{"id":854,"date":"2013-10-01T12:29:50","date_gmt":"2013-10-01T12:29:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=854"},"modified":"2016-01-22T09:47:13","modified_gmt":"2016-01-22T09:47:13","slug":"scuola-culla-o-tomba-della-cultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2013\/10\/scuola-culla-o-tomba-della-cultura\/","title":{"rendered":"Scuola: culla o tomba della cultura?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/copertina-19.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-855\" alt=\"copertina-19\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/copertina-19-300x241.jpg\" width=\"300\" height=\"241\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/copertina-19-300x241.jpg 300w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/copertina-19-1024x825.jpg 1024w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/copertina-19.jpg 1380w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00c8 un dato di fatto riconosciuto che le societ\u00e0 borghesi sono sorte anche per l\u2019azione dell\u2019educazione universale. L\u2019educazione uguale per tutti e per tutti strutturata allo stesso modo ha creato la classe sociale fondante dell\u2019Occidente contemporaneo, quella che lo ha reso ricco, democratico, stabile. Questa parabola storica da qualche anno sembra giunta a compimento, o per lo meno sembra in cerca di nuova linfa, di una spinta di rilancio. Tale spinta non pu\u00f2 che sprigionarsi dal luogo in cui si fabbrica il futuro: la scuola.<\/p>\n<p><!--more-->Un\u2019istruzione comune e omogenea ha svolto un compito storico fondamentale in tante parti del mondo, in particolare in Italia. L\u2019unit\u00e0 del Paese, il superamento delle divisioni sociali, culturali e politiche \u00e8 stato possibile principalmente attraverso una scuola omogenea che ha creato un retroterra culturale comune e valori condivisi. Dopo le tante esperienze di lacerazione dell\u2019Italia, attraverso l\u2019istruzione \u00e8 stato possibile trovare un senso comune in cui riconoscersi come cittadini di una nazione unita. Stiamo per\u00f2 parlando di Preistoria.<\/p>\n<p>Oggi il problema, prodotto da cambiamenti mai attuati all\u2019interno del sistema scolastico, sembra essere l\u2019eccessiva omogeneizzazione dell\u2019istruzione. Non si fa altro che parlare della pluralit\u00e0 dei corsi di laurea, della diversit\u00e0 delle scuole superiori, per\u00f2 \u00e8 chiaramente constatabile la crescente tendenza a rendere i vari indirizzi sempre pi\u00f9 uguali tra loro. All\u2019interno dell\u2019orizzonte di un\u2019eguaglianza senza limiti si \u00e8 persa di vista la ferita mortale inferta alla diversit\u00e0 dei singoli, ai loro talenti individuali, alla loro capacit\u00e0 di scegliere il proprio percorso formativo.<\/p>\n<p>Senza voler entrare in analisi troppo specifiche, mi sembra che la crisi che stiamo vivendo sia una crisi della classe media, del suo modo congregazionale di intendere la vita, dell\u2019idea che sullo sfondo c\u2019\u00e8 sempre uno Stato all\u2019interno del quale collocarsi che pu\u00f2 risolvere i problemi. Non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Lo Stato non pu\u00f2 pi\u00f9 garantirci. Sebbene questa cosa possa da un lato spaventare, dall\u2019altro fa tirare un sospiro di sollievo, fa credere che ci possa essere ancora speranza per gli individui di prendere in mano la propria vita. Per fare questo, per\u00f2, c\u2019\u00e8 bisogno di una scuola nuova che dia alle singole persone gli strumenti per camminare nel mondo e prendersi cura di s\u00e9.<\/p>\n<p>Come dice la prima canzone dell\u2019ultimo album di Bruce Springsteen: <em>We take care of our own<\/em>. Dovrebbe diventare un grido comune. Ciclicamente si effettuano riforme della scuola insignificanti e inutili. Spesso si rivelano addirittura peggiorative, quindi ce n\u2019\u00e8 bisogno di un\u2019altra ancora. Ogni nuovo governo si propone con la sua idea pedagogica. La tragedia \u00e8 che la scuola invece di essere la culla della diversit\u00e0 si trasforma nella sua tomba, e nell\u2019esaltazione dell\u2019omogeneo, dell\u2019identico. Precipita i giovani uomini in una indistinzione sempre pi\u00f9 logorante.<\/p>\n<p>Tutti dicono di rendersi conto dell\u2019inadeguatezza della scuola cos\u00ec come \u00e8, ma se si prova a parlare di una sua radicale riforma tornano a galla vecchi riflessi pavloviani (vedi Gramsci e le sue casematte del potere) e mostruose tendenze corporative che non fanno altro che replicare e difendere se stesse e la propria inefficienza. La crescente complessit\u00e0 del mondo richiede strumenti sempre pi\u00f9 specifici per essere interpretata, compresa, per agire al suo interno in modo efficace. Questo non vale soltanto per le professioni a pi\u00f9 alto coefficiente di istruzione ma anche e soprattutto per quei lavori pratici di cui si perde completamente traccia nel cieco inseguimento di una formazione superiore che altro poi non fa se non dimostrare la miseria e l\u2019inadeguatezza di una preparazione superficiale e completamente priva di soddisfazioni personali.