{"id":838,"date":"2013-10-01T09:54:00","date_gmt":"2013-10-01T09:54:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=838"},"modified":"2024-11-06T16:31:30","modified_gmt":"2024-11-06T15:31:30","slug":"medjugorje-a-corridonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2013\/10\/medjugorje-a-corridonia\/","title":{"rendered":"MEDJUGORJE A CORRIDONIA"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/vicka.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-839\" alt=\"vicka\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/vicka-300x166.jpg\" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/vicka-300x166.jpg 300w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/vicka-1024x566.jpg 1024w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/vicka.jpg 1602w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00c8 domenica (1 settembre). Un po\u2019 di relax. La televisione trasmette un bel film. C\u2019\u00e8 Vittorio De Sica, impareggiabile maschera del conquistatore audace e fantasioso ma timido, galante insidiatore ma onesto, fingitore insuperabile di retoriche deliziose finzioni (\u201cOh!, mai provai e incontrai quell\u2019amore che rende gli uomini poeti, eroi, santi, navigatori!\u201d); c\u2019\u00e8 Tina Pica, anche lei impareggiabile maschera nel ruolo pratico della disincantatrice, che del primo tronca gli amorosi voli pindarici: \u201cNavigatore, \u00e8 arrivata la tua divisa\u201d. C\u2019\u00e8 la migliore Sofia Loren. Mentre tutto ci\u00f2 sto godendomi, mi raggiunge una telefonata: vieni, nella zona industriale di Corridonia c\u2019\u00e8 un incontro con Vicka, la veggente di Medjugorie.<\/p>\n<p><!--more-->Esito: sto cos\u00ec ben tranquillo, \u00e8 gi\u00e0 mezzo pomeriggio, perch\u00e9 immettermi in un disagio? S\u00ec, perch\u00e9 andare a Corridonia, ora, non sar\u00e0 grande, ma \u00e8 certo un disagio. Poi d\u2019un tratto: andiamo! La zona industriale di Piediripa \u00e8 un oceano, sebbene ordinato, di auto e di autobus. E adesso dove parcheggio? Ma inaspettatamente un posto viene lasciato libero e posso accostare la macchina. Recita la legge di Murphy applicata ai parcheggi: se si libera un posto, e tu stai per arrivare, c\u2019\u00e8 sempre uno che arriva prima di te. La violazione della legge di Murphy mi d\u00e0 l\u2019impressione di una qualche preferenza nei miei riguardi. Della sorte, quantomeno. I tutori dell\u2019ordine: carabinieri, vigili, volontari della protezione civile si mostrano gentili, accoglienti, garbati, come se si sentissero osservati. Dall\u2019alto? Quantomeno diversamente dal solito. Da pi\u00f9 in alto del solito? Chiss\u00e0!<\/p>\n<p>Due passi e siamo nel raduno. Uno spazio quanto uno stadio ben pieno sul manto erboso, e anche ben rappresentato su curve e tribune. Intendo uno stadio grande pi\u00f9 o meno come il nostro, a Fermo. Forse sette-ottomila persone. Mi aspetto di vedere gente bigotta, grenouilles de b\u00e9nitier (rane d\u2019acquasantiera), pinzochere. Macch\u00e9: gente normalissima, adulti, giovani, ragazzonni e ragazze nel pieno della loro florida primavera, e mostrata anche. Come dappertutto. Tante giovani coppie con bambini svolazzanti qua e l\u00e0 lungo i vialoni sicuri, almeno per una volta.