{"id":8701,"date":"2020-10-20T10:13:07","date_gmt":"2020-10-20T08:13:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=8701"},"modified":"2020-10-20T10:13:07","modified_gmt":"2020-10-20T08:13:07","slug":"disabilita-e-covid-necessarie-misure-contro-lisolamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2020\/10\/disabilita-e-covid-necessarie-misure-contro-lisolamento\/","title":{"rendered":"Disabilit\u00e0 e Covid, necessarie misure contro l\u2019isolamento"},"content":{"rendered":"<p>Nel complesso mondo della scuola, si inseriscono a pieno titolo i tanti ragazzi portatori di handicap, nel comune obiettivo di uguaglianza e convivenza tra normalit\u00e0 e anormalit\u00e0. Con L. C. abbiamo voluto affrontare l\u2019importante rapporto famiglia\/scuola\/handicap, oggi reso ancor pi\u00f9 difficile dalla pandemia in atto. A lei abbiamo chiesto di raccontarci alcuni tratti, appartenenti alla sua vita di mamma di un giovane autistico, M. e di insegnante in una scuola superiore. Le righe che seguiranno, per certo, non esauriscono le molte questioni e problematiche relative al mondo dell\u2019handicap e al suo inserimento nel mondo della scuola al tempo del Covid-19, ma sono comunque tratti di vita che ci aiutano a pensare, a comprendere ed a farci vicini, pur nel rispetto fisico delle distanze.<\/p>\n<p><strong><em>La comune mentalit\u00e0 di questo tempo vuole incasellare tutti nei ristretti parametri della \u201cnormalit\u00e0\u201d e della \u201canormalit\u00e0\u201d. Che cosa Le fanno pensare questi 2 termini?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019handicap, nel mio caso l\u2019autismo, non pu\u00f2 non rendere diversi. La normalit\u00e0 non \u00e8 una linea, ma un grande spettro ai cui margini ci sono quelle situazioni che tutti noi definiamo anormali. Sono comunque teorie. Per comprendere la realt\u00e0 bisogna vedere come effettivamente\u00a0 si vive, che cosa si pu\u00f2 fare, a che cosa si pu\u00f2 rinunciare, come ti vedono gli altri. Tra normalit\u00e0 e anormalit\u00e0 esistono delle differenze, anche se nella normalit\u00e0 poi ci sono delle cose anormali e nella anormalit\u00e0 si pu\u00f2 vivere una vita possibile, per cos\u00ec dire normale. Quando si entra in contatto con l\u2019anormalit\u00e0 ognuno ha il suo modo di reagire. Io per molti anni mi sono sentita anormale, buttata fuori dalla vita e dal sistema, convinta di non poter fare molte cose e di dover rinunciare a molte altre. Poi, col passare degli anni e nel costante accompagnamento di M., ho cambiato modo di vedere, di pensare e di fare le cose. Ho capito che non bisogna rinunciare alle cose, ma provare a cambiare il modo di vivere. Anche chi vive la normalit\u00e0 incontra difficolt\u00e0 e problemi, anche se diversi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Come tutte le mamme, immaginiamo Lei combatta ogni giorno per permettere a M. di essere accettato, accolto, rispettato. Quali risorse e quali difficolt\u00e0 le ha presentato questo tempo della pandemia?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019autismo \u00e8 l\u2019handicap della comunicazione. Ogni cosa che si mette in campo, ogni terapia, ogni forma di welfare, serve per strappare i soggetti autistici dall\u2019isolamento, da quel mondo proprio e lontano in cui si rinchiudono, tenerli quanto pi\u00f9 possibile accanto a noi e conquistare cos\u00ec la loro normalit\u00e0. Quasi tutte le risorse esistenti in questo verso, nel tempo del Covid-19, sono scomparse. Le misure adottate per il contenimento della pandemia, per quanto necessarie, sono andate e vanno nel senso opposto. I nostri figli possono essere curati e riabilitati solo inserendoli il pi\u00f9 possibile in contesti relazionali e comunicativi. Un ragazzo autistico ha bisogno di avere dei tempi, degli orari, di fare attivit\u00e0 fisiche e intellettive in contesti precisi e con volti quanto pi\u00f9 conosciuti. Se vengono meno questi tempi, questi ritmi, gli stimoli e le persone, lui torna indietro verso quel suo luogo lontano. Il tempo del Covid in questo senso non ha offerto risorse, ma solo limiti, in molti casi devastanti. Faccio un esempio. I portatori di handicap attualmente rientrano nella categoria dei \u201csoggetti fragili\u201d e sottostanno a tutte le misure emesse a loro favore. A volte, per\u00f2, una norma scritta con l\u2019intento di salvaguardarli si ritorce loro contro, come il tampone mensile per frequentare uno C.S.E:R, un esame invasivo, che un ragazzo con handicap non comprende o subisce con notevoli traumi o rifiuta totalmente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Che cosa ha potuto e non potuto fare M. nel tempo del lockdown<\/em><\/strong>?