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 importante nella vita di ciascuno non \u00e8 tanto il cosa ma il come. Imparare a fare bene una professione, un determinato mestiere, vedere un prodotto finito, qualcosa di realizzato grazie alla propria competenza sono soddisfazioni difficilmente comparabili ad altre. Tuttavia, a causa della solita ossessione per l\u2019istruzione di stato, un\u2019espressione che fa pensare alle logiche dei regimi socialisti, creare un nuovo modo di intendere la scuola, divisa secondo percorsi radicalmente diversi, che riconosca l\u2019indipendenza degli individui e le loro capacit\u00e0, \u00e8 considerato come qualcosa di ignobile da evitare come la peste. L\u2019istruzione deve essere identica per tutti! Uscire al di fuori di questo orizzonte restando all\u2019interno dell\u2019istruzione di stato \u00e8 impossibile. Un\u2019istruzione nuova, riorganizzata, depurata dalle ingerenze della politica che continua a vedere la scuola come una casamatta del potere non pu\u00f2 che collocarsi al di fuori dell\u2019orizzonte statale.<\/p>\n<p>La funzione del governo dovrebbe essere, eventualmente, soltanto quella di finanziatore parziale del sistema scolastico. Questo sarebbe l\u2019unico modo per garantire efficienza e indipendenza. Non \u00e8 certo attraverso un articolo che si pu\u00f2 tracciare il percorso per una riforma della scuola. Penso che la scuola dovrebbe arrivare ad essere ci\u00f2 per cui ha ragione di esistere oggi: un mezzo per imparare a capire e ad agire in un mondo sempre pi\u00f9 complesso. Chiudo portando l\u2019attenzione su due osservatori che in anni e contesti completamente differenti hanno riflettuto sul sistema scolastico dei loro paesi ed entrambi hanno concluso che andava radicalmente rivisto: Luigi Einaudi e David Friedman.<\/p>\n<p>In un articolo pubblicato su Il Corriere della Sera del 18 Maggio 1913, Einaudi si mostrava profondamente scettico sul metodo di insegnamento, identico a quello contemporaneo, dei grandi programmi delle scuole che affastellavano tantissime materie differenti per garantire una pluralit\u00e0 forzosa degli insegnamenti, mutandosi per\u00f2 in caos infecondo. \u201cCome \u00e8 possibile \u2013 scriveva Einaudi \u2013 che la scuola dia qualche frutto quando per 5-6 talvolta 7 ore al giorno gli studenti si vedono passare dinnanzi agli occhi, uno dopo l\u2019altro, tre o quattro o forse pi\u00f9 professori diversi, ognuno dei quali frettolosamente vende una fetta di scienza, che non ha nulla a che fare con la fetta che fu distribuita l\u2019ora precedente, che forse contraddice a ci\u00f2 che fu detto prima?\u201d. E conclude l\u2019articolo dicendo \u201cI padri di famiglia italiani saranno ben lieti di pagare le tasse cresciute [sulla scuola nda], quando si dar\u00e0 loro affidamento che la scuola si avvia ad essere, non pi\u00f9 luogo di mortificazione e di corsa al diploma.\u201d<\/p>\n<p>David Friedman, figlio di Milton, e autore del visionario The Machinery of Freedom in cui propone la sua via all anarco-capitalismo, affronta in pi\u00f9 punti il problema della scuola. Nel capitolo Sell the schools sostiene che, per quanto riguarda la scuola primaria e secondaria, i governi dovrebbero semplicemente sovvenzionare l\u2019istruzione e non le scuole attraverso un sistema di voucher, che costituiscono il fisso dato dal governo per l\u2019istruzione, da ognuno spendibile a proprio piacimento nella scuola ritenuta pi\u00f9 idonea. All\u2019interno di questo sistema, gli istituti sarebbero liberi di offrire servizi basati sulla domanda generata dal tipo di insegnamento che vuole essere seguito dai ragazzi e richiesto dal mercato. Se la retta della scuola scelta (pubblica, privata, religiosa) \u00e8 a livello del voucher allora questo baster\u00e0 a coprire per intero le spese, altrimenti saranno i genitori o le fondazioni che istituiscono borse di studio, oppure i movimenti religiosi, a pagare la differenza.<\/p>\n<p>Tale meccanismo permetterebbe il rispetto della diversit\u00e0 necessaria per valorizzare i talenti individuali ed una maggiore offerta di possibilit\u00e0 di studio e specializzazione. Sarebbe il mercato stesso a creare le scuole di cui si ha bisogno e a garantirne l\u2019esistenza insieme ad un pi\u00f9 adeguato compenso per gli insegnanti. Sia per Einaudi che per Friedman il discorso sarebbe molto pi\u00f9 complesso ed articolato. Quanto detto, per\u00f2, \u00e8 sufficiente a far capire che proposte di riforma della scuola che favoriscano la diversit\u00e0 e lo sviluppo degli individui rispetto all\u2019ingessato e super-omogeneizzante sistema attuale siano molte e colgano nel segno.<\/p>\n<p>L\u2019idea di dover pagare l\u2019istruzione si espone a facili risposte demagogiche. Chi se ne gioverebbe di pi\u00f9, tuttavia, sarebbero proprio i ragazzi che ricercano un modo per seguire i propri talenti e vogliono magari imparare un mestiere che dia loro soddisfazione. Ma vogliono farlo in modo serio, non all\u2019interno dei nostri istituti tecnici che spesso altro non sono che un parcheggio mortifero. Un libero mercato della scuola sarebbe in grado di auto-generare la domanda per gli insegnamenti pi\u00f9 vari e pi\u00f9 richiesti. E magari, ma questa \u00e8 solo una vaga speranza, il ciarpame tipico del nostro Paese, con i suoi schemi da sepolcri imbiancati, subirebbe un duro colpo. E ci\u00f2 non mi sembra un elemento da trascurare. \u2022<\/p>\n<p>Michele Silenzi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 un dato di fatto riconosciuto che le societ\u00e0 borghesi sono sorte anche per l\u2019azione dell\u2019educazione universale. L\u2019educazione uguale per tutti e per tutti strutturata allo stesso modo ha creato la classe sociale fondante dell\u2019Occidente contemporaneo, quella che lo ha reso ricco, democratico, stabile. 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