{"id":8595,"date":"2020-08-13T18:00:39","date_gmt":"2020-08-13T16:00:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=8595"},"modified":"2024-11-06T17:25:37","modified_gmt":"2024-11-06T16:25:37","slug":"con-garbo-e-rispetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2020\/08\/con-garbo-e-rispetto\/","title":{"rendered":"Con garbo e rispetto"},"content":{"rendered":"<h2>Mons. Angelo Fagiani nel ricordo di una monaca benedettina.<\/h2>\n<p>Lo incontrai la prima volta in monastero in qualit\u00e0 di confessore delle collegiali, mentre ricopriva la carica di Rettore del Seminario di Fermo. Un giorno, sentendo il bisogno di riconciliazione, andai a confessarmi anch\u2019io da lui, dietro una piccola grata in sagrestia. Prima dell\u2019assoluzione, convinto che io fossi un\u2019educanda, mi rivolse parole di esortazione, spronandomi a studiare, ad avere rispetto per le monache ch\u2019erano tutte brave e che si prendevano cura di noi con amore. Non rivelai subito la mia identit\u00e0 di postulante, lasciando al tempo ogni sorta di chiarificazione. Potrei mettere il punto perch\u00e9 gi\u00e0 questa piccola \u201cparenesi\u201d che \u00e8 il compendio della carit\u00e0 nello stile paolino, \u00e8 un programma di vita che sempre mi \u00e8 rimasto impresso.<br \/>\n\u201cQuando incontri qualcuno sulla tua strada, non guardare ci\u00f2 che ha, ma ci\u00f2 che \u00e8, quello che dice, la sua capacit\u00e0 di farti riflettere, il suo sguardo, il suo modo di parlare degli altri: Ecco, il modo in cui parla degli altri, ti racconta la grandezza del suo cuore\u201d (A.S. Simoni).<br \/>\nL\u2019esortazione di cui sopra e il parlare bene di tutte le monache, senza fare confronti, mi aiut\u00f2 molto, quasi una spinta in pi\u00f9 per restare con persone che cercavano davvero Dio e lo trasmettevano agli altri: era davvero il posto che desideravo! Mi ritornarono i mente subito le parole della mia santa amata:<br \/>\n\u201cO Ges\u00f9, mio amore, ho trovato finalmente la mia vocazione. La mia vocazione \u00e8 l&#8217;amore. Si, ho trovato il mio posto nella Chiesa, e questo posto me lo hai dato tu, o mio Dio.<br \/>\nNel cuore della Chiesa, mia madre, io sar\u00f2 l&#8217;amore ed in tal modo sar\u00f2 tutto e il mio desiderio si tradurr\u00e0 in realt\u00e0\u201d (Santa Teresa di Lisieux).<br \/>\nMons. Angelo era definito persona buona, ma bont\u00e0 non \u00e8 sinonimo di buonismo.<br \/>\nSe uno dice di avere fede, ma non ricerca la verit\u00e0 non \u00e8 ancora una persona buona. Coloro che non ricercano la verit\u00e0 di certo non possiedono alcun senso di rettitudine, n\u00e9 possono amare ci\u00f2 che Dio ama e odiare ci\u00f2 che Dio odia. Essere buoni allora \u00e8 avere \u201csapore\u201d evangelico, diventando cos\u00ec testimoni silenti. Quell\u2019incipit all\u2019inizio della mia testimonianza evidenzia la scelta di Mons. Angelo, quella di vedere in positivo, di non dir male di nessuno: bont\u00e0 allora non \u00e8 qualcosa di naturale, come essere biondi o bruni e via dicendo, ma un cammino in salita, faticoso, ma bello perch\u00e9 \u00e8 \u201cgrano\u201d che sfama e sostiene perch\u00e9 il mondo di questo ha bisogno.<br \/>\n\u201cLa bellezza salver\u00e0 il mondo\u201d diceva Dostoevskij: la bellezza della vera bont\u00e0!<\/p>\n<p>San Paolo VI, nell\u2019esortazione apostolica Evangelii nuntiandi, scrive che \u00abl\u2019uomo contemporaneo ascolta pi\u00f9 volentieri i testimoni che i maestri e, se ascolta i maestri, lo fa perch\u00e9 sono dei testimoni\u00bb (n. 41). Mons. Angelo era davvero un testimone, parco di parole, ma fattivo e concreto, nonostante la sua apparente \u201ctranquillit\u00e0\u201d che non era flemma. Gli occhiali dalla doppia lente, intensificavano il suo sguardo profondo ed accogliente. Apparentemente \u201ctranquillo\u201d, come dicevo prima, ma in realt\u00e0 uno che \u201cspingeva, sollecitava, promuoveva, un apripista\u201d, ma con garbo e rispetto.