<\/p>\n<p>Niente di singolare, niente di ottusamente devozionale, l\u2019allegria per\u00f2 tanta, un\u2019orchestra di mani, di ombrelli per ripararsi dal sole, ombre di canti. Vorrei pensare che siano degli illusi, dei creduli; ma, in tutta onest\u00e0, non posso. Cio\u00e8 non riesco a credere che siano vittime di un desiderio. E poi in virt\u00f9 di quale logica potrei farlo? Che quello in cui sperano non pu\u00f2 essere? E perch\u00e9? Perch\u00e9 non pu\u00f2 essere. Non mi piace questa logica che rifiuta basandosi solo sul rifiuto. Che logica \u00e8? Strano: ieri sera, per essere stato un paio d\u2019ore nell\u2019orto, e con il cappello bianco, ho sentito i segni di un bagno di calore; qui non ho cappello, il sole \u00e8 senza riparo, ma non avverto nessun fastidio, provo anzi una pallida sensazione di benessere. Il celebrante tuona contro i potenti che saranno detronizzati. Chi ti credi di essere, tu che dici di avere il dito sul grilletto? Non sei nessuno!<\/p>\n<p>Parla della schiavit\u00f9 a cui \u00e8 assoggettato il mondo sotto il pugno di ferro del grande dittatore: la schiavit\u00f9 della guerra che comincia con la divisione del patto familiare, nell\u2019incapacit\u00e0 disperata di mantenere fede all\u2019amore che l\u2019uomo e la donna si promettono e si scambiano. E, a partire da questa diffusa infedelt\u00e0, cita in giudizio tutte le altre infedelt\u00e0, accese da fate morgane e miraggi di false emancipazioni, che illuminano di luce sinistra la convivenza nella citt\u00e0 dell\u2019uomo. Si accalora contro la schiavit\u00f9 della superbia, del sesso, del possesso sfrenato e opprimente dei beni materiali, dell\u2019apparenza, del potere. Beati gli umili che saranno esaltati, beati coloro che assaporano la genuina libert\u00e0 di essere fedeli, beati i promotori di pace, beati i miti, beati i misericordiosi, beati i poveri fin nello spirito, che sanno di avere tutto. Beati coloro che amano. Il futuro \u00e8 loro, quando i regni odiosi dell\u2019odio e del vizio saranno travolti. Dio non \u00e8 uno tsunami: Dio \u00e8 Amore.<\/p>\n<p>I regni saranno travolti perch\u00e9 non si reggono su nulla, anzi si reggono sul nulla, cadranno da s\u00e9, crolleranno, magari con fracasso e boato; ma crolleranno. Re(si)ster\u00e0 e germoglier\u00e0 la primavera di ci\u00f2 che ha radici e humus nell\u2019Amore. Un discorso che non fa una piega. Anzi. Non trovo strumenti logici per contestarlo, anzi mi sommergono strumenti dialogici per sostenerlo. Utopia? E perch\u00e9? Perch\u00e9 non pu\u00f2 essere? Siamo seri, piuttosto, e cominciamo a liberarci da tante catene! \u00c8 la prima volta che prendo diretto contatto con il \u201cfatto\u201d di Medjugorie. Non che non ne sapessi nulla prima. Da quando \u00e8 iniziato, prima che nella ex-Jugoslavia finisse il titoismo, quando sembrava ancora verdeggiare la gerontocrazia nell\u2019URSS con la sua ideologia e antropologia dell\u2019homo perennis mutato cos\u00ec, solo per una magia rivoluzionaria, violenta oltretutto e opprimente, in qualcos\u2019altro di migliore \u2013 improbabile mutazione intrastorica e socialeconomica; da quando \u00e8 iniziato, dico, l\u2019ho seguito da lontano con un misto di \u201ccuriositas\u201d, di dubbiosit\u00e0, di speranza, di inquietudine, di attesa. Ampi ragguagli mi forniva Pietro Iacopini, all\u2019epoca mio assistito \u2013 ora \u00e8 a Collevalenza \u2013, un laico fervoroso e indaffarato, buon calciatore in giovent\u00f9, ingaggiato da Madre Speranza.<\/p>\n<p>Fan della prima ora del \u201cfatto\u201d Medjugorie, mi narrava tutto, mi raccontava della sua amicizia con i veggenti, mi regalava volumi di foto, certo, anzi certissimo, dell\u2019autenticit\u00e0 di quanto accadeva. E proprio Pietro Iacopini vedo ora aggirarsi sul palco della celebrazione, con la sua maglietta a righe di sempre, immutato nei decenni, felice e ilare come pu\u00f2 esserlo chi sa gi\u00e0 di avere in tasca un biglietto di sola andata per il cielo. Dopo la messa l\u2019adorazione e la benedizione eucaristica; dopo la benedizione Vicka ci regala la sua preghiera, proiettata, come tutto il resto, su due maxischermi. All\u2019improvviso, guardando verso l\u2019alto, il suo volto, semplice e scarno e luminoso, sorridente e schietto, si illumina ancora di pi\u00f9, sparisce l\u2019 \u201caudio\u201d di ci\u00f2 che dice \u2013 ma non \u00e8 un trucco \u2013 e lei precipita in ginocchio, mentre parla e dialoga con \u201cqualcuno\u201d, o almeno con un punto, dal quale non distoglie mai gli occhi: direzione fissa, senza oscillazioni di mira, mantenuta per circa un quarto d\u2019ora.