{"id":8771,"date":"2020-12-09T10:25:56","date_gmt":"2020-12-09T09:25:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=8771"},"modified":"2024-11-06T16:46:19","modified_gmt":"2024-11-06T15:46:19","slug":"gli-invisibili-del-bello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2020\/12\/gli-invisibili-del-bello\/","title":{"rendered":"Gli invisibili del bello"},"content":{"rendered":"<h2>Lavoratori dello spettacolo, dello sport e del turismo in difficolt\u00e0 per le misure anti-covid.<\/h2>\n<p>&#8220;Sentinella, quanto resta della notte?\u201d (Is 21,11)<br \/>\nNon prenderti pensiero! Non intendo entrare nei meandri biblici o teologici del profeta Isaia!<br \/>\nMi \u00e8 venuta in mente questa citazione pensando, di buon mattino prima delle luci dell\u2019alba, alla notte ormai trascorsa.<br \/>\nPi\u00f9 che su Isaia, emergono alcune sensazioni a met\u00e0 strada tra \u201cIl deserto dei Tartari\u201d di Dino Buzzati e l\u2019umida spianata di Tor Vergata nella notte del 19 agosto del 2000 dove Giovanni Paolo II esortava le sentinelle a vegliare, forti della Speranza.<br \/>\nIn questi ultimi vent\u2019anni sembrerebbero prevalenti i segni di tante incognite piuttosto che quelli legati a visioni di orizzonti illuminati di speranze ed ideali.<br \/>\nA questo punto mi e ti sottopongo un testo della fine del secolo scorso, recante lo stesso titolo di questo mio tentativo di pensiero (senza nessuna velleit\u00e0 di confronto ma solo di richiamo e di sottolineatura).<br \/>\nGiuseppe Dossetti, commemorando Lazzati il 18 maggio del 1994 nell\u2019anniversario della morte, propone una riflessione sociale e politica, ma non meno religiosa, sulla fretta di cambiare le regole fondamentali della convivenza civile del nostro popolo radicate in un patto supremo e non modificabile.<br \/>\nDossetti si riferiva, allora, ai vari tentativi di modifica delle norme fondamentali della nostra Costituzione e prendeva la notte della sentinella a modello evocativo dell\u2019indifferenza morale che pervadeva ogni aspetto della vita del paese, ormai ammaliato dall\u2019irrazionale e plebiscitario fascino del \u201cgrande seduttore\u201d che avrebbe potuto condurre all\u2019irrilevanza e all\u2019annullamento della stessa forma democratica.<br \/>\nScendo da questo piano altissimo di riflessione a cui non \u00e8 abituato il mio palato cognitivo, pi\u00f9 attratto dal ciauscolo che dal caviale, per esprimere qualche pensiero in libert\u00e0 e, spero, in leggerezza.<br \/>\nTra gli \u201candr\u00e0 tutto bene!\u201d e i \u201cnulla sar\u00e0 come prima\u201d, scorre un fiume di retorica interessante ed interessata. In questo momento di drammatica crisi e incertezza, una cosa sembra opportuna al pari di chi \u00e8 nelle sabbie mobili: non agitarsi e cercare un appiglio che non ti molli a met\u00e0 del guado.<br \/>\nFare ciascuno il proprio dovere non \u00e8 una raccomandazione moralistica ma pragmatica. \u00c8 altrettanto vero che questo dovere non \u00e8 un atteggiamento da assumere con la benda sugli occhi e i tappi alle orecchie; anzi! Occhi per guardare al di l\u00e0 dell\u2019ovvio e orecchie per ascoltare i tenui suoni del silenzio sono strumenti per riconoscere e interpretare questo dovere.<br \/>\nDopo un secolo, il XX, trascorso sul filo delle guerre genocide, dei campi di concentramento, dei gulag, dello sfruttamento indiscriminato di terre e popoli, siamo approdati ad un tempo, quello attuale, dove (forse) la misura \u00e8 colma e la terra \u00e8 percorsa da un virus devastante che si chiama \u201cuomo\u201d. Aver ridotto l\u2019economia a finanza, la politica a potere, le relazioni a manipolazioni, ci ha reso dei parassiti letali a noi stessi. In questo senso vanno compresi le urla, i gesti eclatanti e le intemperanze esagerate di tanta parte dell\u2019umanit\u00e0: \u00e8 il tentativo di sopravvivere alla forza soverchiante e fortemente ingiusta di una omologazione forzosa e artificiale che sviluppa modelli e scenari distopici come un male necessario che legittima un grado di sacrificio altissimo nell\u2019esercizio dei diritti e delle libert\u00e0.<br \/>\nUn\u2019ampia offerta di arti figurative e non, letteratura, cinematografia e ludografia, interpretano questa sindrome da mondi futuri indesiderati e temuti di origine \u201cOrwelliana\u201d.