{"id":841,"date":"2013-10-01T09:58:14","date_gmt":"2013-10-01T09:58:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=841"},"modified":"2024-11-06T16:31:30","modified_gmt":"2024-11-06T15:31:30","slug":"paride-felici-il-capostipite-di-tutti-gli-elettrauto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2013\/10\/paride-felici-il-capostipite-di-tutti-gli-elettrauto\/","title":{"rendered":"Paride Felici: il capostipite di tutti gli elettrauto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/paride.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-842\" alt=\"paride\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/paride-300x297.jpg\" width=\"240\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/paride-300x297.jpg 300w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/paride-150x150.jpg 150w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/paride-60x60.jpg 60w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/paride-80x80.jpg 80w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/paride.jpg 961w\" sizes=\"auto, (max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Paride \u00e8 indubbiamente collocabile tra i vari personaggi che dall\u2019immediato dopoguerra fino ai nostri giorni hanno contribuito in maniera significativa a dar forma alla storia della Media Val Tenna. Senza il suo apporto, infatti, Falerone e Piane di Falerone sarebbero molto difficilmente divenuti quei centri ad alta concentrazione di attivit\u00e0 che, in vari modi, hanno attinenza con la meccanica. Due poli che costituiscono ancora oggi un punto di riferimento obbligato per una parte importante del territorio della Provincia di Fermo in tutto ci\u00f2 che riguarda il vasto campo dei motori e della ricambistica.<\/p>\n<p><!--more-->La storia professionale di Paride inizia a 17 anni, quando, nel 1947, appena diplomato all\u2019ITI di Fermo come motorista e tornitore, va a lavorare per un anno, in qualit\u00e0 di apprendista, presso Bravi Raffaele, un artigiano sangiorgese che operava come meccanico e elettrauto in un\u2019officina ubicata lungo il viale della stazione. Occorre dire, per\u00f2, che Paride, premiato per vari anni come migliore alunno del suo corso all\u2019ITI per competenza e per capacit\u00e0 di intervenire sui motori, appena terminata la scuola, aveva ricevuto allettanti proposte di lavoro dall\u2019Aermacchi di Milano. Anche le grandi acciaierie di Terni, un impianto di avanguardia in quegli anni, appena diplomato lo avevano cercato per assumerlo direttamente come capo reparto. Gi\u00e0 a scuola, quindi, Paride aveva ampiamente manifestato quelle doti di intelligenza e di capacit\u00e0 operative che ne faranno poi il mitico elettrauto da tutti apprezzato nel vasto comprensorio delle attuali provincie di Fermo, Ascoli Piceno, Macerata.<\/p>\n<p>Fu l\u2019insistenza della mamma, dispiaciuta del suo possibile trasferimento a Milano o a Terni, a farlo decidere a legare al proprio paese e al proprio territorio la propria storia professionale. Nel 1948, in un locale preso in affitto, apre la sua officina a Piane di Falerone, nello spazio attualmente occupato dal forno \u201cSapore di Pane\u201d. Inizia da solo, ma dopo appena quattro anni di attivit\u00e0, lavorano con lui sei ragazzi-apprendisti, che diventeranno poi tutti meccanici o elettrauto. La notevole competenza mostrata nel riparare motori e impianti elettrici gli consente di allargare in pochi anni il bacino di utenza della sua attivit\u00e0, che, dalla Media Val Tenna va progressivamente estendendosi in tutta l\u2019allora Provincia di Ascoli Piceno, in ampi settori della provincia di Macerata, e, in molti casi, anche fuori Regione.