{"id":8276,"date":"2020-05-04T11:30:37","date_gmt":"2020-05-04T09:30:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=8276"},"modified":"2020-05-04T11:11:39","modified_gmt":"2020-05-04T09:11:39","slug":"chiesa-ospedale-da-campo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2020\/05\/chiesa-ospedale-da-campo\/","title":{"rendered":"Chiesa ospedale da campo"},"content":{"rendered":"<h2>Per essere vicini a chi soffre.<\/h2>\n<p><strong>PRIME RIELABORAZIONI<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;Ufficio della Pastorale della Salute e Bioetica ha avuto molto da lavorare in questo tempo di emergenza sanitaria. Dai contatti permanenti con la sede centrale di Roma e con tutte le altre diocesi ai collegamenti con il nostro territorio, per mettersi in ascolto di tanti bisogni e per farli presenti a tutta quanta la comunit\u00e0 ecclesiale, dalle associazioni alle parrocchie.<br \/>\nUn primo dato emerge con chiarezza: pi\u00f9 di trecento persone hanno risposto al sondaggio proposto attraverso il questionario. Le domande caricate sul dispositivo riguardano sia la societ\u00e0 sia la chiesa e sono le seguenti: 1. Cerca di descrivere\/raccontare le sensazioni, i sentimenti, le paure, le incertezze, che in questo tempo sono emerse in te e nelle persone accanto a te. 2. Quali valori, sociali e personali, stanno emergendo in questo tempo? 3. Cosa stiamo imparando sul senso della vita da queste emergenza? Quali regole\/indicazioni sociali, personali, pastorali dovremmo custodire per migliorare la nostra vita personale e le nostre comunit\u00e0 cristiane? 4. Quali sono, secondo te, i &#8220;bisogni e le ferite&#8221; che questo tempo sta segnando in tutti noi, e quali &#8220;nuove fragilit\u00e0 e bisogni, personali e sociali,&#8221; secondo te avranno bisogno di una maggiore e immediata attenzione da parte della Chiesa e delle associazioni? 5. In che modo, secondo te, la Chiesa e la comunit\u00e0 cristiana dovrebbe essere vicina ai bisogni, alle sofferenze, al dolore, delle persone in questo tempo di emergenza e anche nel &#8220;dopo-Covid-19&#8221;? 6. Cosa c&#8217;\u00e8 stato, e cosa \u00e8 mancato da parte della Chiesa in questo tempo di emergenza? 7. Il papa ci invita a considerare questo tempo come un &#8220;tempo di scelta: scegliere ci\u00f2 che resta da ci\u00f2 che passa; ci\u00f2 che conta da ci\u00f2 che \u00e8 superfluo&#8221;. Quali sono, secondo te, le &#8220;scelte che la Chiesa, la parrocchia, la pastorale&#8221; devono fare per il &#8220;futuro del cristianesimo&#8221;? Cosa deve cambiare?<br \/>\nPer una sintesi, si \u00e8 scelto di raggruppare le risposte in tre contenitori: sentimenti provati, valori in gioco, progetti per il presente e il futuro. Una cosa appare chiara fin da subito. I dati riflettono sostanzialmente quanto accaduto al paese. Eravamo del tutto impreparati ad affrontare un evento del genere e, di conseguenza, abbiamo vissuto appieno il dramma dell\u2019imprevisto e dell\u2019inadeguatezza ad ogni livello: sociale, ecclesiale, politico, sanitario, economico.<br \/>\nSentimenti<\/p>\n<p>L\u2019immagine \u201cpsico-simbolica\u201d che ricorre spesso nelle risposte date ai questionari \u00e8 quella della tempesta in atto, con una conseguente paura dell\u2019ignoto, di essere travolti da qualcosa che non conosciamo e che non riusciamo ad affrontare. Questa tempesta provoca incertezza, paura, angoscia, per s\u00e9, per i propri cari, per le persone fragili. In tanti si richiamano al brano del Vangelo di Mc 4,35-41, citato da Papa Francesco venerd\u00ec 27 marzo durante la preghiera a Piazza San Pietro: i discepoli si trovano in mezzo al mare impetuoso, con la barca in bal\u00eca delle onde, il vento di bufera che soffia contro e il maestro che dorme a poppa sulla barca. La paura predomina, insieme alla domanda che segnala una certa distanza dal Signore: \u00abNon t\u2019importa che moriamo?\u00bb .<br \/>\nLa seconda immagine, che appare davanti agli occhi delle persone coinvolte dal sondaggio, \u00e8 quella delle bare dei morti della provincia di Bergamo, messe dentro i convogli militari e portate verso destinazioni lontane. La desolazione predomina nell\u2019animo della gente insieme all\u2019insicurezza e alla percezione che dentro quei feretri potrebbe esserci uno di noi, dei nostri cari. Lo smarrimento \u00e8 tale da provocare una sorta di shock, di forte trauma, come quando ci si trova a fare i conti con una malattia. Ricorre in molti anche la consapevolezza che non esista neppure un rifugio sicuro e che non ci sia nessuno che possa difenderci: n\u00e9 lo stato, n\u00e9 la chiesa, neppure lo stesso Dio, che, forse, si \u00e8 stancato o dimenticato di noi.