{"id":7838,"date":"2018-12-11T13:00:45","date_gmt":"2018-12-11T12:00:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=7838"},"modified":"2024-11-06T16:32:09","modified_gmt":"2024-11-06T15:32:09","slug":"francesco-dassisi-testimone-di-pace-e-poverta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/12\/francesco-dassisi-testimone-di-pace-e-poverta\/","title":{"rendered":"Francesco d\u2019Assisi, testimone di pace e povert\u00e0"},"content":{"rendered":"<h3>Civitanova ricorda lo sposo di Sorella Povert\u00e0<\/h3>\n<p>Scriveva Charles Peguy: \u201cSiamo i primi uomini dopo Ges\u00f9, senza Ges\u00f9\u201d. Eppure, la regalit\u00e0 di Cristo \u00e8 gi\u00e0 presente nelle testimonianze dei santi. Cristo, ieri, oggi e sempre. \u00c8 la scritta che campeggia, in basso, sul sagrato della chiesa, dedicata a Cristo Re, a Civitanova Marche. \u00c8 di monito anche per il pedone o l\u2019automobilista. L\u2019Unit\u00e0 Pastorale Cristo Re-San Pietro non poteva scegliere un tema migliore per festeggiare Cristo Re, proponendo la figura di Francesco d\u2019Assisi come testimone di pace e povert\u00e0.<br \/>\nSalone dell\u2019oratorio pieno in ogni ordine di posti, venerd\u00ec 23 novembre, pi\u00f9 di un centinaio le persone presenti. Tutto ha avuto inizio alle ore 21,15 con la presentazione della prima parte per opera di don Mario Colabianchi, parroco della suddetta Unit\u00e0 Pastorale. La figura di San Francesco d\u2019Assisi uomo di pace \u00e8 stata illustrata da padre Pacifico Sella, docente di Storia della Chiesa \u2013 Studio teologico San Bernardino di Verona, una delle massime autorit\u00e0 in campo storico. Ha all\u2019attivo circa ottanta pubblicazioni tra opuscoli, libri e articoli.<br \/>\nIl dialogo di Francesco d\u2019Assisi con il sultano d\u2019Egitto, tema del suo intervento, avviene nel corso della quinta crociata (1217 \u2013 1221). Il poverello d\u2019Assisi si imbarca, il 24 giugno del 1219, su una nave in Ancona, con undici compagni, e giunge a Damietta in Egitto, dove i crociati hanno posto la citt\u00e0 in stato d\u2019assedio. Sono gi\u00e0 partite alcune conferenze promosse dal comitato voluto da mons. Angelo Spina, vescovo della citt\u00e0 dorica, per celebrare gli ottocento anni dallo storico imbarco di San Francesco dal porto d\u2019Ancona.<br \/>\nIl sultano al &#8211; Malik al Kamil riceve Francesco d\u2019Assisi e un suo compagno quando vige una tregua tra l\u2019esercito dei crociati e quello mussulmano. Il permesso di recarsi presso il campo degli Infedeli gli \u00e8 accordato dal legato pontificio, Pelagio Galvao, cardinale di Albano, benedettino portoghese, uno dei maggiori responsabili del fallimento della quinta crociata per i suoi contrasti con Giovanni di Brienne ( 1148 \u2013 1237), re di Gerusalemme, uno dei pi\u00f9 indomiti comandanti nel campo cristiano. Il legato, in perfetto stile clericale, volle concentrare su di s\u00e9 tutta l\u2019operazione della quinta crociata, non avendo nessuna competenza n\u00e9 coraggio.<br \/>\nLe fonti storiche per ricostruire l\u2019evento sono numerose e variamente distribuite nel corso di tre secoli (duecento, trecento, quattrocento), sette cristiane, una araba (XV sec.). La pi\u00f9 attendibile \u00e8 quella di Ernoul (1227-1229), che cos\u00ec scrive: \u201cDue chierici che si trovavano nell\u2019esercito a Damietta, si recano dal Cardinal-Legato (Pelagio) per manifestargli l\u2019intenzione di andare a predicare al Sultano e domandano il suo beneplacito. Il Cardinale dissente, ma permette che vadano, dove volevano andare, se non per compiere un gran bene; allora il cardinale disse che se lo volevano, potevano pure andarci, ma che non si pensasse da nessuno che era lui ad inviarli\u201d.<br \/>\nSottile arte diplomatica unita ad una vigliaccheria di fondo, tipica di un certo modo di fare, in auge anche oggi.<br \/>\nContinua la cronaca:<br \/>\n\u201cI due chierici partirono dal campo cristiano e andarono in quello dei saraceni. Sono accolti dalle sentinelle saracene come messaggeri o come apostati; alla presenza del Sultano: portatori di un messaggio? O farsi mussulmani? Francesco propone un contradictorium con i teologi del Sultano. Questi rifiutano e propongono la decapitazione dei due, poi se ne vanno. Il Sultano offre loro copiosi doni che i due rifiutano e fanno ritorno all\u2019accampamento cristiano\u201d.<br \/>\nErnoul non dice nulla su quello che Francesco e il Sultano si siano detti.