{"id":7832,"date":"2018-12-11T12:00:52","date_gmt":"2018-12-11T11:00:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=7832"},"modified":"2024-11-06T16:31:21","modified_gmt":"2024-11-06T15:31:21","slug":"fruitori-consapevoli-non-piu-tossici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2018\/12\/fruitori-consapevoli-non-piu-tossici\/","title":{"rendered":"Fruitori consapevoli non pi\u00f9 tossici"},"content":{"rendered":"<h3>Capodarco: seminario sulle \u201csolitudini\u201d. Le dipendenze, verso la normalizzazione dei consumi<\/h3>\n<p>Capire come \u00e8 cambiato il mondo delle dipendenze in Italia: dalle tipologie delle sostanze al mercato fino alla modalit\u00e0 di assunzione, in linea con la trasformazione della nostra societ\u00e0 e dei bisogni che emergono nella stessa.<br \/>\nDi questo si \u00e8 discusso sabato 1 dicembre nel corso del workshop \u201cDipendenze, verso la normalizzazione dei consumi?\u201d nell\u2019ambito della XXIV edizione di Redattore sociale. Stimolati dalle domande di Riccardo Sollini, coordinatore dei servizi della Comunit\u00e0 di Capodarco di Fermo ed ex direttore della Comunit\u00e0 Terapeutica \u201cL\u2019Arcobaleno\u201d, il sociologo Raimondo Pavarin, direttore dell\u2019Osservatorio epidemiologico dell\u2019Ausl di Bologna, Fabio Lugoboni, medico e direttore dell\u2019UO ospedaliera di Medicina delle dipendenze, e Michela Bomprezzi, Assistente sociale e mediatrice familiare presso l\u2019ASUR ZT1 di Pesaro, hanno cercato di spiegare la dimensione del fenomeno e i possibili approcci.<\/p>\n<p>Per farlo sono partiti da alcuni dati, come quelli contenuti nel rapporto 2017 sulle dipendenze nel capoluogo emiliano e in AllCool Project, il progetto europeo che indaga il consumo di alcolici tra Italia, Portogallo e Spagna. Nel suo intervento Raimondo Pavarin ha parlato della nuova figura di \u201cfruitore\u201d, descritto come una persona \u00abattenta alla propria presentazione alla societ\u00e0, che conosce il proprio ruolo e non ha intenzione di essere accorpato alla macro categoria dei \u201ctossici\u201d\u00bb. \u00abEgli &#8211; prosegue il direttore dell\u2019Osservatorio epidemiologico dell\u2019Ausl di Bologna &#8211; conosce quali siano le conseguenze, agli occhi degli altri, delle cicatrici causate dall\u2019assunzione di eroina o cocaina per via endovenosa ed utilizza altre modalit\u00e0 d\u2019uso, le quali risultano pi\u00f9 adatte alla caratterizzazione via via pi\u00f9 strutturata del proprio ruolo. La sperimentazione, che come detto ha comportato l\u2019aumento di utilizzo di sostanze diverse dall\u2019eroina, da casuale diviene selettiva: chi assume, attualmente, conosce perfettamente gli effetti di ogni tipo di sostanza, i quali devono per\u00f2 essere direzionati verso uno scopo preciso\u00bb.<br \/>\nDa qui emergono delle competenze su cosa si assume e di come assumere le sostanze in relazione ai momenti, con l\u2019esigenza di vivere \u201cquella sensazione\u201d in una determinata situazione. Il ruolo ora si struttura definitivamente, assumendo la qualit\u00e0 consumatore socialmente integrato pi\u00f9 che di \u201ctossico\u201d.<br \/>\n\u00abL\u2019MDMA &#8211; spiega Pavarin &#8211; viene utilizzata come mezzo per la socializzazione ad un rave ad esempio, la cocaina aiuta a svegliarsi poich\u00e9 si ha l\u2019esigenza di essere efficienti fin dalla mattina, le anfetamine divengono necessarie quando i chili di troppo divengono molti (annullando il senso di fame) ed anche l\u2019eroina, se fumata, riesce a dare quel senso di tranquillit\u00e0 necessario prima di andare a dormire.<br \/>\nI dati, d\u2019altra parte, sono un utile aiuto nella visione d\u2019insieme di questa nuova tendenza: l\u2019assunzione di cannabis dal 2006 al 2015 in Francia, Germania, Irlanda e Finlandia \u00e8 aumentata fino a raggiungere picchi storici e relativamente stabile \u00e8 la situazione italiana. La variabile interessante non \u00e8 rilevata tanto dalla quantit\u00e0 statistica del campione totale, quanto dall\u2019individualit\u00e0 da esso contenuta: sono infatti in costante aumento i consumatori ad alto rischio. I pazienti che si sono sottoposti al primo trattamento in Europa, infatti, da 43000 del 2006 arrivano fino ai 76000 del 2015. Il dato \u00e8 in linea con la strutturazione del nuovo ruolo: in molti Paesi la cannabis \u00e8 stata legalizzata assumendo quindi una caratterizzazione pi\u00f9 sociale, anche se le conseguenze divengono quelle dell\u2019incremento dei consumatori assidui e della disponibilit\u00e0 di prodotti pi\u00f9 potenti\u00bb.<br \/>\nSecondo i dati raccolti dall\u2019Osservatorio, gli effetti della crisi economica avrebbero, nel corso degli anni, comportato un aumento di accesi ai reparti di pronto soccorso, un aumento della mortalit\u00e0 per overdose (letalit\u00e0), e una diminuzione del consumo di cocaina, con conseguente calo della mortalit\u00e0. A far riflettere \u00e8 l\u2019aumento delle morti per overdose, un problema che riguarda anche i piccoli centri e non solo le grandi citt\u00e0. Nel 2017 le morti sono calate nel capoluogo emiliano rispetto al 2016, da 19 a nove casi, mentre sono aumentate in altre citt\u00e0 dell\u2019Emilia-Romagna. Ad esempio, a Modena c\u2019\u00e8 stato un balzo da nessuno a cinque casi nel giro di un anno. Allo stesso tempo, rispetto alle zero morti per overdose nel 2016, nel 2017 si sono verificati tre decessi a Reggio Emilia, due a Parma e altri due Rimini. La cosa interessante \u00e8 anche vedere i profili di chi muore, ossia per la maggioranza persone in carico ai servizi da lungo periodo.