<\/p>\n<p><strong>Valori in gioco<\/strong><\/p>\n<p>Se i sentimenti diffusi sono quelli descritti sopra, \u00e8 anche vero che la compassione provata genera un senso di forte solidariet\u00e0. La famosa frase del Papa: \u00abSiamo tutti sulla stessa barca\u00bb, ritorna con grande frequenza, quasi a voler dire la \u201ccostrizione\/costruzione\u201d di una comunit\u00e0 a livello locale, nazionale e planetario, secondo lo spirito dell\u2019Enciclica \u201cLaudato s\u00ec\u201d. Emerge un senso di colpa verso le generazioni pi\u00f9 deboli che, se visto in controluce, lascia spazio alla disponibilit\u00e0 a ripensare la cura verso i piccoli e gli anziani, verso i poveri e i dimenticati.<br \/>\nI valori in gioco hanno trovato una personificazione nella figura di Papa Francesco, al quale in tanti guardano per ravvivare la speranza e per trovare fiducia e conforto nella preghiera e nella disponibilit\u00e0 ad andare all\u2019essenziale e lasciare il superfluo.<br \/>\nUna categoria molto adoperata \u00e8 stata quella del bene comune verso il quale tendere. L\u2019immagine del Cireneo riassume la volont\u00e0 di prendersi a cuore la vita degli altri, evitando ogni senso di superiorit\u00e0 e onnipotenza.<br \/>\nTra i valori in gioco, si sono resi evidenti il ripensamento di un tempo pi\u00f9 umano e capace di favorire la nascita di processi relazionali. In alcuni il fatto di dover \u201cresettare\u201d tutto il ritmo quotidiano rappresenta un vantaggio perch\u00e9 lascia spazio a nuovi modelli di vita pi\u00f9 umani.<\/p>\n<p><strong>Progetti<\/strong><\/p>\n<p>Il vero progetto da pensare e rendere operativo, a detta di moltissimi degli intervenuti, \u00e8 la realizzazione dell\u2019ospedale da campo che \u00e8 la chiesa cos\u00ec come la sogna Papa Francesco. Questo implica necessariamente una pi\u00f9 rapida cesura con il passato, fatto di sovrastrutture e appesantimenti dovuti alla storia, per essere pi\u00f9 snelli e capaci di raggiungere con maggiore fretta evangelica i bisogni delle persone. Come direbbe qualcuno, non possiamo pi\u00f9 fare i conti con la lira, se ormai da circa un ventennio si \u00e8 introdotto l\u2019euro. Inutile tentare di tradurre o di pensare con gli schemi del passato quello che ormai si regola con meccanismi del tutto inediti nel presente. Punto fondamentale, per imbastire un discorso progettuale, \u00e8 il primato della carit\u00e0 o dell\u2019amore.<br \/>\nQuello che in molti domandano o propongono \u00e8 che ci sia una consapevolezza condivisa delle scelte da compiere, di modo che non si lasci alla buona volont\u00e0 dei singoli ci\u00f2 che \u00e8, invece, responsabilit\u00e0 di tutti i membri della chiesa e di tutti gli organismi pastorali. Quello che non si deve fare \u00e8 che ci sia, da una parte, l\u2019accelerazione di alcune punte avanzate e, dall\u2019altra, la crescente lentezza di altre realt\u00e0 che, invece, fanno pi\u00f9 fatica a cavarsela in tempi difficili come questi. Un progetto richiede che ci sia un passo che tenga conto delle capacit\u00e0 e possibilit\u00e0 di tutti.<br \/>\nPreoccupa un dato di fatto. In questi mesi di stop della vita pastorale abitudinaria, purtroppo i consigli pastorali appena rinnovati non hanno potuto iniziare il loro lavoro e affrontare la difficile situazione di emergenza. Questo denota, in alcune parrocchie, la difficolt\u00e0 a accedere alle tecnologie, grazie alle quali poter fare riunione al di fuori dei soliti schemi operativi. In questo si richiede una maggiore integrazione e connessione tra le varie zone della nostra chiesa diocesana: chi pi\u00f9 ha, deve fare anche per gli altri e non pensare solo a se stesso. In sintesi, prima di lasciare la parola agli esperti che ci aiuteranno a leggere in profondit\u00e0 questi dati, possiamo affermare che la pastorale della salute e della carit\u00e0, insieme a quella del lavoro, sono i punti cardine da cui poter partire per dare una fisionomia diversa alla chiesa, tale da poter affrontare questo tempo con maggiore agilit\u00e0. \u2022<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per essere vicini a chi soffre. PRIME RIELABORAZIONI L&#8217;Ufficio della Pastorale della Salute e Bioetica ha avuto molto da lavorare in questo tempo di emergenza sanitaria. 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