<br \/>\nGiacomo da Vitry (1220), un\u2019altra fonte storica, scrive: \u201cFrancesco volle recarsi nell\u2019accampamento del Sultano d\u2019Egitto, intrepido e munito solo dello scudo della fede. Quando gli fu portato davanti, vedendolo in sembianza di uomo di Dio, la bestia crudele si sent\u00ec mutata in uomo mansueto e per alcuni giorni, lo ascolt\u00f2 con molta attenzione, mentre predicava Cristo davanti a lui e ai suoi. Il Sultano, preso dal timore che qualcuno del suo esercito, convertito al Signore dall\u2019efficacia delle sue parole, passasse all\u2019esercito cristiano, comand\u00f2 che fosse ricondotto, con grande onore e protezione, nel nostro campo\u201d. Il Sultano, anche se si pone sulla stessa lunghezza d\u2019onda di Pelagio, quanto alla diplomazia, congedandolo, manifesta un qualche desiderio di superare le barriere religiose, quando dice: \u201cPrega per me, perch\u00e9 Dio si degni rivelarmi quale legge e fede gli \u00e8 pi\u00f9 gradita\u201d.<br \/>\nLe difficolt\u00e0 del dialogo tra le tre grandi religioni monoteiste: ebraica, cristiana e musulmana nascono proprio dal fatto che ognuna di loro ritiene, di essere depositaria di una verit\u00e0 assoluta, ha aggiunto il relatore, rispondendo a una domanda fatta da uno del pubblico in sala, nel corso del dibattito finale.<br \/>\nLa seconda parte, proiezione di una scena del film \u201cFratello Sole, Sorella Luna\u201d (1972), per la regia di Franco Zeffirelli e la relazione Francesco d\u2019Assisi e la scelta di povert\u00e0 di don Daniele Federici, docente di Storia della Chiesa presso l\u2019Istituto teologico marchigiano di Ancona, \u00e8 stata presentata da Aldo Caporaletti, promotore e organizzatore culturale. La scena del film \u00e8 quella della spogliazione di Francesco davanti al padre e al vescovo di Assisi. Don Daniele Federici della fraternit\u00e0 missionaria S. Carlo Borromeo, parroco della Parrocchia Sacra Famiglia di Colombarone, quartiere di Pesaro, con l\u2019utilizzo di alcune fonti francescane, ha illustrato la radicalit\u00e0 della scelta di San Francesco per la povert\u00e0, le sue motivazioni pi\u00f9 profonde e il contagio della figura di Francesco presso i giovani.<br \/>\nNel testo Leggenda Perugina si legge: \u201cNoi che siamo vissuti con lui, siamo in grado di testimoniare a suo riguardo che, dal tempo che cominci\u00f2 ad avere dei fratelli e poi per tutta la durata della sua vita, us\u00f2 discrezione verso di loro bastandogli che nei cibi e in ogni altra cosa non uscissero dai limiti della povert\u00e0 e dell\u2019equilibrio, cosa tradizionale tra i frati dei primordi\u2026 Noi, che siamo vissuti con lui, non potremmo dire a quanto numerose e urgenti necessit\u00e0 del suo corpo egli neg\u00f2 soddisfazioni nel vitto e nel vestito, per dare il buon esempio ai fratelli e aiutarli a sopportare pi\u00f9 pazientemente le loro privazioni\u201d.<br \/>\nQui \u00e8 la radicalit\u00e0 della scelta per la povert\u00e0. La sua origine \u00e8 teologica. Nasce da un rapporto vivo con Cristo: \u201cFrancesco meditava continuamente le parole del Signore e non perdeva mai di vista le sue opere. Ma soprattutto l\u2019umilt\u00e0 dell\u2019Incarnazione e la carit\u00e0 della Passione aveva impresse cos\u00ec profondamente nella sua memoria, che difficilmente gli riusciva di pensare ad altro\u201d (Tommaso Da Celano).<br \/>\nLa serenit\u00e0 dell\u2019animo \u00e8 la perfetta letizia. La scelta della povert\u00e0 di Francesco fu contagiosa tra i giovani. Nel 1209 erano solo dodici fraticelli a seguirlo, nel 1221 sono tantissimi quelli che scelgono di entrare a far parte dell\u2019ordine francescano. Tutto: la vita, la morte, \u00e8 dentro un orizzonte di letizia infinita. Dante Alighieri e il suo canto dedicato a San Francesco non possono essere compresi senza la spiritualit\u00e0 francescana.<br \/>\nLa povert\u00e0 si coniuga con l\u2019amore: \u201cMa perch\u2019io non proceda troppo chiuso \/ Francesco e Povert\u00e0 per questi amanti \/ prendi oramai nel mio parlar diffuso\u201d (Paradiso, Canto XI). \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Civitanova ricorda lo sposo di Sorella Povert\u00e0 Scriveva Charles Peguy: \u201cSiamo i primi uomini dopo Ges\u00f9, senza Ges\u00f9\u201d. Eppure, la regalit\u00e0 di Cristo \u00e8 gi\u00e0 presente nelle testimonianze dei santi. 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