se non addirittura anni, in qualche circostanza. Star fermi arrugginisce, non crea quelle condizioni di lavoro comune che sono alla base di tutto. Attrezzisti, scenografi, praticamente tutte figure che hanno avuto un lungo periodo di non lavoro e ritornare alla vita normale di gente dello spettacolo non sar\u00e0 semplice. Molti avranno cambiato mestiere. Occorrer\u00e0 fare un censimento di chi \u00e8 rimasto e di chi se n\u2019\u00e8 andato. Non \u00e8 semplicemente una pausa, ma una riconsiderazione della propria vita.<br \/>\nPossiamo ringraziare le Marche che comunque sia prima che ora si stanno impegnando per il nostro settore. Bandi regionali indirizzati ad aiutare le piccole compagnie con contributi per realizzare piccoli progetti. Iniziative che sostengono i piccoli gruppi marchigiani che altrimenti non avrebbero saputo come resistere ad un anno di fermo. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presidente dell\u2019Amat Gino Troli fotografa la situazione del teatro, della danza, della musica e del circo contemporaneo. Una brusca battuta d\u2019arresto per il mondo dello spettacolo con le misure anti-Covid che si sono alternate dal mese di marzo ad oggi. 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