<\/p>\n<p>Egli \u00e8 stato infatti l\u2019elettrauto di fiducia dell\u2019Impresa Rozzi, che, nel periodo di maggior fulgore, disponeva di un parco di automezzi che contava quasi un migliaio tra camion e veicoli di vario genere. Tra i suoi clienti c\u2019erano anche importanti ditte di autolinee, come Pasquar\u00e8 o Portesi, che disponevano di un numero consistente di pullman. L\u2019allargarsi dell\u2019attivit\u00e0 lo porta, in un primo tempo, a spostare l\u2019officina nei locali attualmente occupati dal frantoio Zamponi. Poi, nel 1963, si trasferisce negli spazi in cui \u00e8 ora ubicato il suo magazzino-negozio di autoricambi. Infine, nel 1970, il trasferimento nella sede attuale. La storia professionale di Paride \u00e8 stata una storia di successo costruita su tre pilastri: competenza, voglia di lavorare, affidabilit\u00e0. La scuola dell\u2019ITI gli ha fornito le conoscenze teoriche che hanno fatto di lui un grande elettrauto. Molto, per\u00f2, mi racconta nell\u2019incontro avuto con lui, ha imparato dalla pratica. Quando c\u2019era qualche guasto difficile da riparare studiava il motore dal vivo. Ci\u00f2 significava smontarlo e rimontarlo, cercando di capire attraverso l\u2019osservazione diretta delle parti la sua struttura e il suo funzionamento. In tal modo egli applicava al proprio lavoro la regola aurea del metodo scientifico enunciata da Galileo Galilei: \u201cprovando e riprovando\u201d.<\/p>\n<p>Si trattava, cio\u00e8, di osservare, di provare, di riprovare, per capire il motivo di un guasto e il modo migliore per ripararlo. Tutto ci\u00f2, naturalmente, richiedeva tempo, e Paride, molto spesso, passava intere nottate a smontare e rimontare motori per capirne e ripararne i guasti. Per lui non esistevano orari di lavoro. Di solito doveva lavorare anche la domenica mattina, e l\u2019unico momento di distrazione era il pomeriggio della domenica. L\u2019intenso impegno nel lavoro non gli ha impedito, per\u00f2, di essere un uomo molto attento alla vita familiare e molto presente nell\u2019educazione dei figli. Il lavoro, poi, presentava a volte situazioni difficili da gestire e da risolvere. Nel corso degli anni \u201950, infatti, come pure degli anni \u201960, non era raro dover riparare qualche camion sul posto in cui si era bloccato, e ci\u00f2 lo si doveva fare anche in pieno inverno, a volte con la neve. Paride mi racconta un suo intervento fatto in piena notte a Terni, mentre nevicava. In quelle condizioni difficili si trattava di capire il guasto, di smontare il pezzo danneggiato, di portarlo in officina per ripararlo, e poi partire di nuovo per rimontarlo sul posto. Un lavoro molto impegnativo, dunque, sia a livello fisico che mentale, poich\u00e9 in quelle condizioni non capire esattamente il guasto, o dimenticare qualcosa, significava dover ricominciare tutto da capo. Nel corso del colloquio Paride mi racconta che per lui non esistevano motori o pezzi di motore difficili. Le vaste conoscenze maturate nel campo dell\u2019impiantistica e la pratica dell\u2019officina lo avevano infatti familiarizzato con i tanti tipi di motori o di impianti elettrici in uso nelle macchine, nei camion, nei pullman, nei trattori, nelle moto. Per questo, mi dice, a volte capitava che lo venissero a prendere anche in piena notte quando qualche pullman o qualche camion si fermava e non voleva saperne di proseguire.<\/p>\n<p>La competenza, l\u2019impegno sul lavoro, l\u2019affidabilit\u00e0 di Paride hanno ricevuto un pubblico riconoscimento il 2 giugno 1985 con la nomina a Cavaliere del Lavoro. Questa onorificenza l\u2019ha tenuta nascosta. \u00c8 stata scoperta del tutto casualmente dal figlio Massimo soltanto qualche anno fa. Altro attestato, al quale tiene particolarmente, \u00e8 quello conferitogli dal Rotary Club, a Servigliano, il 23 marzo 2001, come riconoscimento delle \u201ccapacit\u00e0 costantemente dimostrate durante una vita di intensa operosit\u00e0\u201d. Nel corso della sua lunga attivit\u00e0 professionale, accanto alle doti di competenza e di affidabilit\u00e0, Paride ha mostrato anche grandi qualit\u00e0 di Maestro. Ha infatti accompagnato i giovani apprendisti non soltanto nel campo della formazione agli aspetti tecnici della professione, ma anche nel campo pi\u00f9 impervio e complicato dell\u2019apprendimento a vivere.