{"id":835,"date":"2013-10-01T09:49:36","date_gmt":"2013-10-01T07:49:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=835"},"modified":"2024-11-06T16:52:53","modified_gmt":"2024-11-06T15:52:53","slug":"lantico-nellera-del-web-2-0","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2013\/10\/lantico-nellera-del-web-2-0\/","title":{"rendered":"MONTE RINALDO: L&#8217;antico nell&#8217;era del web 2.0"},"content":{"rendered":"<p>Sorge in una posizione territorialmente felice, quasi bucolica, tra le valli e le colline, immersa nel paesaggio agrario di Monte Rinaldo, l\u2019Area Archeologica \u201cLa Cuma\u201d, databile intorno al II sec. a.c., et\u00e0 della Roma repubblicana. Nonostante non vi siano citt\u00e0 romane nelle vicinanze, si colloca a cavallo tra l\u2019Aso e la Salaria Gallica, che collegava le citt\u00e0 della media vallata dei fiumi del Piceno e dell&#8217;Ager Gallicus, passando per Forum Sempronii (Fossombrone), Aesis (Jesi), Ricina (Macerata), Urbs Salvia (Urbisaglia), Falerio (Falerone http:\/\/it.wikipedia. org\/wiki\/Falerone) e Asculum (Ascoli Piceno).<\/p>\n<p>Ed \u00e8 stata rinvenuta solamente poco pi\u00f9 di 50 anni fa, a seguito di una fortuita scoperta da parte di contadini locali che si limitavano a svolgere il loro abituale lavoro di aratura nei campi. Quello che vediamo oggi \u00e8 il risultato di due principali campagne di scavi, la prima, del 1957 e la successiva del 1958-62, le quali portarono all\u2019individuazione e alla parziale messa in luce del Santuario, di epoca tardo ellenistica, e di strutture di et\u00e0 imperiale avanzata, impiantatesi sopra le rovine del precedente luogo di culto andato in disuso. Gli scavi hanno finora riportato alla luce elementi architettonici di un complesso cultuale costituito da un porticato, da un tempio e da un edificio rettangolare di incerta destinazione. All\u2019interno dell\u2019Area, trova ubicazione anche un pozzo, custode di statuette ed oggetti votivi in terracotta, segni che documentano la probabile pratica della sanatio, ovvero preghiere di guarigione rivolte ad una divinit\u00e0, legate all\u2019acqua, vista anche la copiosa presenza di sorgenti acquifere nelle vicinanze, che testimoniano la sacralit\u00e0 del luogo e dei riti che vi si svolgevano.<\/p>\n<p>Tutti gli elementi finora alla mano, inducono ad ipotizzare che la divinit\u00e0 in questione sia Cupra, la magna mater locale, sicuramente una delle divinit\u00e0 di maggior rilievo dell\u2019area umbro-picena. A seguito degli scavi effettuati, furono recuperati anche oggetti di particolare rilievo, come le decorazioni architettoniche esterne del tempio, rivestimenti di travi, il frontone che rimanda all\u2019altare di Pergamo, ulteriori tipologie di votivi anatomici, ceramiche, che per anni sono rimaste nei magazzini della Sovrintendenza dei Beni Archeologici di Ancona. Ora, o meglio, dal 2008, tali reperti sono conservati nel Museo Archeologico del Santuario Ellenistico di Cuma, sito presso la Chiesa del Crocifisso, grazie ad una fase di maggiore impegno da parte dell\u2019Amministrazione comunale, ed in particolare del sindaco Vallorani.<\/p>\n<p>Ci si auspica, poi, che gli Enti interessati e coinvolti possano adoperarsi affinch\u00e9 questo piccolo comune, che conta poco pi\u00f9 di 400 anime, possa ricevere il giusto sostegno, anche finanziario, per poter proseguire con le delicate operazioni di scavo; poich\u00e9 quelli che sono stati rinvenuti sono, molto probabilmente, solo una piccola parte del tesoro che la terra circostante nasconde. Il sito fa parte della Rete dei Musei della provincia di Fermo. Tesse annualmente collaborazioni con il TAU, Teatri Antichi Uniti, che qui, lo scorso 18 agosto, ha ospitato l\u2019interpretazione di Moni Ovadia della sua \u201cLettura dall\u2019Odissea di Omero\u201d. Da questa estate, poi, grazie ad un progetto europeo, l\u2019area \u00e8 dotata di una suggestiva illuminazione, che allarga le prospettive, aumenta la fruibilit\u00e0 e valorizza il sito. Nell\u2019era del web 2.0, il sito ha aderito con successo al progetto nazionale \u201cInvasioni Digitali\u201d, volto ad armonizzare e \u201cravvivare\u201d questi luoghi culturali, accostandoli ai nuovi media ed alle nuove tecnologie, un cambio d\u2019approccio per una maggiore partecipazione e relazione. Perch\u00e9 se un sito archeologico non lo si converte in palcoscenico, non lo si pubblicizza, non lo si rende al passo con i tempi, il rischio \u00e8 che lo conosca solamente l\u2019addetto ai lavori o l\u2019acculturato turista straniero, ma non l\u2019abitante fermano. \u2022<\/p>\n<p>Cinzia Laurenzi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorge in una posizione territorialmente felice, quasi bucolica, tra le valli e le colline, immersa nel paesaggio agrario di Monte Rinaldo, l\u2019Area Archeologica \u201cLa Cuma\u201d, databile intorno al II sec. a.c., et\u00e0 della Roma repubblicana. 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