{"id":8320,"date":"2020-05-05T10:00:18","date_gmt":"2020-05-05T08:00:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=8320"},"modified":"2020-05-04T12:11:37","modified_gmt":"2020-05-04T10:11:37","slug":"il-diritto-alla-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2020\/05\/il-diritto-alla-speranza\/","title":{"rendered":"Il diritto alla speranza"},"content":{"rendered":"<h2>Dal Papa un messaggio chiaro all\u2019Europa che fatica a trovare un cammino comune di solidariet\u00e0.<\/h2>\n<p>Il Papa solo, in una basilica completamente vuota, pronuncia il discorso Urbi et Orbi, cio\u00e8 alla citt\u00e0 e al mondo. La Pasqua, nel tempo del coronavirus, vive di questa immagine che il mondo dei media porta ovunque, nelle case, nei social, sui computer dei cinque continenti. Cos\u00ec la veglia della notte, che conclude il sabato del grande silenzio. L\u2019icona della Salus populi romani, e il crocifisso di San Marcello al Corso, che nel 1522 ha percorso le strade di Roma per allontanare la grande peste, sempre in primo piano, da venerd\u00ec 27 marzo, preghiera straordinaria in piazza San Pietro. Vedendo un crocifisso appoggiato in un angolo della sacrestia a Molfetta, don Tonino Bello commentava la scritta che ne indicava la \u201ccollocazione provvisoria\u201d: \u201cpenso che non ci sia formula migliore per definire la croce: la mia, la tua croce, non so quella di Cristo\u201d.<br \/>\nCollocazione provvisoria. \u00c8 quanto mai evidente in questo giorno in cui facciamo memoria di quella pesante pietra rotolata di lato dell\u2019ingresso del sepolcro. Che bel racconto il Vangelo del giorno di Pasqua. Non sembri irriverente, ma Giovanni \u00e8 un cronista, oserei dire, con i tempi televisivi. Ci racconta, come un testimone diretto, quel correre verso il sepolcro, era ancora buio, e notare la pietra rotolata, accantonata. I due discepoli correvano, uno arriva prima dell\u2019altro, i teli posati, il sudario avvolto in un luogo a parte. In un tempo di comunicazione drogata, falsata per diversi fini, questo passo del Vangelo ricorda a noi giornalisti l\u2019importanza della testimonianza diretta, dell\u2019accertamento delle fonti.<br \/>\nIl cronista Giovanni ci fa conoscere i testimoni: Maria, Simon Pietro e il discepolo amato dal Signore; il loro pensiero \u00e8 uno solo: Ges\u00f9 \u00e8 vivo, \u00e8 ancora tra noi.<br \/>\nLa Pasqua \u00e8 l\u2019annuncio antico e sempre nuovo della vittoria della vita sulla morte. Papa Benedetto ricordava: \u201cla risurrezione di Cristo non \u00e8 il frutto di una speculazione, di un\u2019esperienza mistica: \u00e8 un avvenimento, che certamente oltrepassa la storia, ma che avviene in un momento preciso della storia e lascia in essa un\u2019impronta indelebile\u201d.<br \/>\nIn una basilica senza fedeli presenti, Francesco pronuncia il messaggio di Pasqua. Indifferenza, egoismi, divisione, dimenticanza, \u201cnon sono davvero le parole che vogliamo sentire in questo tempo\u201d. Per Francesco \u201csembrano prevalere quando in noi vincono la paura e la morte, cio\u00e8 quando non lasciamo vincere il Signore Ges\u00f9 nel nostro cuore e nella nostra vita\u201d. Dal Papa un messaggio chiaro all\u2019Europa che fatica a trovare un cammino comune di solidariet\u00e0: \u201cl\u2019Europa ha di fronte a s\u00e9 una sfida epocale, dalla quale dipender\u00e0 non solo il suo futuro, ma quello del mondo intero. Non si perda l\u2019occasione di dare ulteriore prova di solidariet\u00e0, anche ricorrendo a soluzioni innovative\u201d.<br \/>\nPer il Papa oggi i nuovi Nazareni sono i medici, gli infermieri, tutti coloro che lavorano quotidianamente per fermare questa pandemia nei diversi modi. Il nuovo Golgota sono gli ospedali, i reparti di terapia intensiva, dove il personale sanitario ha visto tanti, troppi Crocifissi a causa del virus. La vita di milioni di persone \u00e8 cambiata all\u2019improvviso. Per molti, dice Francesco, \u201crimanere a casa \u00e8 stata un\u2019occasione per riflettere, per fermare i frenetici ritmi della vita, per stare con i propri cari e godere della loro compagnia. Per tanti per\u00f2 \u00e8 anche un tempo di preoccupazione per l\u2019avvenire che si presenta incerto, per il lavoro che si rischia di perdere e per le altre conseguenze che l\u2019attuale crisi porta con s\u00e9\u201d.<br \/>\nPer il Papa \u201cnon e\u0300 questo il tempo dell\u2019indifferenza, perch\u00e9 tutto il mondo sta soffrendo e deve ritrovarsi unito nell\u2019affrontare la pandemia\u201d, e chiede attenzione ai poveri, a chi manca di beni di prima necessit\u00e0, medicine, assistenza sanitaria. Non e\u0300 questo \u201cil tempo degli egoismi\u201d, n\u00e9 \u201cil tempo delle divisioni\u201d, cos\u00ec chiede \u201cun cessate il fuoco globale e immediato in tutti gli angoli del mondo\u201d, e di smettere di \u201ccontinuare a fabbricare e trafficare armi, spendendo ingenti capitali che dovrebbe essere usati per curare le persone e salvare vite\u201d. E non \u00e8 nemmeno \u201cil tempo della dimenticanza\u201d. Cristo \u00e8 risorto, c\u2019\u00e8 un altro contagio, quello della speranza. Nella veglia di Pasqua il Papa dice: \u201cstanotte conquistiamo un diritto fondamentale, che non ci sar\u00e0 tolto: il diritto alla speranza\u201d. \u2022<\/p>\n<p>Fabio Zavattaro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal Papa un messaggio chiaro all\u2019Europa che fatica a trovare un cammino comune di solidariet\u00e0. Il Papa solo, in una basilica completamente vuota, pronuncia il discorso Urbi et Orbi, cio\u00e8 alla citt\u00e0 e al mondo. 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