<\/p>\n<p>Nella sua officina si sono formati 59 apprendisti. Di questi, quasi tutti, dopo il periodo di apprendistato, hanno aperto una propria attivit\u00e0. Non \u00e8 errato, dunque, dire che Paride \u00e8 il capostipite degli elettrauto attualmente operanti nelle provincie di Fermo, Ascoli, Macerata. Nel formare gli apprendisti egli teneva a trasmettere abilit\u00e0 e competenze tecniche unitamente a quella che egli chiama \u201cl\u2019educazione\u201d, cio\u00e8 un modo di stare al mondo e di gestire la propria vita comportandosi con onest\u00e0, seriet\u00e0, senso di responsabilit\u00e0. Uno di questi apprendisti, oggi quasi sessantenne, da me casualmente incontrato qualche settimana fa, mi diceva che per lui Paride \u00e8 stato non soltanto uno che gli ha insegnato tutto nel campo della professione, ma anche un padre, una presenza significativa capace di consigliarlo con autorevolezza. A lui, mi dice, si rivolge ancora oggi quando ha bisogno di un consiglio in campo professionale o extra-professionale. L\u2019intelligenza di Paride, dunque, non si \u00e8 manifestata soltanto nella sua proverbiale abilit\u00e0 a riparare motori, ma anche nel dare consigli, nell\u2019aiuto pratico che egli, date le tante conoscenze che aveva tra le forze dell\u2019ordine e nel mondo bancario, sapeva dare a quanti si trovavano in qualche difficolt\u00e0 per infrazioni al codice stradale o per problemi di insolvenza. Insomma, un uomo di parola, la cui parola pesava.<\/p>\n<p>Se ne dovette accorgere anche l\u2019allora Arcivescovo di Fermo, Mons. Cleto Bellucci, quando se lo trov\u00f2 davanti nel suo studio, e senza troppi giri di parole gli disse che don Elio, il mitico parroco-bersagliere di Piane di Falerone, anche se seriamente malato, non doveva essere spostato dalla parrocchia di Piane. Le cose andarono cos\u00ec, e don Elio rimase l\u00ec fino alla fine dei suoi giorni. Paride ha lavorato in officina fino a sei anni fa. Negli ultimi tempi, anche quando le gambe non lo assistevano al meglio, lo si poteva vedere attivo e concentrato a smontare parti elettriche di motori su cui soltanto lui e pochissimi altri sapevano metter mano. Oggi, a 85 anni, ancora non si riposa. Fa attivit\u00e0 di controllo e di supervisione nel magazzino di autoricambi. Non ha perso la voglia di lavorare, di intraprendere, di guardare avanti, elementi che sono stati ingredienti essenziali del suo successo professionale. Sull\u2019oggi, sul modo attuale di lavorare, di trattare con clienti e fornitori, mi dice che tutto gli sembra diventato pi\u00f9 difficile. Nel mondo di ieri vedeva pi\u00f9 voglia di lavorare e rapporti pi\u00f9 semplici e diretti, meno inquinati da sotterfugi e sottintesi. L\u2019esempio di un uomo che a 85 anni, dopo una vita di lavoro, si sente ancora intensamente coinvolto in esso, fa riflettere.<\/p>\n<p>Particolarmente in una situazione in cui molti parlano di lavoro, ma ne parlano come se fosse qualcosa che si pu\u00f2 creare per decreto, oppure lo contrabbandano come qualcosa che si pu\u00f2 produrre con il potere taumaturgico di parole vuote di realt\u00e0 seminate a piene mani da una classe dirigente che, molto spesso, non sa cosa sia un lavoro. Per creare occupazione occorrono dei nuovi Paride, cio\u00e8 persone che all&#8217;intelligenza delle cose sanno unire passione e dedizione al lavoro, e il dono di saper motivare gli altri nel duro impegno che esso richiede. In giro, purtroppo, non si vedono molte persone di questo genere. Speriamo, dunque, che Dio ci conservi ancora a lungo il nostro Paride, un esempio vivente di intelligenza, di passione per il proprio lavoro, di seriet\u00e0, di affidabilit\u00e0. Un insieme di qualit\u00e0 che possono fiorire soltanto sul terreno di un\u2019autentica e profonda umanit\u00e0. \u2022<\/p>\n<p>G.Filippo Giustozzi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paride \u00e8 indubbiamente collocabile tra i vari personaggi che dall\u2019immediato dopoguerra fino ai nostri giorni hanno contribuito in maniera significativa a dar forma alla storia della Media Val Tenna. 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