<\/p>\n<p>Frequenta normalmente un centro socio educativo riabilitativo dalle 9 alle 16 di ogni giorno: Nel tempo del lockdown il centro era chiuso e il dover stare in casa tutto il giorno per lui, che non capiva il perch\u00e9 del dover rinunciare alle cose che faceva ogni giorno, ha significato una lenta regressione. Mentre i ragazzi piccoli smettono di crescere, i pi\u00f9 grandi regrediscono addirittura. Per fortuna ci \u00e8 venuta incontro l\u2019ordinanza regionale di marzo che ha permesso ai ragazzi autistici di uscire, accompagnati dai membri del proprio nucleo familiare o da caregiver, ovviamente con tutti i distanziamenti e misure di sicurezza. Grazie a questo, M. \u00e8 andato nell\u2019orto con il pap\u00e0, ha fatto lunghe passeggiate con me all\u2019aperto e altre piccole cose che, per\u00f2, gli hanno offerto degli stimoli e degli impegni che lo hanno sostenuto e aiutato. Ora il centro che frequenta M. \u00e8 riaperto tutti i giorni con orario normale, a differenza di altri che sono aperti solo qualche ora al giorno e non tutti i giorni. Le cose, per\u00f2, non sono come prima, non hanno pi\u00f9 quella circolarit\u00e0 relazionale che permetteva contatti fisici con operatori e altri ragazzi. Ora debbono stare in piccoli gruppi e sempre con le stesse persone. Le risorse che aiutano un ragazzo autistico sono in termini di quantit\u00e0 ma anche di qualit\u00e0. Per queste misure, ripeto sicuramente necessarie, anche la fase 2, pur se migliore, per M. \u00e8 comunque un passo indietro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Che cosa ci pu\u00f2 dire dei portatori di handicap, nella scuola oggi?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La scuola, nel suo obiettivo primo, \u00e8 tenuta a proteggere tutti, dai ragazzi agli insegnanti, a chiunque fa parte della struttura ed a dare a tutti gli studenti le stesse possibilit\u00e0. Per i ragazzi disabili, mette in campo alcune garanzie in pi\u00f9, che, per\u00f2, sono quelle di sempre, nessuna in particolare per questo tempo della pandemia. La scuola, nella sua complessit\u00e0, ha reagito al Covid, creando nuovi spazi (aule, banchi), nuovi tempi (alternanza della presenza), nuove misure (pulizia, sanificazione, mascherine) e nuove modalit\u00e0 (online, audio e video lezioni). Anche gli studenti hanno reagito molto bene in generale, nel rispetto delle indicazioni, nella pazienza di tempi pi\u00f9 lunghi e modalit\u00e0 pi\u00f9 faticose come la video lezione o l\u2019alternanza scuola-lavoro online. Tutto questo per un ragazzo disabile costituisce passaggi a volte insormontabili come le lezioni online, per molti di loro difficili da seguire, come l\u2019alternanza scuola-lavoro online per loro quasi impossibile in rapporto al tipo di attivit\u00e0 a cui potevano accedere. Anche il rispetto delle misure di sicurezza, come mascherine, distanziamenti, stare seduti anche negli intervalli, per loro, spesso, costituiscono una difficolt\u00e0 ulteriore e un limite incomprensibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Che cosa chiederebbe in pi\u00f9 oggi alle istituzioni?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo uno stato sociale piuttosto efficiente, anche se a volte non \u00e8 facilmente accessibile. In particolare per l\u2019autismo in questi anni c\u2019\u00e8 stato un sforzo significativo. Per la mia peculiare situazione di genitore chiederei di pensare che non ci sono solo bambini autistici, ma anche uomini e donne. Un adulto autistico \u00e8 considerato un soggetto \u201cbollito\u201d per il quale non si pu\u00f2 pi\u00f9 fare nulla. Non \u00e8 cos\u00ec Anche loro sono cittadini ed in quanto tali hanno diritto ad avere persone, luoghi e strutture specifiche in cui continuare il loro percorso di vita , di crescita ed evitare cos\u00ec la regressione che \u00e8 sempre in agguato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Possiamo chiudere con un augurio?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Auguro a tutti un tempo di equilibrio, pi\u00f9 che di felicit\u00e0, anche nei confronti della Pandemia che, da un lato, \u00e8 da prendere molto sul serio, dall\u2019altro, per\u00f2, non deve essere l\u2019alibi per far emergere il peggio di noi, per allontanarci gli uni dagli altri, anzi a volte metterci gli uni contro gli altri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel complesso mondo della scuola, si inseriscono a pieno titolo i tanti ragazzi portatori di handicap, nel comune obiettivo di uguaglianza e convivenza tra normalit\u00e0 e anormalit\u00e0. Con L. 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