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 che dice, ma parla come parlerebbe un bambino con la mamma, come un innamorato con la sua innamorata. La sua facies \u00e8 espressiva, altamente espressiva, la mimica \u00e8 quella di una persona che ascolta e risponde, che si adatta di momento in momento a ci\u00f2 che viene ascoltato e risposto. Sono abituato a osservare la mimica dei volti, ormai da trentacinque anni: la mimica del folle, dell\u2019allucinato, dell\u2019illuso, del paranoico, del delirante, del depresso, dell\u2019esaltato, del megalomane, dell\u2019addolorato, del sofferente, del preoccupato, dell\u2019angustiato, del soddisfatto, del rassicurato: della gamma, insomma, degli stati di malessere o di benessere fisico e psicologico.<\/p>\n<p>Non pochi gli episodi nei quali la mimica mi ha consentito la diagnosi immediata. Una volta una signora mi fa: ho un dolore qua, sullo sciatico. Hai uno zoster, rispondo. Verifichiamo. Verificato. Come hai fatto? Me lo ha fatto capire l\u2019espressione della tua faccia. Con questo che voglio dire? Che sono in grado di certificare che Vicka ha parlato con qualcuno, addirittura con la Vergine Maria? Come faccio a saperlo? Dico che la sua mimica \u00e8 stata naturale, spontanea, dico che un monologo del genere \u2013 se monologo \u00e8 stato \u2013, e per di pi\u00f9 senza \u201caudio\u201d, non sarebbe stato possibile a sostenersi nemmeno da un Verdone o da un Gigi Proietti \u2013 e credo che oggi non vi sia un maestro di teatralit\u00e0 pi\u00f9 grande di quest\u2019ultimo. Che dico, dunque? Quidquid recipitur ad modum recipientis recipitur, recitavano i medievali: qualunque cosa venga recepita, viene sempre recepita al modo di colui che la recepisce. Starei pi\u00f9 tranquillo, forse, se potessi dire che Vicka non ha parlato con la Madonna. Ma, in tutta sincerit\u00e0, non posso concluderlo. Se lo facessi, mentirei a me stesso.<\/p>\n<p>Se voglio essere onesto, non posso negare un dialogo tra Vicka e Maria. Dovrei dar retta al solito noioso bla-bla che Maria non pu\u00f2 parlare perch\u00e9 non esiste, e che non esiste perch\u00e9 non pu\u00f2 esistere, bla\u2026bla\u2026 E che ti ha detto, Vicka? Molte cose solo personali, ma ha anche detto: voglio bene a tutti voi, vi benedico tutti, se volete la pace pregate in famiglia. E mentre si snodano queste conclusioni, nella mia mente risuona: \u201cVergine Madre, figlia del tuo Figlio, \/ umile ed alta pi\u00f9 che creatura, \/ termine fisso d\u2019etterno consiglio; \/ tu se\u2019 colei che l\u2019umana natura \/ nobilitasti s\u00ec che \u2019l suo Fattore \/ non disdegn\u00f2 di farsi sua fattura\u201d. Tu sola \u201cnobilitasti s\u00ec\u201d, altro che gli insigniti della terra, fossero anche premi Nobel o senatori a vita, o cavalieri o scienziati o imprenditori o avventurieri o governanti o esploratori. Ora, se vuoi, prendimi per mano e dal tranquillo stato di peccatore fammi passare per l\u2019inquieto guado della conversione. Se vuoi, e tu \u201cpuoi ci\u00f2 che tu vuoli\u201d. \u2022<\/p>\n<p>Giovanni Zamponi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 domenica (1 settembre). Un po\u2019 di relax. 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