<br \/>\nQuante volte avrai sentito titoli che da \u201cLa fattoria degli animali\u201d a \u201c1984\u201d sono stati ispirati con pi\u00f9 o meno successi editoriali? \u2026 \u201cBlade Runner\u201d, \u201cHunger Games\u201d, \u201cAssassins Creed\u201d, \u2026<br \/>\nMa una dimensione del vivere individuale e collettivo sembra in qualche modo possedere gli anticorpi per debellare questo virus da indifferenza pervasiva.<br \/>\n\u00c8 una dimensione che si sviluppa e cresce in ambiti di estrema libert\u00e0 che partono dalla nostra mente, dal nostro spirito, e si propagano nei luoghi della libert\u00e0 e nel tempo delle relazioni interpersonali autentiche (cio\u00e8 che stanno in piedi da sole, senza condizionamenti).<br \/>\nIl cosiddetto Tempo Libero, cio\u00e8 privo di quelle preoccupazioni ed occupazioni causate da necessarie incombenze del quotidiano, rappresenta un habitat congeniale alla crescita delle migliori (ma anche peggiori) attitudini congenite all\u2019umano pi\u00f9 autentico. Qualcuno anni fa lo definiva \u201cun\u2019invenzione del consumismo\u201d proprio per sottolineare che stiamo trattando di un habitat che ha bisogno di un habitus.<br \/>\nCosa facciamo io e te del nostro tempo libero? Un mio amico, tra il serio e il faceto, risponde: \u201cvado a ritrovare me stesso\u201d. Mi sono sempre domandato se avesse piena coscienza della profondit\u00e0 della sua intenzione e mi sono sempre risposto che la saggezza passa per vie a volte misteriose ma sempre efficaci.<br \/>\nIn un tempo liberato dall\u2019affanno causato dalla performance esistenziale, tutt\u2019al pi\u00f9 possiamo esercitare la performance agonistica, come nelle attivit\u00e0 sportive.<br \/>\nIn un tempo liberato possiamo ritrovare quell\u2019otium che, privo delle necessit\u00e0 del negotium, ha la capacit\u00e0 di elevare lo spirito affinch\u00e9 abbia la forza di orientare anche lo stesso ineluttabile negotium.<br \/>\nIn questo senso potrebbe essere letta la forte richiesta di apertura di biblioteche, palestre, cinema, piste da sci, luoghi della cultura e dell\u2019aggregazione sociale in genere che oggi soffrono maggiormente le misure di restrizione.<br \/>\nTuttavia sar\u00e0 necessario che tu mi aiuti ad individuarne la vera intenzionalit\u00e0: \u00e8 un timore che venga meno l\u2019habitus oppure c\u2019\u00e8 un\u2019infiltrazione delle necessit\u00e0 negoziali che soggiorna strutturalmente in questo habitat?<br \/>\nAmbedue le situazioni hanno ragione di esistere, mi dirai. E io sono perfettamente d\u2019accordo con te.<br \/>\nOrmai l\u2019habitat del tempo libero \u00e8 divenuto strutturale nella vita dell\u2019umanit\u00e0 (anche se con gradi e diffusioni diversi) ed \u00e8 divenuto ambito economico rilevante. A questo habitat vanno solo riconosciuti concretamente quei \u201cristori\u201d che lo fanno sopravvivere.<br \/>\n\u00c8 necessario ed urgente ripensare il baricentro esistenziale dell\u2019umanit\u00e0 e non solo mettere qualche pezza strategica al consenso mascherato di perbenismo.<br \/>\nIn generale va rifondata una ragione che metta l\u2019aspetto culturale (col K maiuscolo teutonico) fuori dalle attenzioni residuali, a partire dalla scuola, l\u2019universit\u00e0 e la ricerca come vertici di una costruzione che ha solide fondamenta solo nella necessaria pervasivit\u00e0 in ogni fascia culturale, sociale, geografica ed economica dell\u2019unica umanit\u00e0.<br \/>\nSento fortemente il bisogno di non fare questo percorso da soli, o peggio di farlo solo interiormente. Credo che ogni sforzo di guardare al di la del muro rester\u00e0 vano se tu non sarai disposto a salire sulle mie spalle, e viceversa. Veramente tutti e due, forse, abbiamo bisogno di guardare al di l\u00e0 del muro senza cadere nell\u2019inganno di fantasticare sulle ombre e sui rumori di l\u00e0 provenienti.<br \/>\n\u2026 sto gi\u00e0 preparando la scaletta, come facevo da bambino, con le dita delle mani incrociate! \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lavoratori dello spettacolo, dello sport e del turismo in difficolt\u00e0 per le misure anti-covid. &#8220;Sentinella, quanto resta della notte?\u201d (Is 21,11) Non prenderti pensiero! Non intendo entrare nei meandri biblici o teologici del profeta Isaia! Mi \u00e8 venuta in mente questa citazione pensando, di buon mattino prima delle luci dell\u2019alba, alla notte ormai trascorsa. 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