<br \/>\nCrescono gli accessi ai pronto soccorso.<br \/>\nIn aumento gli accessi ai reparti di pronto soccorso per abuso di sostanze illegali, nel 2017 sono stati 902 infatti i soggetti costretti a fare ricorso alle cure a fronte dei 256 del 2009. In gran parte dovuti ad abuso di cocaina (28,9%), cannabis (22,2%) e oppioidi (14,1%).<br \/>\nCondizioni economiche.<br \/>\nCome detto, ad incidere sul fenomeno dei consumi \u00e8 sicuramente la crisi economica degli ultimi anni, con una posizione sociale \u201cbassa\u201d che \u00e8 indice, seppur con percentuali diverse, di maggiore uso di illegali\/psicofarmaci e dipendenza da tabacco, maggiore uso intensivo e a rischio di alcol e di disturbi psichici specifici. Questo \u00e8 quanto emerge da 1005 interviste a studenti di scuole medie inferiori e istituti professionali dell\u2019Area Metropolitana di Bologna (2017\/18). Il quadro che emerge dai dati descrive un consumo di sostanze psicoattive che non pregiudica le relazioni sociali e non interferisce con attivit\u00e0 quotidiane, impegni sociali, studio e lavoro. Non vi \u00e8 una chiara demarcazione tra chi \u00e8 considerato un venditore e chi \u00e8 invece un semplice cliente, cos\u00ec molti consumatori partecipano ad entrambi gli aspetti delle transazioni. Mercato di tipo domestico, che si basa su fiducia e contiguit\u00e0 tra acquirente e venditore. Transazioni quasi esclusivamente tra amici e conoscenti, non finalizzate prioritariamente ad attivit\u00e0 di lucro.<br \/>\nAlcol, scelta \u201crazionale\u201d.<br \/>\nDurante il workshop si \u00e8 anche discusso sulla graduale normalizzazione dell\u2019eccesso alcolico. Dalla ricerca \u201cAllCool project\u201d (500 interviste di giovani tra i 18 e i 29 anni) emerge un mondo giovanile nel quale sembra perdere di senso la distinzione tra sostanze legali ed illegali, e l\u2019uso degli alcolici viene pianificato per raggiungere particolari stati di alterazione. Al fine di spendere meno, molti acquistano gli alcolici nei discount alimentari o nei minimarket etnici, ma solitamente li consumano nei pressi dei locali che fanno tendenza e attorno ai quali si radunano grandi gruppi di giovani che trascorrono la serata assieme, cambiando spesso locale. Molti scelgono il locale dove trascorrere la serata in base al denaro di cui dispongono. Spesso bevono a casa prima di uscire, in modo da spendere meno e consumare di pi\u00f9.<br \/>\nQuesto nuovo quadro di riferimento, ha impatto anche sulla dimensione di cura sulla dipendenze laddove \u00aba diventare disfunzionale o a \u201cprovocare\u201d addiction \u2013 ha spiegato Sollini &#8211; sono attivit\u00e0 e prassi quotidiane, significa che di fatto la dimensione individuale, personale e unica della persona diventa centrale. Per cui il servizio, la comunit\u00e0 o ogni forma di cura deve rientrare in percorsi individualizzati e modelli di intervento personalizzati, che male si sposano con l\u2019idea universalistica di partenza delle comunit\u00e0 terapeutiche\u00bb.<br \/>\nPartendo da questo tema si intreccia l\u2019intervento di Lugoboni che partendo dalla sue esperienza del Reparto di medicina delle dipendenze di Verona, sottolinea la centralit\u00e0 dell\u2019affrontare il tema delle dipendenze da punti di vista differenti.<br \/>\n\u00abParlare di dipendenze implica il tener presente del mondo delle sostanze, staccandoci dal concetto legale e illegale, vedere la dimensione dei vissuti infantili della persona, cosi come ai traumi, senza dimenticare la storia che la persona ha vissuto\u00bb.<br \/>\n\u00abNel mondo si registra un morto per fumo ogni 4 sec. &#8211; continua Lugoboni &#8211; ma il fumo di tabacco non \u00e8 elemento di approfondimento o di cura. Altra dimensione importante \u00e8 quella del ruolo dell\u2019utilizzo dei farmaci senza prescrizione e la dipendenza da benzodiazepine, che raggiunge dimensioni devastanti in Italia. Legate anche ad una poca conoscenza della dipendenze da parte dei medici\u00bb.<br \/>\nMichela Bomprezi ha presentato il progetto sulla peer education basato sulle intelligenze multiple, che \u201csfrutta\u201d in maniera positiva, rafforzandole, quelle che sono le competenze degli adolescenti \u00absono i ragazzi coinvolti che intervengono e propongono attivit\u00e0 di prevenzione e di crescita delle consapevolezza ad altri coetanei questo \u2013 continua Bomprezzi \u2013 amplifica in maniera esponenziale i contenuti e il messaggio che si vuole portare avanti\u00bb. \u2022<br \/>\n(<a href=\"http:\/\/www.redattoresociale.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.redattoresociale.it<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Capodarco: seminario sulle \u201csolitudini\u201d. 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