<br \/>\nEra con i Cursillos quando venne al monastero per un incontro , non sfuggii ai suoi occhi attenti e subito fui \u201cattivata\u201d \u2013 in piena obbedienza alla Madre Abbadessa- per testimonianze sulla scelta fatta perch\u00e9 Mons. Angelo aveva molto a cuore la vita monastica, tant\u2019\u00e8 che ogni tanto portava i seminaristi al monastero per la condivisione della preghiera, per lui motore di ogni apostolato, come sosteneva Padre Andr\u00e9 Louf, monaco trappista francese morto nel 2010 e grande maestro di spiritualit\u00e0, \u00abla preghiera pi\u00f9 contemplativa e l\u2019 azione pi\u00f9 impegnata sono praticamente identiche\u00bb. Avvicinandolo, si percepiva in lui davvero questo binomio ben armonizzato: Marta e Maria erano due facce della stessa medaglia. Senza la preghiera non si prepara nulla di quella che \u00e8 un\u2019 azione all\u2019 interno della storia.<br \/>\nOggi \u00e8 difficile fermarsi, stare da soli, restare in silenzio, spesso ci si scusa di non avere tempo, in realt\u00e0 si \u00e8 degli alienati del tempo, incapaci di dominarlo ed ordinarlo: lui, invece, sapeva sostare, dominare e ordinare il suo tempo e a ci\u00f2 invitava, metodico appunto com\u2019era!<br \/>\nPregare, studiare, agire: questi tre verbi delineano la sua statura di uomo, sacerdote e Vescovo!<br \/>\nIl seminario di Fermo nel frattempo si arricchisce dell\u2019istituto di Scienze Religiose. Arriva al Monastero con la locandina da esporre, ma anche con la proposta alla mia Madre Abbadessa di farmi frequentare l\u2019 Istituto.<br \/>\nDivenne cos\u00ec il mio professore di Morale, pignolo ed esigente, pur restando sempre accogliente: la seriet\u00e0 del docente ben si sposava con la paternit\u00e0 del ministro di Dio!<br \/>\nParecchie volte ho sperimentato durante la confessione la sua accoglienza, una vera e propria tenerezza, un toccare Cristo, incrociare il suo sguardo pieno di amore, un risorgere dentro!<br \/>\nDivenuto successivamente Vescovo di Camerino sceglie come motto per lo stemma del suo ministero episcopale, al quale fu chiamato da Giovanni Paolo II il 14 maggio 1997 \u201cMaior est caritas\u201d.<br \/>\nPenso proprio che lo abbia ben incarnato perch\u00e9 in lui \u00e8 davvero prevalso pi\u00f9 l\u2019uomo di Dio che l\u2019uomo di cultura, attento, accogliente e premuroso com\u2019era!<br \/>\nHo ancora nel cuore un ricordo bellissimo in occasione dell\u2019Ordinazione Episcopale di Mons. Armando Trasarti al Duomo di Fermo. Alla fine, mentre stavo per uscire dalla Chiesa Madre, mi sento chiamare con voce limpida; mi giro e quale non fu la mia sorpresa nel vedere proprio lui con un viso raggiante, un sorriso pieno di gioia che mi abbracciava, lui costretto su una sedia a rotelle per un precedente ictus, a causa del quale non pot\u00e9 pi\u00f9 esercitare il suo ministero episcopale, ma continu\u00f2 con la sua vita di \u201cconsegnato\u201d al Signore il suo motto \u201cMaior est caritas\u201d. \u2022<\/p>\n<p>Madre M. Cecilia, osb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mons. Angelo Fagiani nel ricordo di una monaca benedettina. Lo incontrai la prima volta in monastero in qualit\u00e0 di confessore delle collegiali, mentre ricopriva la carica di Rettore del Seminario di Fermo. Un giorno, sentendo il bisogno di riconciliazione, andai a confessarmi anch\u2019io da lui, dietro una piccola grata in sagrestia. 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